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Amianto, nemico mortale: cos’è e perché è importante rimuoverlo

Andrea Ballocchi
18 Gennaio 2021

Amianto, asbesto, eternit. Cambiano i nomi, ma la sostanza rimane la stessa: un gravissimo pericolo per la salute. Ogni anno si contano seimila morti solo in Italia, che è stato fino a quarant’anni fa il secondo maggiore produttore europeo. Ancora oggi nel nostro Paese si contano 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto.
Presente dovunque, oggi si tenta di trovare modi e incentivi per promuovere lo smaltimento dell’eternit (vedremo poi cosa sia precisamente).

Anche in tema Superbonus 110% ci sono novità, come pure a livello regionale c’è chi si muove in questo senso. Un esempio è la Lombardia: apre, infatti, il 18 gennaio 2020 il bando da 1 milione di euro per i cittadini che intendono rimuovere dai loro edifici coperture e manufatti contenenti amianto. Le domande potranno essere presentate on-line fino al 1° marzo 2021, attraverso la piattaforma Bandi online. La misura comprende tanto gli edifici privati che pubblici e sono ammessi costi per rimozione, trasporto e smaltimento dei manufatti, oltre agli oneri specifici.

lastre di amianto

Foto Shutterstock

Amianto, asbesto, eternit: cosa sono e perché sono nocivi alla salute

Incorruttibile”: questo è il significato di amianto. Asbesto invece significa “inestinguibile, che non brucia”: sono queste le due caratteristiche che hanno decretato il successo duraturo dell’amianto (o asbesto) il cui nome è usato per indicare sei diversi minerali della classe dei silicati. Sono di consistenza fibrosa, sottilissima: infatti, in un centimetro lineare possono essere contenute 335mila fibre di amianto; per fare un confronto, nello stesso spazio possono essere disposti affiancati 250 capelli, 500 fibre di lana oppure 1.300 fibre di nylon, specifica Assoamianto.

Di amianto se n’è prodotto tanto e l’Italia, come detto, è stata uno dei maggiori utilizzatori in Europa: fino alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso risultava il secondo maggiore produttore europeo, dietro solo all’Unione Sovietica. Il bando dell’uso dell’asbesto dai nuovi materiali è giunto solo nel 1992, con la Legge 257, grazie a cui è stata vietata non solo la produzione, ma anche l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione.

La messa al bando è stata motivata per la sua elevata pericolosità per la salute. Le fibre di asbesto inalate provocano, infatti, gravi patologie dell’apparato respiratorio (l’asbestosi, il tumore maligno del polmone e della laringe e il mesotelioma pleurico) e neoplasie a carico di altri organi, ricorda il Ministero della Salute. “Queste patologie sono caratterizzate da un lungo intervallo di latenza tra l’inizio dell’esposizione e la comparsa della malattia, intervallo che, nel caso del mesotelioma, è in genere di decenni”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha specificato che tutti i tipi di minerali denominati amianto siano cancerogeni.

Il caso della ditta Eternit

Il caso della ditta Eternit lo testimonia: nello stabilimento di Casale Monferrato (Alessandria), attivo dal 1907 al 1986 hanno lavorato almeno 5mila persone e si producevano manufatti in cemento-amianto, tubazioni o lastre comunemente chiamati Eternit, nome del brevetto e dell’azienda. A oggi, in città si contano più di 2500 vittime per malattie correlate all’esposizione da amianto. In tutta Italia si contano almeno 6mila morti e in tutto il mondo se ne contano annualmente 100mila.

operai che lavorano alla bonifica dell'amianto

Foto Shutterstock

Amianto in edilizia e rimozione dell’eternit

È difficile dire dove non sia presente l’amianto in edilizia. A partire dalle coperture in cemento-amianto (o eternit, in cui è presente il 69% di amianto), alle canne fumarie, fino alle coibentazioni di soffitti e controsoffitti, le pareti interne. Per non parlare dei pavimenti in vinil-amianto impiegati. specialmente in edifici scolastici, ospedali e strutture pubbliche. Secondo l’Osservatorio nazionale amianto, l’asbesto è presente in 2.400 scuole, mille biblioteche ed edifici culturali; 250 ospedali. E in almeno 300mila km di tubature, che diventano 500mila km compresi gli allacciamenti che contengono. Detto questo, la rimozione dell’eternit o dell’amianto dovrebbe essere una priorità. Ma l’Italia è ancora in ritardo, come già faceva notare nel 2018 Legambiente.

Per la bonifica dell’amianto, il Decreto Ministeriale 6 settembre 1994 specifica i metodi.

Il primo è la rimozione, che elimina ogni potenziale fonte di esposizione e richiede l’applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell’amianto rimosso.

C’è poi l’incapsulamento che consiste nel trattamento dell’amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che vanno a inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l’aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Tale procedura è più economica e più rapida. Costi e tempi sono più contenuti e prevede minori rischi anche per gli operatori.

Altro intervento utile è il confinamento, che prevede l’installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio. È indicato nel caso di materiali facilmente accessibili, in particolare per bonifica di aree circoscritte, mentre non è indicato quando sia necessario accedere frequentemente nello spazio confinato.

Incentivi per la rimozione dell’amianto e novità Superbonus 110%

Sono previsti incentivi per la rimozione dell’amianto. Ad esempio, il bonus ristrutturazioni (detrazione al 50%) considera la bonifica dell’amianto tra gli interventi incentivati.

Il DL Semplificazioni prevede un incentivo che permette di sostituire il tetto in amianto con il fotovoltaico grazie a una maggiore semplicità di utilizzo degli incentivi del decreto ministeriale FER1. Quest’ultimo comprende gli impianti fotovoltaici di nuova costruzione, i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto.

Infine, anche per il Superbonus 110% sarebbe contemplata l’opportunità di incentivo per la rimozione dell’eternit. Nelle ultime faq presentate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze è comparsa la seguente domanda: le spese di smaltimento e bonifica in amianto/eternit rientrano nell’agevolazione Superbonus 110% per interventi trainanti di efficientamento energetico? La risposta è: “nel caso di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni degli edifici in condominio, la detrazione spetta nel limite massimo di spesa previsto anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito”.

Andrea Ballocchi

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