Perché la processionaria è pericolosa per i cani, quali sintomi riconoscere e come intervenire correttamente per proteggere il proprio animale
Il bene che vogliamo ai nostri amici a quattro zampe è incommensurabile. Tanto che vengono in vacanza con noi, e abbiamo persino inventato gli asili per cani per farli svagare, divertire, trascorrere del tempo di qualità mentre noi non ci siamo. Ecco perché quando ci sono dei potenziali rischi, subito ci preoccupiamo e cerchiamo soluzioni. Cane e processionaria, per esempio, è un binomio che sarebbe meglio non esistesse, una relazione pericolosa ma purtroppo difficilmente evitabile, soprattutto in un determinato periodo dell’anno e in certe zone verdi.
Con l’arrivo della primavera, infatti, i boschi e i giardini si riempiono sì di colori, ma anche di processionarie del pino, pericolo invisibile per i nostri amici a quattro zampe ma lì, in agguato. Questo insetto, famoso per i suoi caratteristici bruchi pelosi che si spostano in fila indiana, può rappresentare un rischio serio per i cani, provocando gravi irritazioni e, nei casi più estremi, problemi respiratori o shock anafilattico. Per questo, è giusto informarsi su come proteggere il cane dalla processionaria così per godersi in sicurezza le passeggiate all’aria aperta, anche in primavera. Scopriamo oggi tutto ciò che ci serve sapere, tra cui rischi e rimedi.

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Cane e processionaria: una relazione pericolosa
I cani sono animali curiosi, che letteralmente “ficcano il naso” dappertutto. Per questo, siamo noi a dover tenere gli occhi ben aperti quando li portiamo a spasso e tenerli lontani dai potenziali -e molti- rischi che ci circondano. Uno tra questi è proprio la processionaria: il legame tra questi insetti e i cani è intrinsecamente pericoloso, a causa delle caratteristiche del bruco che mal si incontrano con la curiosità naturale del nostro Fido.
La processionaria del pino è infatti ricoperta di peli urticanti, i quali contengono una tossina chiamata thaumatopina. Questa tossina, se entra a contatto con la pelle, le mucose o la lingua del cane, può provocare forte irritazione, gonfiore e persino la necrosi dei tessuti.
I cani, attratti dal movimento e dall’odore dei bruchi, rischiano di annusare, leccare o addirittura provare a mordere i bruchi stessi, esponendosi in prima persona agli effetti tossici. I danni più comuni sono da ricercarsi tra i seguenti: ustioni orali, salivazione eccessiva, difficoltà a deglutire e dolore intenso. Purtroppo, non ci si limita a questo: nei casi più gravi possono verificarsi anche shock anafilattico e insufficienza renale. Per tutte queste ragioni, anche un breve contatto con la processionaria può trasformarsi in un’emergenza veterinaria, cosa che rende fondamentale sia la prevenzione che un eventuale intervento tempestivo.

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Cosa fa la processionaria ai cani
La processionaria del pino è estremamente pericolosa per i cani, lo abbiamo detto, principalmente a causa dei suoi peli urticanti. Da questi peli si sprigiona la thaumatopina, una tossina molto tossica per i nostri amici a quattro zampe. Quando un cane entra in contatto con il bruco, questa tossina può provocare gravi reazioni locali e sistemiche.
Le reazioni variano in base a dove avviene il contatto: lingua o bocca, pelle o zampe, occhi o mucose o, infine, ingestione. Vediamo brevemente caso per caso:
- Contatto con la lingua o la bocca: i cani spesso leccano o mordono i bruchi, cosa che provoca bruciore intenso, gonfiore della lingua, delle labbra e del muso, dolore durante la deglutizione ed eccessiva salivazione.
- Contatto con la pelle o le zampe: se i peli urticanti toccano la pelle, possono provocare arrossamento, irritazione, prurito e piccole ustioni, simili a scottature chimiche, proprio nel punto in cui è avvenuto il contatto.
- Ingestione: anche l’ingestione accidentale può essere un grande problema, che conduce a vomito, diarrea, difficoltà respiratoria, shock anafilattico. Nei casi più gravi, si riportano anche danni agli organi interni.
- Contatto con occhi o mucose: se i peli entrano negli occhi, possono causare congiuntivite grave e danni alla cornea, rischiando anche la perdita temporanea della vista.
In poche parole, un problema da non prendere sottogamba: la processionaria è altamente tossica per i cani, e anche un minimo contatto può diventare un’emergenza veterinaria che richiede intervento tempestivo.

