Wise Society : Viaggiare a piedi in Italia e nel mondo: gli itinerari sostenibili

Viaggiare a piedi in Italia e nel mondo: gli itinerari sostenibili

di Redazione Wise Society
12 Giugno 2025

La vita è un viaggio da fare a piedi, scriveva il britannico Bruce Chatwin. Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi, gli faceva eco lo statunitense Henry David Thoreau. Insomma, viaggiare a piedi ha sempre avuto il suo fascino, perché permette di vivere ogni luogo con quel ritmo lento e introspettivo difficile da sperimentare con altri mezzi che non siano le gambe. 

Oggi più che mai il viaggio a piedi è tornato in auge, come sistema di turismo sostenibile e responsabile nei confronti del pianeta. Lo dimostrano le tante iniziative nate per incentivarlo, una tra tutte la nascita di sloWays, il tour operator dei viaggi a piedi o in bicicletta: itinerari da affrontare con lentezza, senza fretta, e con un’attenzione speciale verso i luoghi che si attraversano.

Un’idea insolita, forse, ma che in pochi anni ha saputo trasformarsi in un vero e proprio punto di riferimento per chi ama viaggiare, ma viaggiare per davvero. Le possibilità di certo non mancano: se per le vacanze di quest’anno hai intenzione di risparmiare denaro, fare un favore all’ambiente e, perché no, anche alla tua salute, continua a leggere l’articolo che segue per scoprire tutto su come viaggiare a piedi in Italia e nel mondo, dai benefici ai migliori itinerari. 

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Perché viaggiare a piedi fa bene all’ambiente

Gli aspetti positivi del camminare non sono certo un mistero: da sempre i medici consigliano di fare 10.000 passi al giorno per mantenersi in salute, evitare la sedentarietà e tutti i rischi che ne conseguono. Il fatto è che viaggiare a piedi non fa bene soltanto al nostro fisico, ma anche all’ambiente che ci circonda, che ci ospita, che ci fa da casa. Infatti, si tratta di una delle forme di mobilità più sostenibili e rispettose dell’ambiente: le emissioni di gas serra o di inquinanti atmosferici sono a zero, a differenza di molti mezzi di trasporto motorizzati che contribuiscono, significativamente, al cambiamento climatico globale e al deterioramento della qualità dell’aria. Che respiriamo, tornando perciò anche ai benefici sulla nostra salute. Un circolo vizioso, che in ogni caso ci manda un messaggio chiaro e potente: quando facciamo del bene all’ambiente, lo facciamo anche a noi stessi. 

Camminare non richiede l’utilizzo di carburanti fossili, né di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili, riducendo così il consumo di risorse naturali preziose. Un modo per limitare la nostra impronta ecologica, sfruttando come carburante solo il cibo che mangiamo, che ci dà le forze per sostenere il viaggio. 

Ma c’è di più. Viaggiare a piedi ha anche un impatto molto basso su tutto l’ecosistema circostante. Non provoca rumore eccessivo -che spesso spaventa gli animali-, non altera i terreni in alcun modo, e non contribuisce all’erosione o alla frammentazione degli habitat naturali. Problematiche, queste, molto spesso legate al traffico veicolare e all’espansione delle infrastrutture stradali. Al contrario, camminare permette di muoversi con lentezza, quiete e rispetto, favorendo così un’interazione più consapevole con l’ambiente. Il che può portare, poi, a una maggiore sensibilità verso la conservazione della natura e la tutela del paesaggio: un vero e proprio esercizio di educazione al rispetto, che possiamo proporre anche ai bambini per far sì diventino adulti più attenti e vicini a certe questioni. 

SI tratta anche di una scelta che incoraggia il turismo locale, riducendo il sovraffollamento e gli impatti negativi tipici del turismo di massa. Si scoprono luoghi meno battuti, più autentici, delle vere e proprie perle nascoste e messe in ombra dalle destinazioni più convenzionali. Camminare stimola un legame più profondo con il territorio, permettendo di apprezzare i dettagli e gli aspetti dell’ambiente che spesso sfuggono a chi viaggia in altro modo. Una scelta senza controindicazioni, se non il male ai piedi che può conseguirne: l’importante è scegliere le scarpe giuste, ed ecco che si azzerano anche gli effetti collaterali. 

