Wise Society : Come coltivare il benessere dei lavoratori per fatturare di più

Come coltivare il benessere dei lavoratori per fatturare di più

di Vincenzo Petraglia
17 Giugno 2025

L'esperienza e i consigli di Wellhub, piattaforma che ha l'obiettivo di far star bene le persone e trasformare il benessere aziendale anche in un motore di produttività e attrattività per i talenti. Vediamo come

In un contesto lavorativo sempre più esigente, dove il confine tra vita privata e professionale è sempre più labile, il benessere mentale si afferma come una delle priorità strategiche per le aziende. Tuttavia, nonostante la crescente consapevolezza, molti responsabili HR si trovano spesso ancora privi degli strumenti adeguati per tradurre questa esigenza in azioni concrete. È proprio qui che si inserisce Wellhub, piattaforma specializzata nei servizi di benessere olistico per i dipendenti, che promuove una cultura aziendale più sana, inclusiva e produttiva.

Un approccio focalizzato sul wellbeing delle persone, che include servizi legati a fitness, mindfulness, qualità del sonno, terapia online e alimentazione. Un modello che risponde a un bisogno ormai imprescindibile: l’81% dei lavoratori italiani, secondo l’ultimo report Wellhub, si aspetta che il proprio datore di lavoro si prenda cura del loro benessere mentale. D’altronde oggi un dipendente su due denuncia uno stress lavorativo che mette a rischio la propria salute emotiva, mentre il 72% non esita a dichiarare che lascerebbe un’azienda priva di programmi di benessere.

cuore sul prato, simbolo di benessere

Lo stress lavorativo, se non gestito al meglio, può portare a un calo delle performance, all’assenteismo e persino al burnout.

Wellhub, oltre che come piattaforma, si propone anche come partner per le imprese che vogliono costruire ambienti di lavoro realmente sostenibili. Con oltre 22.000 aziende clienti in 11 Paesi, 65.000 partner e 3,5 milioni di iscritti, Wellhub facilita in maniera consistente l’accesso ai servizi per il benessere psicofisico con un modello di abbonamento flessibile e condiviso tra dipendente e azienda, accessibile sia online che offline.

Wise Society ha incontrato Claudia Cipolla, Head of Italy Wellhub, per approfondire come le aziende italiane stanno affrontando la sfida del benessere mentale, quali sono le loro esigenze e cosa serve davvero per trasformare il wellbeing delle persone anche in una leva competitiva.

Secondo il vostro ultimo report, il 72% dei lavoratori potrebbe valutare di lasciare l’azienda che non tutela il benessere mentale. Perché? Oggi cosa cercano più di tutto le persone in azienda?

Oggi i dipendenti premiano le imprese che hanno davvero a cuore il loro benessere, che non rappresenta solo un aspetto strettamente legato alla salute, ma una leva chiave per l’engagement, la retention e la performance. In base ai dati emersi dai report di Wellhub “Lo stato del benessere aziendale 2025” e “Il ROI del benessere 2024”, l’81% dei lavoratori italiani ritiene che il proprio datore di lavoro abbia la responsabilità di contribuire al miglioramento della salute psicofisica dei dipendenti, mentre il 49% afferma che lo stress lavorativo sta compromettendo il proprio benessere mentale e rappresenta la principale causa di problemi di salute emotiva.

Perché coltivare una vera la cultura del benessere in azienda?

Il benessere dei dipendenti in azienda è il più potente moltiplicatore di produttività e resilienza ed è fondamentale per attrare i migliori talenti sul mercato. Ecco perché oggi per le aziende investire nel wellbeing dei propri lavoratori non è più un’opzione, ma un fattore competitivo vitale. Il benessere in azienda non è più negoziabile: in base ad un recente sondaggio globale condotto da Wellhub su oltre 5.000 lavoratori dal titolo “Lo stato dell’arte del Wellbeing aziendale nel 2025”, per il 97% dei dipendenti il Wellbeing sul posto di lavoro è importante quanto lo stipendio

Ecco perché ogni organizzazione deve diventare un abilitatore di benessere fisico e mentale, fattori determinanti per la produttività. E ancora: la percezione di benessere al lavoro è un fattore decisivo per aumentare produttività e soddisfazione dei dipendenti e prevenire fenomeni come il quiet quitting – insoddisfazione latente e produttività in modalità “sopravvivenza” – e le grandi dimissioni. In base ai dati presenti nel Rapporto Randstad (2023) circa il 50% delle aziende italiane ha introdotto politiche di benessere per i propri dipendenti, soprattutto dopo la pandemia, quando molte aziende hanno preso coscienza della necessità di garantire un buon equilibrio tra vita lavorativa e personale. 
 
Possiamo dare qualche dato a supporto dei vantaggi offerti da questo approccio?

L’adozione di pratiche e iniziative per la promozione della salute dei dipendenti porta a un ROI medio superiore del 20% rispetto a qualsiasi soluzione di corporate wellbeing alternativa. Un vero circolo virtuoso per il benessere olistico dei lavoratori, che si traduce anche in una riduzione dei permessi per malattia (“Lo stato del benessere aziendale 2025” e “Il ROI del benessere 2024”). Parliamo quindi di un vero e proprio ROI del benessere, riduce il turnover (-43%) e migliora la produttività secondo il 52% delle aziende clienti di Wellhub, con conseguente riduzione dei costi sanitari, miglioramento dell’engagement dei dipendenti, miglior talent attraction e talent retention nel lungo periodo, aumento delle performance e dei KPI aziendali e della resilienza organizzativa.

Come mettere in pratica in azienda questa sorta di “rivoluzione gentile del wellbeing”?