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Sintomi della processionaria nel cane
Il contatto con la processionaria del pino provoca nei cani sintomi che, nella maggior parte di casi, sono evidenti e dolorosi, oltre che rapidi nel comparire. I principali segnali che possiamo osservare a seguito di un contatto sono:
- Gonfiore e arrossamento. Lingua, labbra, muso e mucose possono gonfiarsi molto velocemente, diventando rosse e doloranti.
- Salivazione eccessiva. La bocca irritata dalla tossina provoca salivazione abbondante e la formazione di schiuma.
- Dolore e disagio. Il cane può scuotere il muso, cercare di leccarsi o mordersi la zona colpita, mostrando evidente fastidio.
- Difficoltà a deglutire e a respirare. Nei casi più gravi, il gonfiore può ostacolare la respirazione e la deglutizione, diventando una vera e propria emergenza.
- Vomito e diarrea. Se il bruco è stato ingerito, possono comparire anche disturbi gastrointestinali.
- Shock anafilattico. In situazioni estreme, possono verificarsi collasso, debolezza improvvisa o perdita di coscienza, richiedendo anche in questo caso intervento veterinario immediato.
- Irritazione cutanea e agli occhi. Se i peli urticanti entrano in contatto con la pelle o con gli occhi, si possono anche riscontrare arrossamenti, prurito intenso o congiuntivite grave.
Riconoscere questi sintomi tempestivamente è fondamentale: anche un contatto breve con la processionaria può causare uno o più di questi sintomi, facendo soffrire l’animale che ha bisogno di intervento immediato.
Variazioni dei sintomi
È giusto specificare che i sintomi possono variare in base alla taglia del cane e, in misura minore, anche alla razza cui appartiente, perlopiù per motivi di proporzioni corporee. Quelli più a rischio di complicazioni gravi sono i cani di piccola taglia, perché chiaramente la stessa quantità di tossina provoca effetti più intensi rispetto a un cane grande. Per esempio, il gonfiore della lingua o del muso può ostruire la respirazione molto più facilmente in un cane piccolo.
Alcune razze con muso corto o brachicefale -bulldog, carlino, boxer per fare qualche esempio- sono particolarmente vulnerabili alla tossina delle processionarie. In questi esemplari, il gonfiore della lingua e delle vie respiratorie può compromettere la respirazione in modo serio molto rapidamente.
C’è poi una questione di sensibilità individuale: anche tra cani della stessa taglia e razza, la reazione che compare a seguito del contatto può manifestarsi diversamente. Alcuni animali sviluppano gonfiore minimo, altri manifestano sintomi gravi e rapidi: in ogni caso, è bene andare a fondo e verificare che non vi siano danni “invisibili”.
Infine, c’entrano anche età e stato di salute generale del cane. Cani molto giovani, anziani o con problemi immunitari o respiratori possono risultare più suscettibili agli effetti della tossina per ovvie ragioni, e per questo bisognerebbe fare ancora più attenzione quando li si porta a spasso.
In generale, possiamo dire che tutti i cani sono a rischio, ma i cani piccoli, brachicefali o fragili lo sono un po’ di più e bisogna comportarsi con la giusta cautela.

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Come proteggere il cane dalla processionaria
È chiaro che proteggere il proprio cane dalla processionaria del pino diventa una priorità assoluta, nel periodo primaverile in cui questi insetti scendono a terra e cominciano le loro “processioni”. Come fare? Ovvero: come prevenire il problema e gestirlo nel momento in cui si manifesta? Vediamo alcune strategie utili da mettere in pratica durante le passeggiate.
La prima cosa, la più furba, è naturalmente evitare le zone infestate. In primavera, soprattutto tra febbraio e maggio, i boschi di pini e le aree verdi in cui si trovano i nidi dei bruchi vanno evitate come la peste. Sono il punto più problematico e, passeggiando altrove, si riduce tantissimo il rischio di incorrervi. Perciò, osserva alberi con nidi bianchi o fili setosi, segno della presenza della processionaria, e allontanati.
Anche se il cane è ben addestrato, poi, è bene tenerlo sempre al guinzaglio. In primis perché va fatto, in secondo luogo perché questo riduce il rischio che vada ad annusare, leccare o mordere i bruchi nascosti tra i cespugli. In alcune zone molto infestate, la protezione fisica può essere una buona idea: fai indossare al tuo cane pettorine coprenti o calzari protettivi, specialmente se è un fan dell’esplorazione del sottobosco.
Questo, da fare durante le passeggiate. Dopo, però, quando si rientra a casa, è bene fare un controllo generale. Controlla zampe, muso e pelo del cane dopo ogni passeggiata in zone a rischio, rimuovendo eventuali residui e lavando con acqua tiepida.
In caso di contatto, non strofinare la zona: sciacqua con acqua fredda, rimuovi eventuali peli con i guanti e rivolgiti subito al veterinario, perché la tossina agisce rapidamente. Tra poco vedremo in modo più approfondito come comportarci subito, ma prima ci teniamo a ricordarti quanto sia importante l’attenzione. Prevenire è la misura più efficace, e richiede solo semplici precauzioni: non sottovalutare mai il problema e la qualità delle passeggiate con il tuo Fido non verrà compromessa nemmeno in primavera.