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Turismo a piedi: cosa dicono i dati

Si cammina da sempre, ma è negli ultimi che il turismo a piedi ha registrato una crescita significativa a livello globale, confermandosi come una delle forme di viaggio più in espansione. Secondo un’indagine condotta nell’estate del 2023 su campioni rappresentativi della popolazione italiana, francese, inglese e tedesca, il 25% degli inglesi, il 20% dei francesi, il 19% dei tedeschi e il 17% degli italiani ha già avuto esperienze di turismo lento, in bicicletta o a piedi.

Per fare un riferimento ancor più vicino a noi, nel 2024, quasi 200.000 persone hanno percorso i sentieri italiani, registrando un incremento del 29% rispetto all’anno precedente. Questo trend positivo ci mette la realtà davanti agli occhi: il turismo lento e sostenibile è sempre più una priorità, per gli italiani. Non solo: gli europei si dimostrano grandi camminatori, e tra le destinazioni preferite per il walking tourism c’è proprio l’Italia, da parte di viaggiatori provenienti da Regno Unito, Spagna, Francia e Germania. 

Sono tante, quindi, le persone che scelgono di affrontare itinerari a piedi o veri e propri trekking durante le vacanze, attirate dalla possibilità di vivere esperienze più autentiche, lente e sostenibili. In più, le destinazioni che promuovono sentieri ben segnalati e infrastrutture dedicate al camminare registrano un aumento del flusso turistico, con benefici economici rilevanti per le comunità locali. Valorizzazione del territorio, dei prodotti tipici, delle piccole realtà che si trovano solo camminando e immergendosi appieno in un luogo. 

I dati evidenziano anche come il turismo a piedi favorisca, di fatto, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, riducendo l’uso di mezzi motorizzati anche una volta tornati alla vita di tutti i giorni. Un motore importante, dunque, per uno sviluppo turistico più responsabile e duraturo. 

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Come si viaggia a piedi?

Viaggiare a piedi è un’esperienza da fare, almeno una volta nella vita. Immersiva, ecologica, rigenerante, ti permette di esplorare il mondo con la giusta lentezza e profondità, ma anche di scavare dentro te stesso e comprenderti più a fondo. Non si tratta solo di camminare, ma di vivere il viaggio in modo consapevole, di esserci davvero. Per farlo nel modo giusto, però, bisogna tenere in considerazione diverse informazioni e partire preparati. 

In primis, scegliere il percorso adatto può fare la differenza tra un’esperienza positiva e una da dimenticare. Dev’essere un itinerario idoneo alla tua preparazione fisica, commisurato al tempo che hai a disposizione e in linea con il tipo di paesaggio che desideri scoprire. Affrontare un sentiero naturalistico di un’ora e fare il Cammino di Santiago sono entrambi parte del turismo a piedi, ma capisci bene che si tratta di esperienze completamente diverse. 

Una volta decisa la destinazione, è il momento di pianificare le tappe e i pernottamenti lungo il tragitto. Suddividi il percorso in tappe giornaliere di 15-25 km circa, e valuta di dormire in ostelli, rifugi o agriturismi, in base anche alla destinazione che hai scelto. Perché il turismo a piedi non riguarda solo zone in mezzo alla natura, ma, volendo, anche le città: nessuno ti impedisce di visitare Parigi a piedi, per esempio, senza servirti dei mezzi pubblici. 

Ad ogni modo, avrai bisogno dell’equipaggiamento essenziale. Uno zaino comodo da portare sempre con te (massimo 8-10 kg), scarpe da trekking -possibilmente già rodate-, abbigliamento tecnico in base alla stagione e un impermeabile per essere pronti a tutto. Non dimenticare di rifornirti ogni giorno di acqua e cibo (frutta secca, barrette energetiche), di avere con te sempre un modo per orientarti (una mappa o un’app GPS) e un kit di pronto soccorso per ogni evenienza

Questo è tutto ciò che ti serve materialmente, nulla più. A livello mentale, un po’ di preparazione non guasta. Il viaggio a piedi richiede pazienza, capacità di adattarsi e una certa dose di fatica: è proprio questa lentezza che aiuta a ritrovare se stessi, a disconnettersi dal superfluo e a vivere ogni chilometro come parte di un cammino interiore. Al tempo stesso, però, se è la prima volta che affronti un viaggio simile, l’impatto potrebbe essere troppo: valuta di fare delle piccole prove prima di partire per il viaggio definitivo. E ricorda che camminare significa ascoltare il proprio corpo, osservare l’ambiente e se stessi: non ci sono regole ferree, e tutto è modulabile in corso d’opera, se necessario.

