Un viaggio a piedi trasforma ogni passo in un'esperienza di scoperta, benessere e immersione totale nella natura: dagli itinerari in Italia e nel mondo a tutto quello che c'è da sapere prima di mettersi in cammino
La vita è un viaggio da fare a piedi, scriveva il britannico Bruce Chatwin. Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi, gli faceva eco lo statunitense Henry David Thoreau. Insomma, viaggiare a piedi ha sempre avuto il suo fascino, perché permette di vivere ogni luogo con quel ritmo lento e introspettivo difficile da sperimentare con altri mezzi che non siano le gambe. Oggi più che mai il viaggio a piedi è tornato in auge, come sistema di turismo sostenibile e responsabile nei confronti del pianeta. Lo dimostrano le tante iniziative nate per incentivarlo, una tra tutte la nascita di sloWays, il tour operator dei viaggi a piedi o in bicicletta: itinerari da affrontare con lentezza, senza fretta, e con un’attenzione speciale verso i luoghi che si attraversano. Qui di seguito potrai scoprire i migliori itinerari per viaggiare a piedi in Italia e nel mondo, ma anche i benefici (ambientali, fisici e psichici) che questo tipo di vacanza porta con sé.

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Viaggiare a piedi in Italia: i migliori itinerari
L’Italia è uno dei Paesi più indicati per viaggiare a piedi (e non a caso tra i più scelti): con la sua straordinaria varietà di paesaggi, una ricchezza culturale invidiabile e una rete sempre più sviluppata di cammini storici, naturalistici e spirituali, non potrebbe essere altrimenti. Qui di seguito ve ne elenchiamo alcuni.
- Via Francigena: tra i migliori itinerari nostrano spicca la celebre Via Francigena, che attraversa l’Italia da nord a sud, partendo da Aosta fino a Roma e oltre, raggiungendo la Puglia, seguendo l’antico tracciato dei pellegrini medievali. Delle 79 tappe segnate dal vescovo nel suo diario personale, ben 45 si trovano in Italia, perciò le opzioni disponibili non mancano di certo. Una curiosità? Chi percorre gli ultimi 100 chilometri a piedi – o 200 se in bicicletta -, con la Credenziale può ottenere il Testimonium, vale a dire la certificazione dell’avvenuto pellegrinaggio a Roma devotionis causa. L’equivalente della Compostela di Santiago, in poche parole. Un tempo unicamente simbolo spirituale, ambito dai più devoti, oggi si è trasformato anche nell’emblema dell’esperienza in sé, un vero e proprio souvenir di viaggio.
- Cammino di San Francesco: molto amato, unisce spiritualità e natura ripercorrendo i passi del Poverello e passando per luoghi simbolici e iconici come Assisi, Gubbio e La Verna. Un’occasione di raccoglimento e introspezione, ma anche un modo per godere di alcuni dei panorami più incredibili del nostro Paese, tra Toscana e Umbria.
- Sentiero Italia: per chi preferisce gli scenari montani, immancabili da segnare nella lista anche il Sentiero Italia CAI, uno dei trekking più lunghi d’Europa, con i suoi oltre 7000 chilometri.
- Cammino dei Briganti: si tratta di un itinerario ad anello di 108 km tra Abruzzo e Lazio, con partenza e arrivo a Sante Marie, piccolo comune montano della provincia dell’Aquila. Si sviluppa su sentieri, mulattiere e strade sterrate, attraversando il territorio che un tempo rappresentava il confine fra Stato Pontificio e Lazio.
- Via degli Dei: tra i più amati e frequentati d’Italia, unisce trekking e storia millenaria ripercorrendo l’antico tracciato etrusco-romano della Flaminia Militare e attraversando crinali suggestivi e luoghi iconici come la Riserva del Contrafforte Pliocenico, il Passo della Futa e le colline fiesolane. Un’itinerario da Bologna a Firenze che regala un’immersione perfetta nella natura e nelle tradizioni locali, ma anche un modo per godere di alcuni dei panorami montani e collinari più affascinanti del nostro Paese.
- Cammino di Celestino: suggestivo e spirituale, unisce fede e natura selvaggia ripercorrendo i passi dell’eremita Pietro da Morrone tra gli imponenti paesaggi del Parco Nazionale della Maiella. Un itinerario tra gli eremi scavati nella roccia come San Bartolomeo e Sant’Onofrio: un’occasione di profondo raccoglimento, ma anche un modo per vivere l’anima più incontaminata e autentica dell’Abruzzo.
- Cammino del Salento, via del Mare: spettacolare e luminoso, unisce il fascino della costa alla macchia mediterranea ripercorrendo sentieri a picco sull’Adriatico e passando per perle iconiche come Lecce, le cave di bauxite di Otranto e il Faro di Leuca. Un’esperienza di cammino tra scogliere selvagge e antiche vie di pellegrinaggio, ma anche un modo per vivere l’essenza più autentica e accogliente della Puglia.
Molti di questi cammini sono adatti anche ai principianti, grazie a una buona segnaletica, tappe modulabili e strutture ricettive ben disposte.

