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Cambio dell’ora: occhio ai contraccolpi sulla salute

Insonnia e inappetenza, pessimismo e apatia: questi alcuni dei disturbi che alcuni italiani potrebbero riportare a causa del cambio dell’ora. I consigli dell'esperto per evitarli

Fabio Di Todaro
25 ottobre 2019

Sarà una lunga notte quella tra sabato 26 e domenica 27 ottobre, momento fissato per spostare indietro le lancette dell’orologio (sarà l’ultima volta?) e dormire un’ora in più. Il prossimo fine settimana sarà contraddistinto dal ritorno dell’ora solare, che ci porteremo dietro per i prossimi quattro mesi, fino al prossimo 29 marzo. Termina così dopo sette mesi l’ora legale, la variazione convenzionale dell’orario astronomico che da un lato consente un risparmio energetico e dall’altro fa godere ai cittadini di un maggior numero di ore di luce solare.

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Cambio dell’ora: secondo Vincenza Castronovo, psicoterapeuta del centro di medicina del sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano, «sebbene lo spostamento delle lancette sia soltanto di un’ora, il fisico delle persone impiega alcuni giorni a questo adattamento: all’incirca una settimana, Image iStock

GLI EFFETTI NEGATIVI DEL CAMBIO DELL’ORA – Insonnia e inappetenza. Ma anche pessimismo, sensi di colpa e apatia. Sono questi alcuni dei disturbi che alcuni italiani potrebbero riportare a causa del cambio dell’ora. Secondo Vincenza Castronovo, psicoterapeuta del centro di medicina del sonno dell’ospedale San Raffaele di Milano, «sebbene lo spostamento delle lancette sia soltanto di un’ora, il fisico delle persone impiega alcuni giorni a questo adattamento: all’incirca una settimana». Esiste infatti il cosiddetto orologio biologico, legato ai ritmi circadiani, ed è naturale avere delle difficoltà quando avvengono cambiamenti improvvisi come quelli provocati dal cambio dell’ora. Tra i malesseri più comuni causati dal cambio dell’ora vi sono anche la perdita di concentrazione e produttività sul posto di lavoro.

A SOFFRIRE DI PIÙ SONO LE «ALLODOLE» – Con qualche piccolo accorgimento, è possibile affrontare il cambio ora con il minor disagio possibile. Innanzitutto bisogna verificare il proprio profilo personale che può essere quello del «gufo» o dell’«allodola». L’ora solare, per esempio, crea più problemi alla seconda categoria: composta da persone che tendono ad andare a letto presto e a essere mattinieri. Gli effetti ormonali di questi cambiamenti vengono però attenuati dall’attività fisica, in modo particolare quella aerobica. Motivo per cui dedicare più tempo allo sport nei prossimi 7-10 giorni potrebbe facilitare lo «switch» dell’ora. Meglio fare sport nella seconda parte della giornata, per mandare al corpo il segnale che è ancora presto per andare a letto. Se infatti si potrebbe essere tentati dalle giornate più corte per mettersi prima sotto le coperte, come risultato si potrebbe avere un risveglio troppo anticipato la mattina seguente. Mantenere un’alimentazione corretta è l’altra strada da percorrere per prevenire o contrastare i disagi legati al cambio d’orario.

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Il prossimo fine settimana sarà contraddistinto dal ritorno dell’ora solare, che ci porteremo dietro per i prossimi quattro mesi, fino al prossimo 29 marzo, Foto: iStock

I CONSIGLI PER SUPERARE IL CAMBIO DELL’ORA – Alcuni consigli per evitare contraccolpi nei prossimi giorni possono essere dunque così riassunti, riprendendo le indicazioni di Assosalute, l’Associazione Nazionale Farmaci di Automedicazione. 

– Fare attenzione quando si è alle «porte» del sonno: l’organismo si adatta a riposare sempre a una stessa ora, mentre a volte si fatica a prendere sonno quando si va a dormire più tardi. È, quindi, consigliabile mantenere un sonno normale il sabato sera, quando gli orologi saranno regolati indietro, e svegliarsi al mattino secondo il solito orario.

– Ricordare che il sole sorge un’ora prima, meglio, quindi,  «bloccare la luce» e tenere la zona notte buia per evitare di svegliarsi prima e di perdere sonno.

– Fare una cena  «intelligente», vale a dire non mangiare troppo tardi la sera ed evitare comunque pasti pesanti, ricchi di grassi che possono sempre disturbare la qualità del riposo, soprattutto se si va a dormire poco dopo aver mangiato.

– Anche una temperatura eccessivamente elevata – molto più che un clima freddo – rende difficile il riposo. L’ideale è mantenere la camera da letto intorno ai 20-22 gradi, ricordando che anche coperte e lenzuola contribuiscono a creare un microclima più o meno favorevole al riposo.

– È consigliabile non stare a letto senza dormire: se non si riesce a prendere sonno, conviene piuttosto alzarsi, magari per dare tempo all’organismo di prepararsi al riposo, sfruttando la lettura di un buon libro o l’ascolto di musica.

– L’attività fisica andrebbe fatta qualche ora prima di prendere sonno, altrimenti c’è il rischio di avere un’eccessiva stimolazione dell’organismo che rilascia sostanze legate allo sforzo e può, quindi, avere effetti “eccitanti”.

– Bisogna fare attenzione agli alcolici, possono dare una sensazione di sonnolenza, ma, quando termina l’effetto, si rischia di svegliarsi nel cuore della notte e riprendere sonno diventa difficile. Allo stesso modo niente bevande gassate contenenti caffeina per non parlare di tè o caffè, la sera. Meglio preferire tisane o infusi.

– Se avete dormito poco e male, evitate durante il giorno di abusare di caffè o simili che potrebbero avere un effetto negativo sull’irritabilità. Al contrario, tenete duro fino a sera così da andare a letto davvero stanchi e avere la sicurezza di fare un buon riposo.

Twitter @fabioditodaro

 

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