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Puntura di processionaria nel cane: cosa fare subito
A volte la prevenzione però non basta: magari una minima distrazione, magari una zona inaspettatamente infestata, o un cane esuberante e molto curioso che “sfugge” alla vista del padrone. Ed ecco che le processionarie se ne approfittano.
Perciò, se il tuo cane entra in contatto con la processionaria del pino, è bene che tu sappia come agire subito. Anche perché in questa situazione il tempo è cruciale: ogni minuto conta.
La prima cosa da fare è evitare di toccare direttamente i peli urticanti con le mani nude, perché possono trasferire la tossina. Quindi, queste sono le azioni da compiere per gestire la situazione:
- Allontana il cane dal pericolo e mantienilo calmo.
- Rimuovi delicatamente tutti gli eventuali peli visibili, usando dei guanti protettivi o un panno pulito.
- Sciacqua subito la zona colpita (lingua, muso, labbra o zampe) con abbondante acqua fredda
- Non strofinare, per non diffondere la tossina in altre zone non colpite.
- Se il contatto è avvenuto in bocca o sulla lingua, non somministrare cibo o acqua finché non lo valuta possibile il veterinario.
- Contatta subito un veterinario, anche se i sintomi sembrano lievi e gestibili. La tossina, infatti, può agire anche silenziosamente e provocare gonfiore, dolore intenso, difficoltà respiratoria o shock.
Ricorda di non tentare di curare da solo il cane con rimedi domestici o creme, perché la progressione del danno può essere rapida e pericolosa. L’intervento tempestivo di un professionista è l’unica cosa da fare per prevenire l’insorgenza delle complicazioni più gravi.

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Rimedi, terapia e trattamento veterinario
Quando un cane entra in contatto con la processionaria del pino, la prima regola è quindi quella di non tentare cure fai-da-te: la tossina dei peli urticanti può provocare danni rapidi e seri, da non sottovalutare. Solo un medico sa come comportarsi nel modo giusto, nell’interesse della salute del nostro cane. Quindi, il trattamento veterinario è fondamentale e può prevedere diverse fasi:
- Rimozione dei peli urticanti: il veterinario utilizza strumenti protettivi e tecniche sicure per eliminare ogni residuo dei bruchi, evitando di diffondere la tossina.
- Lavaggio della zona colpita: lingua, muso, labbra o zampe vengono accuratamente lavati con soluzioni saline o antisettiche per ridurre l’irritazione.
- Terapia farmacologica: a seconda della gravità, il veterinario può decidere di somministrare antistaminici, corticosteroidi o antidolorifici per ridurre gonfiore e dolore. Nei casi di ingestione o di shock anafilattico, il veterinario può intervenire in diversi modi: fluidoterapia, ossigenoterapia e farmaci per stabilizzare la pressione e la respirazione.
- Monitoraggio: dopo il trattamento, il cane viene tenuto sotto osservazione per diverse ore (a volte per giorni) per assicurarsi che non compaiano complicazioni tardive.
- Cure domiciliari: una volta dimesso, il cane può aver bisogno di lavaggi frequenti, alimentazione morbida e controllo costante della zona colpita, seguendo scrupolosamente le istruzioni del veterinario.
Alla fine, il successo al cento per cento della terapia dipende in gran parte dalla rapidità dell’intervento. Ovvero: prima il cane riceve assistenza professionale, minori saranno i danni e il dolore che avvertirà. La prevenzione, lo ricordiamo un’ultima volta, resta comunque l’arma più efficace contro questo pericolo stagionale: assicurati di fare il possibile per evitare le processionarie durante le passeggiate con Fido e di conoscere la procedura in caso di contatto.