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Dove viaggiare a piedi nel mondo
Perché limitarsi alla sola Italia, poi, quando il mondo è così vasto e tutto da esplorare. A piedi, neanche bisogno di dirlo. Gli itinerari a piedi nel mondo da non perdere si trovano in ogni continente, perciò hai davvero l’imbarazzo della scelta. Qui di seguito un elenco (purtroppo non esaustivo)
- Cammino di Santiago: in Europa spicca su tutti il Cammino di Santiago, che dai Pirenei ti permette di raggiungere la città spagnola Santiago di Compostela. Stiamo parlando di uno dei pellegrinaggi più famosi di tutto il mondo.
- Sentieri nelle Highlands scozzesi: sono ricchi di paesaggi selvaggi e storia e quindi perfetti per un viaggio del tutto diverso.
- Cammino di Kumano Kodo: si snocciola in Giappone per diventare un’esperienza spirituale da vivere tra montagne, templi e foreste antiche.
- Te Araroa Trail: inNuova Zelanda, è perfetto per chi ama natura selvaggia. Si estende per oltre 3000 chilometri, dalla punta nord all’estremo sud dell’isola, attraversando paesaggi mozzafiato, unici al mondo.
- Appalachian Trail: è uno dei trekking più iconici di tutti gli Stati Uniti. Con oltre 3500 chilometri di sentieri tra boschi, montagne e piccoli villaggi, è un’avventura oltreoceano magica, unica nel suo genere.
- Inca Trail: in Sud America è celebre l’Inca Trail, che conduce a Machu Picchu, una delle sette meraviglie del mondo moderno. Si tratta di un’esperienza imperdibile, capace di aprire gli orizzonti e stravolgere i punti di vista una volta e per sempre.
Insomma, ogni itinerario nel mondo offre un modo unico e irripetibile di vivere il viaggio, un’immersione completa nella cultura locale, nella natura, nella storia. Una prospettiva sul mondo completamente diversa. E, a piedi, in modo ancora più autentico.
Viaggiare a piedi fa bene all’ambiente
I benefici del camminare non sono certo un mistero: da sempre i medici consigliano di fare 10.000 passi al giorno per mantenersi in salute, evitare la sedentarietà e tutti i rischi che ne conseguono. Il fatto è che viaggiare a piedi non fa bene soltanto al nostro fisico, ma anche all’ambiente che ci circonda.
Infatti, si tratta di una delle forme di mobilità più sostenibili e rispettose dell’ambiente: le emissioni di gas serra o di inquinanti atmosferici sono a zero, a differenza di molti mezzi di trasporto motorizzati che contribuiscono, significativamente, al cambiamento climatico globale e al deterioramento della qualità dell’aria.
Ma c’è di più. Viaggiare a piedi ha anche un impatto molto basso su tutto l’ecosistema circostante. Non provoca rumore eccessivo, non altera i terreni in alcun modo, e non contribuisce all’erosione o alla frammentazione degli habitat naturali. Problematiche, queste, molto spesso legate al traffico veicolare e all’espansione delle infrastrutture stradali.
SI tratta anche di una scelta che incoraggia il turismo locale, riducendo il sovraffollamento e gli impatti negativi tipici del turismo di massa. Si scoprono luoghi lontani dall’overtourism, quindi più autentici, oggi messi in ombra dalle destinazioni più convenzionali. Camminare stimola un legame più profondo con il territorio, permettendo di apprezzare i dettagli e gli aspetti dell’ambiente che spesso sfuggono a chi viaggia in altro modo.