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Viaggiare a piedi in Italia: i migliori itinerari

In tutto ciò, l’Italia è uno dei Paesi più indicati per il turismo a piedi (e non a caso tra i più scelti): con la sua straordinaria varietà di paesaggi, una ricchezza culturale invidiabile e una rete sempre più sviluppata di cammini storici, naturalistici e spirituali, non potrebbe essere altrimenti. 

Tra i migliori itinerari nostrano spicca la Via Francigena, che attraversa l’Italia da nord a sud, partendo da Aosta fino a Roma e oltre, raggiungendo la Puglia, seguendo l’antico tracciato dei pellegrini medievali. Delle 79 tappe segnate dal vescovo nel suo diario personale, ben 45 si trovano in Italia, perciò le opzioni disponibili non mancano di certo. Una curiosità? Chi percorre gli ultimi 100 chilometri a piedi -o 200 se in bicicletta-, con la Credenziale può ottenere il Testimonium, vale a dire la certificazione dell’avvenuto pellegrinaggio a Roma devotionis causa. L’equivalente della Compostela di Santiago, in poche parole. Un tempo unicamente simbolo spirituale, ambito dai più devoti, oggi si è trasformato anche nell’emblema dell’esperienza in sé, un vero e proprio souvenir di viaggio.

Altro percorso amatissimo è il Cammino di San Francesco, che unisce spiritualità e natura ripercorrendo i passi del Poverello, e passando per luoghi simbolici -e iconici- come Assisi, Gubbio e La Verna. Un’occasione di raccoglimento e introspezione, ma anche un modo per godere di alcuni dei panorami più incredibili del nostro Paese, tra Toscana e Umbria. 

Per chi preferisce gli scenari montani, immancabili da segnare nella lista anche il Cammino delle Dolomiti o il Sentiero Italia CAI, uno dei trekking più lunghi d’Europa, con i suoi oltre 7000 chilometri. Mentre gli amanti del mare possono scegliere itinerari come il Cammino Minerario di Santa Barbara in Sardegna -tra costa ed entroterra- o il Cammino dei Briganti, tra Lazio e Abruzzo. Perché sì, anche al mare si può camminare! Molti di questi cammini sono adatti anche ai principianti, grazie a una buona segnaletica, tappe modulabili e strutture ricettive ben disposte. 

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Dove viaggiare a piedi nel mondo

Perché limitarsi alla sola Italia, poi, quando il mondo è così vasto e tutto da esplorare. A piedi, neanche bisogno di dirlo. 

Gli itinerari da non perdere si trovano in ogni continente, perciò hai davvero l’imbarazzo della scelta. In Europa, oltre all’Italia e ai suoi splendidi cammini, spicca su tutti il Cammino di Santiago, che dai Pirenei ti permette di raggiungere la città spagnola Santiago di Compostela. Stiamo parlando di uno dei pellegrinaggi più famosi di tutto il mondo. Ma abbiamo anche i sentieri delle Highlands scozzesi, ricchi di paesaggi selvaggi e storia: un viaggio del tutto diverso, ma non per questo meno valido o arricchente. 

Spostandoci in Asia, il Cammino di Kumano Kodo in Giappone è un’esperienza spirituale da vivere tra montagne, templi e foreste antiche. Per chi ama la natura selvaggia, poi, il Te Araroa Trail in Nuova Zelanda si estende per oltre 3000 chilometri, dalla punta nord all’estremo sud dell’isola, attraversando paesaggi mozzafiato, unici al mondo. 

In America, gli Stati Uniti annoverano l’Appalachian Trail tra i trekking più iconici della nazione: con oltre 3500 chilometri di sentieri tra boschi, montagne e piccoli villaggi, è un’avventura oltreoceano magica, unica nel suo genere. Per non parlare dellInca Trail in Perù, percorso che conduce a Machu Picchu: un’esperienza imperdibile, capace di aprire gli orizzonti e stravolgere i punti di vista una volta e per sempre. 

Ad ogni modo, ogni itinerario nel mondo offre un modo unico e irripetibile di vivere il viaggio, un’immersione completa nella cultura locale, nella natura, nella storia. Una prospettiva sul mondo completamente diversa. E, a piedi, in modo ancora più autentico. 

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