Wise Society : “Sulle vie della parità”, il concorso nato per colmare il gender gap
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“Sulle vie della parità”, il concorso nato per colmare il gender gap

Il concorso è indetto da Toponomastica Femminile e rivolto agli studenti universitari e delle scuole di ogni ordine e grado: mira a colmare il gender gap, un problema di cui si parla ancora troppo poco in Italia

Modesta Abbandonato*
20 Gennaio 2021

A partire dal 2006, con cadenza annuale, Il World Economic Forum pubblica il Global Gender Gap Report. Tale strumento quantifica, a livello mondiale la disparità di genere o gender-gap, consentendo, inoltre, una comparazione tra i vari paesi nel corso degli anni. Attraverso i report si cerca di stimolare la consapevolezza del gender gap a livello globale, al fine di mettere in campo azioni e progettazioni efficaci per ridurre e contrastare il divario di genere ancora esistente.

gender gap

Foto Shutterstock

Cosa analizza il Global Gender Gap Report?

Il Report quantifica il divario tra uomini e donne in termini di opportunità in quattro macro-aree:

  1. partecipazione e opportunità economiche
  2. livello di istruzione
  3. potere politico
  4. salute e sopravvivenza

Nell’ultimo report pubblicato è stato analizzato, per la prima volta, anche il divario di genere nelle professioni del futuro. Sebbene il quadro risulti eterogeneo sia in termini assoluti che relativi, è indubbio che “occorrerà ancora quasi un secolo prima di raggiungere la parità di genere, tenendo conto dell’attuale ritmo dei cambiamenti posti in atto“. Sono stimati in 95 gli anni necessari per colmare il divario di genere nella rappresentanza politica, addirittura 257 quelli che occorrono per sanare la disparità nella partecipazione economica e del lavoro. Il raggiungimento della parità, invece, è quasi realtà negli ambiti riferiti all’istruzione e alla salute-sopravvivenza.

Il gender gap in Italia

La situazione particolare dell’Italia riflette, per certi aspetti, il quadro globale, con dati allarmanti che “gridano vendetta”. La nostra penisola, nella graduatoria assoluta, fa registrare un arretramento di ben 6 posizioni rispetto all’anno precedente, collocandosi al 76esimo posto su 153 Paesi.

A influire pesantemente sul risultato è l’opportunità di partecipazione all’economia nazionale, con tassi di occupazione ai minimi storici e gap salariali tra uomini e donne che, paradossalmente, si acutizzano con il crescere del titolo di studio (gender pay gap). A livello occupazionale, poi, le donne faticano a collocarsi nelle cosiddette posizioni emergenti, quali il cloud computing, l’intelligenza artificiale, l’ingegneria in generale. Anche la rappresentanza femminile nelle istituzioni politiche (seppur meno compromessa rispetto agli indicatori economici) fa riflettere, con l’Italia che si attesta alla 44esima posizione generale, 30esima per la quota di donne in Parlamento e con l’assenza di un Presidente della Repubblica donna! In realtà, sono ben 85 i Paesi che negli ultimi 50 anni non hanno avuto un capo di stato femminile.

I paesi europei in cima alla classifica

All’estremo opposto, invece, in cima alla classifica per eguaglianza di genere (è una conferma continua negli ultimi anni) si colloca l’Islanda, seguita da Norvegia, Finlandia, Svezia. Fra i primi 10 la Spagna all’ottavo posto e la Germania al decimo. Il quadro sconfortante che emerge dal Report richiede analisi e tempestivi interventi multidimensionali, rivolti cioè a tutte le variabili che possono influire nel divario di genere, attenuandolo o al contrario accentuandolo (per es. età, etnia, luogo geografico, disabilità ed altro ancora).

Gender gap

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L’agenda 2030 e il raggiungimento della parità di genere

In questa direzione si muove Agenda 2030. Sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, l’Agenda è costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030 “per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti”. In particolare, il raggiungimento della parità di genere costituisce il V dei 17 Obiettivi o Goals.

In estrema sintesi, il Goals V mira a ridurre la discriminazione di genere, ad eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine e a raggiungere la parità dei diritti e della partecipazione in ogni sfera dell’agire umano.

L’importante ruolo della scuola nella riduzione del Gender Gap

Il raggiungimento di tali obiettivi chiama in causa anche e soprattutto la scuola, che, con la sua funzione educativa e simbolica, deve sistematicamente mettere in campo iniziative e percorsi di formazione, informazione e sensibilizzazione all’educazione di genere e all’abbattimento di ogni stereotipo, pregiudizio e forma di discriminazione.

Studenti

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Sulle vie della parità, il concorso di Toponomastica Femminile per colmare il gender gap

Un esempio virtuoso di tali attività arriva da “Sulle vie della parità”, concorso indetto da Toponomastica femminile che, per l’anno scolastico 2020/21, è giunto alla sua VIII edizione. Attraverso la promozione della cultura di genere, Toponomastica Femminile opera affinché le donne possano avere la giusta visibilità in tutti gli spazi pubblici, favorendo la diffusione dell’uso di un linguaggio non sessista e promuovendo percorsi didattico-educativi volti a contrastare atteggiamenti non corretti verso le donne e la società.

Nel proprio sito si legge:

“Toponomastica femminile nasce su fb nel 2012 e si costituisce in associazione nel 2014 con l’intento di restituire voce e visibilità alle donne che hanno contribuito, in tutti i campi, a migliorare la società. Il gruppo di ricerca pubblica articoli e dati su ogni singolo territorio e sollecita le istituzioni affinché strade, piazze, giardini e spazi urbani in senso lato, siano dedicati a donne”.

