Wise Society : Come affrontare al meglio il 2021 fra paure, incognite e buoni propositi?
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Come affrontare al meglio il 2021 fra paure, incognite e buoni propositi?

Quello che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato un anno molto difficile che avrà inevitabili strascichi sulle vite di ciascuno. Quanto importanti dipenderà molto anche da noi e dal modo in cui riusciremo a relazionarci con questa nuova realtà. Facciamo il punto con la nostra psicologa

Marzia S. Terragni
8 Gennaio 2021

È stato un anno che ricorderemo, probabilmente anche nei libri di storia. E sono molte le persone che hanno accolto con entusiasmo l’arrivo del 2021, l’arrivo del vaccino anti-Covid, la ripresa della didattica in presenza… In poche parole, il ritorno alla “normalità”.

Se da un lato però è giusto e doveroso approcciare il nuovo anno con ottimismo e speranza, non si deve rischiare di abbassare la guardia, come già accaduto la scorsa estate e assumere comportamenti da “siamo fuori pericolo”. Il nuovo ceppo inglese, il vaccino ancora da somministrare (e il dubbio di non riuscire a raggiungere un numero sufficiente di consenzienti), i continui contagi (e i decessi) ancora così alti… non ci si può permettere di rilassarsi, soprattutto per quanto concerne le misure protettive.

Parallelamente però, in un periodo in cui è buona consuetudine pianificare i buoni propositi, è bene fare tesoro dell’incertezza e della fatica a cui il 2020 ci ha sottoposti, al fine di farci trovare maggiormente pronti e preparati ad affrontare qualsiasi cosa il nuovo anno ci riservi.

2021

Foto: Moritz Knoringer / Unsplash

Imparare a vedere non solo negativo, ma anche il buono che c’è dentro e intorno a noi 

Intanto una prima riflessione: i social sono soliti ricordarci cosa abbiamo pubblicato un anno prima (o gli anni prima ancora) e sfruttando questa opzione molti si potrebbero accorgere di come si sia spesso arrivati ai primi giorni di gennaio felici di lasciarsi alle spalle l’anno appena trascorso, considerato indegno delle aspettative e pertanto da archiviare senza riguardo in attesa di un tempo migliore. Qualsiasi anno, forse. Anche prima di questo 2020, così spartiacque tra ciò che eravamo e ciò che saremo.

Questo significa che il rischio è sempre quello di puntare il focus della propria attenzione sugli aspetti negativi, sugli eventi che non sono andati come ci saremmo aspettati e di perdere di vista tutte le – magari piccole, ma belle – cose che ci sono state donate. Il rischio è che, a valutazione fatta, finiamo sempre con un bilancio negativo e questo ci mette nella condizione di affrontare la vita con quella sfiducia, quel senso di frustrazione e sconfitta che diventano un sottofondo e che, anche se non ce ne accorgiamo, condizionano in negativo il nostro modo di leggere ciò che ci accade. Ogni evento, invece, può, se vogliamo, avere in sé una duplice lettura e renderci protagonisti di una vita sfortunata oppure vincente.

Dalla cultura Zen un insegnamento molto importante per dare il giusto peso alle cose

Una breve storiella Zen ci mostra in poche parole come questo può avvenire:
“C’era una volta, in un lontano paese, un povero contadino che traeva di che vivere da un campicello che lavorava assieme alla moglie e al figlio e con l’aiuto di un cavallo. Un giorno, il recinto venne lasciato inavvertitamente aperto e il cavallo fuggì. I vicini, appresa la notizia, esclamarono: “Poveretto, che sfortuna, e adesso come farai a lavorare?”.

Il contadino rispose: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo!”. I vicini restarono perplessi nel sentire quella strana risposta. Dopo qualche settimana il cavallo che era scappato tornò portandosi dietro una mandria di cavalli selvaggi che furono rinchiusi nel recinto. I vicini, vedendo tutti quei cavalli, esclamarono: “Che fortuna!” E il contadino ancora una volta rispose: “Fortuna, sfortuna, e chi può dirlo!”.

I vicini restarono ancora più perplessi nel sentire quella risposta. Dopo qualche giorno, mentre stava domando uno dei cavalli, il figlio cadde a terra e si ruppe un piede. I vicini subito esclamarono: “Che sfortuna, e adesso come farai?” E il contadino ancora una volta rispose: “Sfortuna, fortuna, e chi può dirlo!”.

I vicini non sapevano più che cosa pensare del vecchio. “Forse è matto!”, pensarono. Dopo qualche settimana vennero in paese alcuni soldati che reclutavano giovani validi per la guerra. Quando entrarono nella capanna, trovarono il giovanotto zoppicante e naturalmente lo scartarono, mentre tutti gli altri giovani furono reclutati”.

Elogio della gratitudine: un esercizio quotidiano che parte dalle piccole cose e che può renderci più felici

La storia potrebbe proseguire così a lungo. Ogni evento della nostra vita in effetti, se ci pensiamo, ci ha aperto nuove opportunità, come se ogni volta ci venisse offerta un’occasione, una “sliding door”. Anche il 2020 lo ha fatto, ma sta a noi trovare la giusta chiave di lettura.

Marzia Terragni, psicologa

Marzia Terragni, psicologa, psicoterapeuta familiare ed esperta in Mindfulness.

Un esercizio che potrebbe esserci utile ad allenare la capacità di puntare il focus sugli aspetti positivi delle nostre giornate, può essere quello, ogni sera, di scrivere un breve diario di gratitudine, sforzandosi di identificare dieci (non uno di meno!) eventi occorsi nelle ultime 24 ore, per cui ci si sente di poter ringraziare la giornata appena trascorsa.

All’inizio può sembrare difficile, perché si tende a considerare degni di nota solo aspetti “macro”, ma se ci si impegna, ci si abitua a non dare per scontato nulla e a sentirsi fortunati – e grati alla vita – anche per un bel tramonto, o il messaggio di un amico, un film che ci ha alleggerito due ore, o il profumo del caffè. Dopo alcuni giorni ci si accorgerà di iniziare a pensare a sé come a una persona circondata da cose belle e a comportarsi come tale, anziché trascinarsi per il mondo come se si dovesse sempre essere risarciti per gli svantaggi di cui ci si sente portatori..

Marzia S. Terragni, psicologa, psicoterapeuta familiare, esperta in Mindfulness e nel metodo EMDR per la risoluzione dei traumi
Instagram: psicoterapeutamarzia

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