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Blue zone, dove si vive bene e a lungo: i segreti della longevità

17 Dicembre 2021

Luoghi lontanissimi e diversi fra loro, con qualcosa in comune: la longevità degli abitanti. Sono le “blue zone”, quei posti in cui davvero la vita sembra avere qualcosa in più, non solo perché la concentrazione di centenari in ottima salute è altissima ma perché la quotidianità è più felice, semplice e sostenibile. Una delle blue zone è in Italia, in Sardegna, le altre si dividono fra California, Giappone, Costa Rica e Grecia. Ognuna ha dei segreti di lunga vita e di benessere che, in parte, ognuno di noi può imitare.

Anziani felici che ballano

Foto shutterstock

Blue zone nel mondo

Le blue zones o zone blu prendono il loro nome dai cerchi azzurri con cui gli studiosi Gianni Pes dell’Università di Sassari e Michel Poulain dell’Università di Tallin, in Estonia, evidenziavano nei loro studi sul tema le aree del mondo con la longevità più alta: una è in Ogliastra, nella provincia di Nuoro, in Sardegna. Dopo di loro un altro studio (da cui è nato anche un libro), quello di Dan Buettner e della National Geographic Society, ha identificato altre località in cui si viveva a lungo e bene. Alla fine le blue zone nel mondo sono diventate cinque in tutto: oltre all’Ogliastra, l’isola di Okinawa in Giappone, Nicoya in Costa Rica, l’isola di Icaria in Grecia e la località di Loma Linda in California.

Tutti posti con paesaggi splendidi, abitati da comunità molto unite e dove si segue uno stile di vita salutare, a partire dall’alimentazione e dal movimento. Nelle blue zone le persone anziane (alcune quasi da record con i loro cento anni!) sono anche in forma, sane, perfettamente integrate nel sociale: un esempio sorprendente e bellissimo di invecchiamento attivo.

Le caratteristiche comuni delle blue zone

Nelle blue zone si intrecciano diverse caratteristiche: alcune materiali, altre, spirituali. Tutti questi fattori giocano un ruolo determinante nella longevità degli abitanti.
Ma cosa hanno in comune gli abitanti delle blue zone?

Spiritualità

Gli abitanti delle zone blu coltivano tutti il senso del sacro e una loro spiritualità. L’esempio più chiaro è forse quello di Loma Linda in California dove è molto forte la presenza della Chiesa Avventista, ma anche nelle altre blue zone c’è una forte componente spirituale. Questo condiziona il modo di vivere in più modi: aiuta ad essere meno legati ai bisogni materiali (e non a caso le zone blu sono spesso anche “povere”, con stili di vita spartani) e nello stesso tempo favorisce alcuni atteggiamenti umani che hanno un grande effetto “anti-stress”: la gentilezza, la solidarietà fra vicini, la condivisione, il perdono. Anche pregare secondo molti studiosi si può paragonare a una forma di meditazione, perché calma il ritmo del respiro e rilassa a fondo, allontanando i pensieri negativi e riportando l’armonia interiore.

Ottimismo

La speranza e l’ottimismo sono uno dei meccanismi del motore che anima gli abitanti delle blue zone. Mantenere un tono dell’umore buono con un’alta produzione di endorfine ha anche un preciso effetto ormonale e chimico nel corpo. Ne guadagna il cervello e non a caso in queste località la percentuale di demenza senile è molto bassa.

Integrazione nella comunità

Dalla Grecia alla Sardegna le blue zone si trovano in posti isolati, chiusi all’esterno. Questo non solo ha favorito alcune caratteristiche genetiche che hanno reso la popolazione “resiliente” ma ha anche unito le comunità. Gli abitanti si aiutano, non soffrono la solitudine, la coesione sociale fa da “paracadute” ai problemi del singolo e lo aiuta a superarli meglio. Manca il senso di deprivazione e di incertezza tipico dei grandi centri urbani e delle metropoli.

Anziani e integrazione sociale

Foto di Vlad Sargu / Unsplash

Sole e movimento

Le blue zone hanno in comune anche la vita all’aperto, attiva, che contrasta le malattie metaboliche ed è parte integrante di una strategia anti-ageing naturale. In più stare al sole favorisce una buona produzione di vitamina D, una sostanza che rafforza le difese immunitarie (come si è visto anche durante la pandemia da Covid-19) e che nelle persone anziane di solito tende a calare.

Alimentazione sana

Poca carne, “local” e da piccoli allevamenti spesso familiari, molti cereali e vegetali. Nelle blue zone si mangia così: proprio le basi di una buona Longevity Diet come hanno dimostrato le ricerche di studiosi come il professor Valter Longo. Nella formula vincente al primo posto ci sono riso, pasta integrale, farro ricchi di fibre e poi frutta e verdura che apportano minerali e vitamine anti-ossidanti a effetto anti-ageing.

Blue zone Sardegna: perché l’Ogliastra è un posto speciale

La nostra Ogliastra in Sardegna è meravigliosa e vanta alcune delle calette più belle d’Italia, come Cala Mariolu o Cala Luna. Ma non è un posto speciale solo per questo. I suoi borghi incastonati nella montagna come Arzana, Talana, Baunei, Urzulei, Ulassai e Perdasdefogu e Villagrande Strisaili mostrano una concentrazione notevole di centenari. Oltre alla genetica (che viene studiata regolarmente da anni dagli specialisti) hanno un ruolo importante la dieta a base di prodotti della pastorizia, come il celebre pecorino, poca carne, molta verdura e legumi che apportano proteine vegetali. Senza dimenticare l’ambiente poco inquinato.

Blue Zone: centenari sardi

Foto Shutterstock

Okinawa blue zone: l’isola degli immortali

L’hanno chiamata l’isola degli immortali e c’è un fondo di verità. Okinawa, nell’arcipelago di Ryukyu, in Giappone, è una delle blue zone più famose. I suoi abitanti hanno alcuni principi che, nei secoli, non sono cambiati. Una dieta fatta di moderazione (mai mangiare troppo: lo stomaco dopo il pasto non deve essere del tutto pieno) che viene chiamata “nuchigusui”, l’adesione convinta ai “moai” cioè i gruppi famigliari e di comunità e l’“ikigai”, ovvero coltivare una passione personale, come la musica o la cura del giardino. Proprio in questa forte motivazione e nell’avere sempre uno scopo (anche in tarda età) si può forse trovare il segreto dei tanti centenari di Okinawa.

Blue zone: sostenibilità e amore per il Pianeta

Le blue zone sono tutti luoghi incontaminati o comunque poco inquinati. Non è solo un caso: i loro abitanti hanno rifiutato, nel tempo, i modelli di coltivazione e di allevamento intensivi. Hanno rispettato la biodiversità. Basti pensare alle piante rare che ancora si trovano in Ogliastra: una è la delicata Aquilegia Nuragica dai fiori viola, ne esistono pochi esemplari in tutto il mondo. Ma ce ne sono tantissime. Quello delle blue zone è, insomma, anche un modello di sostenibilità. Amare il Pianeta è in fondo un modo di amare anche noi stessi e…vivere di più.

Lucia Fino

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