Afferma Maria Pia Ercolini, presidente dell’Associazione nazionale: “Ogni 100 vie e piazze dedicate a uomini poco più di sette sono intitolate a protagoniste femminili, di cui il 50-60% è rappresentato da madonne, sante e martiri. È un gap di genere impietoso e impensabile da colmare quello che si gioca per le strade del nostro paese, una lotta per la parità che se non può aspirare a un riequilibrio sostanziale dei generi, può puntare però al raggiungimento della “consapevolezza del gap”.

Consapevolezza che l’Associazione cerca di conquistare attraverso numerose iniziative rivolte alla scuola: non solo concorsi, ma anche corsi di formazione, mostre, convegni e conferenze, pubblicazioni ed altro. Il concorso “Sulle vie della parità” si rivolge non solo alle istituzioni scolastiche, ma anche ad università ed enti di formazione con lo scopo di “riscoprire e valorizzare, attraverso percorsi spaziali e temporali, fisici, ludici, artistici e narrativi, il contributo offerto dalle donne alla costruzione della società”.

Sulle vie della parità: il concorso per colmare il gender gap

Immagine da Toponomastica Femminile

I contenuti del concorso: sezioni e modalità di partecipazione

Rispetto alle edizioni precedenti, l’Associazione ha ulteriormente arricchito i contenuti del concorso (ampliandone temi e soggetti collaboratori), sollecitata anche dall’attuale situazione pandemica: aspetti ambientali, riflessioni sui temi del corpo, della relazione di cura, delle città che vorremmo costruire ed abitare e sul conseguente ruolo delle donne in tali ambiti.

ll concorso è suddiviso in 3 sezioni, ciascuna con una scadenza diversa per l’invio dei lavori:

  1. Sezione A Giornalismo d’inchiesta – consegna 8 marzo 2021;
  2. Sezione B Narrazioni – consegna 31 gennaio 2021;
  3. Sezione C Percorsi – consegna 8 marzo 2021.

I partecipanti potranno utilizzare la tipologia espressiva a loro più congeniale (saggio, prodotto multimediale, graphic novel, progetti artistici, espositivi o di spettacolo, ecc.) nell’ambito della sezione prescelta.

Nello specifico, Giornalismo d’inchiesta (in collaborazione con l’Agenzia di stampa DIRE) si sostanzia di interviste e testimonianze, ricerca di fonti riservate e private che i partecipanti dovranno effettuare in registri anagrafici o archivi fotografici, allo scopo di far emergere la presenza o l’assenza delle donne nella memoria collettiva e proporre alle amministrazioni locali una loro intitolazione nei luoghi pubblici.

Narrazioni, invece, è la sezione di scrittura creativa svolta in collaborazione con il Premio Italo Calvino. I e le concorrenti, sulla base degli incipit forniti da scrittrici e scrittori del Premio Calvino, dovranno produrre un breve racconto sul tema “La memoria delle donne – Le donne nella memoria”. Scopo precipuo della sezione è quella di stimolare la creatività e l’immaginazione dei e delle partecipanti per indurli/e a una riflessione sulla necessità del rispetto dell’altro/a da sé, in modo da contribuire alla prevenzione della violenza di genere.

L’ultima sezione è declinata in 4 sottosezioni denominate, rispettivamente: Percorsi e cammini, Percorsi di biodiversità’, Percorsi ViWop, Percorsi di vita e di lavoro. I percorsi, accomunati dalla metodologia di lavoro (ricerca storica e analisi territoriale) dovranno includere almeno una proposta di intitolazione di uno spazio pubblico (non solo vie, piazze, ma anche aule scolastiche, cortili ecc.) a donne meritevoli.

Nello specifico, Percorsi e Cammini, che vede la collaborazione di Rete Nazionale Donne in Cammino, invita gli e le studenti ad elaborare progetti contenenti itinerari geografici, indicando una donna italiana o straniera che si sia distinta in esperienze di viaggio. Attraverso un’uscita didattica sul sentiero individuato (documentato con la produzione di materiale cartografico e fotografico) gli e le studenti partecipanti indicheranno le motivazioni della scelta del percorso e della donna a cui lo si vuole intitolare.

Cercatori di semi è il percorso che promuove la creazione di un orto scolastico (in terra o in vaso) attraverso il recupero di coltivazioni legate al territorio e alla tradizione, coniugando così biodiversità e sostenibilità. Il fine ultimo è individuare figure femminili distintesi in ambito ambientalista, botanico o delle scienze naturali per dedicare ad esse il luogo prescelto per le coltivazioni. Virginia Woolf Project patrocinerà il terzo percorso, mettendo a disposizione dei partecipanti materiali utili (da scaricare sul sito www.virginiawoolfproject.com) per la partecipazione al concorso che richiede, in questo caso, un lavoro di approfondimento sul pensiero e sulle opere della scrittrice britannica al fine di promuovere l’intitolazione di spazi e luoghi pubblici a Virginia Stephen Woolf.

L’ultimo percorso si sviluppa in collaborazione con la Società italiana delle storiche (SIS) e vuole stimolare attività di ricerca, con percorsi trasversali e pluridisciplinari su figure femminili che si sono particolarmente distinte sui temi civili e sociali, nel lavoro manuale o produttivo, nelle professioni intellettuali, con particolare attenzione agli ambiti di: educazione civica, ambientalismo europeo, scienza (stem), fantascienza o fantasy e sorellanza.

Per saperne di più

Per approfondimenti invitiamo a consultare il sito VitamineVaganti 
Il bando completo è scaricabile su Toponomasticafemminile 
Per ulteriori informazioni scrivere a: [email protected] (vicepresidente Toponomastica femminile)

*Modesta Abbandonato, insegnante

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