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Adolescenti e Coronavirus: i consigli della psicologa

Il Covid-19 mette a dura prova anche i giovanissimi, chiamati a sacrificare la loro innata voglia di libertà anche come gesto di responsabilità verso i più deboli

Marzia Terragni*
24 marzo 2020

All’interno di relazioni appiattite da un virtuale che, dietro uno schermo, pare ci faccia tutti uguali, occorre ripristinare i gap generazionali, così che si recuperi anche tutta quella parte del rispetto per gli anziani che pare davvero da tempo essere andata perduta, anche a fronte dell’indice di produttività che determina chi è utile e chi non lo è. I dati trasmessi quotidianamente dall’Istituto Superiore di Sanità ci hanno fatto capire (senza che occorrano specializzazioni in virologia) quanto le persone anziane siano oggi la fascia più a rischio rispetto al Coronavirus e questo pone un problema in più ai ragazzi: contro l’onnipotenza tipica dell’età, dovranno essere aiutati a capire che le regole che oggi la vita impone, non sono tanto e direttamente a tutela loro, ma principalmente a salvaguardia dei soggetti più a rischio. E se già è difficile per un adolescente tollerare che “non devi bere/fumare/stare troppo sui videogiochi… perché ti fa male”, lo è ancora di più capire che lo stravolgimento della normale quotidianità a cui si è abituati, sia funzionale a non permettergli di mettere a rischio altri, più deboli.

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Adolescenti e libertà: è l’ora di stringere i denti per tornare il prima possibile alla nostra vita di tutti i giorni

Già, perché in effetti questa emergenza sta mettendo tutti noi nella posizione non solo di adottare comportamenti di autotutela, ma anche, e forse soprattutto, di protezione degli altri. È un cambiamento di mentalità complesso per noi adulti; possiamo solo immaginare quanto lo sia per chi – in virtù della fase di sviluppo e aiutato dalle informazioni che danno i più giovani come i meno a rischio – è abituato a sentirsi invincibile. Perciò rispondo qui ai (troppi) ragazzi con cui ancora in questi ultimi giorni ho parlato sentendomi dire “Ma che male faccio se vado a giocare un’ora a calcio al parchetto? Sono con i miei soliti amici, ci conosciamo…”: ognuno di voi ha a casa dei genitori e dei nonni (oltre che dei vicini, presumibilmente) verso i quali potreste diventare portatori inconsapevoli di una malattia che potrebbero non riuscire a superare. Con voi ragazzi del 2000 la vita è stata, fino ad oggi, generosa e permissiva. Avete avuto possibilità che già soltanto per la precedente generazione erano impensabili: la conoscenza a portata di mano, il mondo a disposizione (con un clic o un easyJet), vi siete sentiti dire più volte che stavate crescendo un po’ “molli”, in un contesto in cui sembrava che tutto vi fosse dovuto, ma anche tutto vi fosse possibile. Oggi la vostra innata e sana e preziosa voglia di indipendenza e autonomia deve, invece, fare un passo indietro. E proprio perché vi sia – nel più breve tempo possibile – restituita. Stringete i denti, parlatevi e tenetevi in contatto “da lontano” come peraltro ci avete insegnato voi a fare (quante volte vi abbiamo spronato a vivere di più le relazioni “dal vivo” e ci avete risposto che il vostro modo di essere amici è giocando a Fortnite online!) e aiutatevi a restare a casa, proprio in virtù del fatto che più saremo ligi, prima riacquisteremo, tutti quanti, la nostra libertà. E, credo e spero, sapremo meglio apprezzarla.

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Ragazzi responsabili verso chi è più esposto al Coronavirus

Del resto, se ancora non vi fosse chiara la gravità di quello che sta avvenendo, e il ruolo imprescindibile che giocate voi in questa battaglia, riflettete un attimo su quale sia stata la prima restrizione a cui l’Italia è stata sottoposta: la chiusura delle scuole.

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Marzia Teragni, psicologa, psicoterapeuta familiare ed esperta in Mindfulness

Non i bar, i parrucchieri, i parchi… la scuola! Quella stessa istituzione che vi siete sempre sentiti dire dovesse essere la vostra priorità. Vi sembra che un qualunque adulto di buon senso avrebbe pensato di chiedervi di non frequentare più le lezioni se non si fosse trattato di una motivazione più che seria? Siete stati i primi ad essere messi in protezione perché siete preziosi, ma non solo per voi. Oggi più che mai noi adulti dobbiamo fare appello proprio a quel vostro narcisismo che finora abbiamo tanto contestato e contrastato: ragazzi, sentitevi importanti, speciali, perché oggi più che mai lo siete. Perché il Covid-19 sembra non mettervi più di tanto a dura prova, come fa con noi che siamo più grandi. Perché in questo modo e in questo tempo, per certi versi, siamo noi nelle vostre mani… se non ne farete buon uso rischierete di ritrovarvi come nel romanzo Il signore delle mosche di William Golding, dove “Il sogno confuso di un mondo immaginario si faceva realtà”. Non lo avete letto? Beh, potrebbe essere un utile suggerimento per trascorrere questi giorni chiusi in casa.

*Psicologa, psicoterapeuta familiare ed esperta in Mindfulness

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