La soluzione è nell’adozione di un approccio olistico, che porti a ridisegnare le best practice d’impresa per prevenire e mitigare il rischio di stress e di burnout attivando dinamiche relazionali e processi virtuosi: dal supporto psicologico accessibile, ai check-in periodici con i dipendenti fino al lavoro flessibile e ai think tank.

In questa prospettiva, l’obiettivo è sviluppare progetti concreti e ampliare l’accesso a modelli di salute preventiva che favoriscano autonomia ed un reale cambiamento di abitudini. In primo piano anche il valore strategico di una collaborazione tra industria, policy-maker e comunità scientifica per generare benefici di lungo periodo, sia per la salute della popolazione, sia per la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale. Ed è proprio in questo contesto che sono stati esaminati gli sviluppi normativi per comprendere le direzioni intraprese dalle istituzioni e come il dialogo tra aziende e cittadini possa favorire politiche più innovative e sostenibili.

persona in ufficio

Wellhub è una piattaforma di servizi per il benessere olistico in azienda, che offre ai dipendenti la possibilità di accedere ai migliori partner per il fitness, la mindfulness, la terapia online, la cura del sonno e la nutrizione.

Con Wellhub cosa offrite alle aziende e alle persone che ne fanno parte?

Wellhub è una piattaforma di servizi per il benessere olistico in azienda che offre ai dipendenti la possibilità di accedere ai migliori partner per il fitness, la mindfulness, la terapia online, la cura del sonno e la nutrizione. La sua mission è quella di trasformare ogni azienda una Wellbeing Company grazie ad una formula che consente di usufruire in un unico abbonamento di programmi di eccellenza per la salute psicofisica, ad un costo che viene ripartito fra dipendente e azienda e che è di gran lunga inferiore a quello di un singolo utente.

Dopo aver scaricato l’App, i dipendenti scelgono un piano personalizzato e pagano un abbonamento mensile, che consente una fruizione ibrida di servizi, sia in presenza che online. Oggi Wellhub è utilizzato da oltre 22.000 aziende in 11 Paesi, conta oltre 65.000 partner e tre milioni e mezzo di abbonati a livello globale, con oltre 600 milioni di check-in, ovvero accessi degli utenti ai servizi della sua piattaforma. Ma non solo. L’”effetto Wellhub” si traduce in una vera trasformazione delle abitudini dei dipendenti: il 178% aumenta la frequenza dell’attività fisica, migliora la fidelizzazione (43%) e si riducono anche i costi sanitari per l’azienda (-35%).

Quali i servizi più richiesti e che fornite di più?

Wellhub offre alle aziende e ai loro dipendenti formule di abbonamento flessibili e personalizzate per le diverse esigenze, con un risparmio fino al 50% rispetto alle tradizionali iscrizioni in palestra. Le sessioni di allenamento ed i corsi sono disponibili sia in presenza che da remoto, in modalità “smart”. Fra le App più richieste ci sono sicuramente quelle per i piani nutrizionali su misura, ma anche quelle dedicate alla meditazione e a migliorare la qualità del sonno.

Particolarmente apprezzate anche le sessioni di allenamento individuale e i consigli personalizzati con Trainiac di Wellhub. Uno dei vantaggi della sottoscrizione a Wellhub è che il costo per il dipendente viene detratto direttamente dalla busta paga. Un benefit che piace al 31% dei lavoratori, che dichiara che non doversi preoccupare dell’importo da pagare è il più grande vantaggio dell’on-boarding flessibile. In Italia Wellhub ha al suo attivo un network di circa 3 mila strutture sportive (palestre, centri yoga e pilates, campi da gioco, piscine, eccetera) e 40 App partner digitali che permettono di coprire tutti gli aspetti del wellbeing, incluse sessioni uno a uno con personal trainer, nutrizionisti e psicoterapeuti. Infine, Wellhub offre ai dipendenti servizi di concierge digitale per la gestione degli appuntamenti (corsi, lezioni individuali) in agenda.

La salvaguardia del benessere delle persone è anche uno strumento per attirare e soprattutto trattenere talenti in azienda, specie se giovani…

Certo, assolutamente. La “Cultura della salute” attira i talenti e piace soprattutto ai giovani della Gen Z – nati fra il 1996 ed il 2010 – che scelgono il datore di lavoro dando particolare importanza ai benefici per la salute mentale e all’equilibrio fra vita privata e professionale. Un trend che trova conferma nei risultati dei recenti report di Wellhub, dai quali emerge che il 45% delle aziende che hanno scelto i servizi Wellhub li valutano come “estremamente importanti” per attrarre nuovi talenti, contro il 36% dei non clienti che lavorano con soluzioni alternative.

Fra le curiosità più interessanti, inoltre, il dato che rivela che la Gen Z è la più portata a scegliere i corsi (20%) e le App (26%) o le lezioni dedicate (20%) per la meditazione presenti sulla nostra piattaforma. Inoltre, il 50% dei giovani della Gen Z dichiara di essere in terapia, rispetto al 45% dei Millennial, al 27% della Generazione X e al 24% dei Baby Boomer (Fonte: Rapporto Wellhub “Lo stato dell’arte del Wellbeing 2025”).

Infine, un recente sondaggio condotto dal McKinsey Health Institute su oltre 30 mila dipendenti in tutto il mondo rivela che proprio i dipendenti più giovani, di età compresa fra i 18 ed i 28 anni – insieme alle donne e alle persone appartenenti alla Comunità LGBT – sono più esposti al rischio di burnout rispetto ai lavoratori ultra sessantenni: 27% contro il 9% dei lavoratori Senior. Un dato interessante, che mostra quanta strada ancora ci sia da fare per arrivare a un modello aziendale virtuoso, in grado di garantire l’equilibrio psicofisico dei dipendenti, con particolare attenzione a quelli più giovani.

Vincenzo Petraglia


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