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Turismo a piedi: cosa dicono i dati
Si cammina da sempre, ma è negli ultimi che il turismo a piedi ha registrato una crescita significativa a livello globale, confermandosi come una delle forme di viaggio più in espansione. Secondo un’indagine condotta nell’estate del 2023 su campioni rappresentativi della popolazione italiana, francese, inglese e tedesca, il 25% degli inglesi, il 20% dei francesi, il 19% dei tedeschi e il 17% degli italiani ha già avuto esperienze di turismo lento, in bicicletta o a piedi.
Per fare un riferimento ancor più vicino a noi, nel 2024, quasi 200.000 persone hanno percorso i sentieri italiani, registrando un incremento del 29% rispetto all’anno precedente. Questo trend positivo ci mette la realtà davanti agli occhi: il turismo lento e sostenibile è sempre più una priorità, per gli italiani. Non solo: gli europei si dimostrano grandi camminatori, e tra le destinazioni preferite per il walking tourism c’è proprio l’Italia, da parte di viaggiatori provenienti da Regno Unito, Spagna, Francia e Germania.
Sono tante, quindi, le persone che scelgono di affrontare itinerari a piedi o veri e propri trekking durante le vacanze, attirate dalla possibilità di vivere esperienze più autentiche, lente e sostenibili. In più, le destinazioni che promuovono sentieri ben segnalati e infrastrutture dedicate al camminare registrano un aumento del flusso turistico, con benefici economici rilevanti per le comunità locali. Valorizzazione del territorio, dei prodotti tipici, delle piccole realtà che si trovano solo camminando e immergendosi appieno in un luogo.
I dati evidenziano anche come il turismo a piedi favorisca, di fatto, una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale, riducendo l’uso di mezzi motorizzati anche una volta tornati alla vita di tutti i giorni. Un motore importante, dunque, per uno sviluppo turistico più responsabile e duraturo.

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Come si viaggia a piedi?
Viaggiare a piedi è un’esperienza da fare, almeno una volta nella vita. Immersiva, ecologica, rigenerante, ti permette di esplorare il mondo con la giusta lentezza e profondità, ma anche di scavare dentro te stesso e comprenderti più a fondo. Non si tratta solo di camminare, ma di vivere il viaggio in modo consapevole, di esserci davvero. Per farlo nel modo giusto, però, bisogna tenere in considerazione diverse informazioni e partire preparati. Qui di seguito qualche info:
- Scegli il percorso adatto: può fare la differenza tra un’esperienza positiva e una da dimenticare. Dev’essere un itinerario idoneo alla tua preparazione fisica, commisurato al tempo che hai a disposizione e in linea con il tipo di paesaggio che desideri scoprire. Affrontare un sentiero naturalistico di un’ora e fare il Cammino di Santiago sono entrambi parte del turismo a piedi, ma si tratta di esperienze completamente diverse.
- Pianifica tappe e pernottamenti: suddividi il percorso in tappe giornaliere di 15-25 km circa, e valuta di dormire in ostelli, rifugi o agriturismi, in base anche alla destinazione che hai scelto. Perché il turismo a piedi non riguarda solo zone in mezzo alla natura, ma, volendo, anche le città: nessuno ti impedisce di visitare Parigi a piedi, per esempio, senza servirti dei mezzi pubblici.
- Prepara il giusto equipaggiamento: uno zaino comodo da portare sempre con te (massimo 8-10 kg), scarpe da trekking – possibilmente già rodate -, abbigliamento tecnico in base alla stagione e un impermeabile per essere pronti a tutto.
- Rifornisciti ogni giorno di cibo e acqua: lungo il percorso potresti non trovare luoghi per rifocillarti. Sì a frutta secca e barrette energetiche
- Procurati una mappa e un GPS
- Porta con te un kit base di pronto soccorso
Questo è tutto ciò che ti serve materialmente, nulla più. A livello mentale, un po’ di preparazione non guasta. Il viaggio a piedi richiede pazienza, capacità di adattarsi e una certa dose di fatica: è proprio questa lentezza che aiuta a ritrovare se stessi, a disconnettersi dal superfluo e a vivere ogni chilometro come parte di un cammino interiore. Al tempo stesso, però, se è la prima volta che affronti un viaggio simile, l’impatto potrebbe essere troppo: valuta di fare delle piccole prove prima di partire per il viaggio definitivo. E ricorda che camminare significa ascoltare il proprio corpo, osservare l’ambiente e se stessi: non ci sono regole ferree, e tutto è modulabile in corso d’opera, se necessario.

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