Wise Society : Lo sport è meglio cominciare a praticarlo già da bambini
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Lo sport è meglio cominciare a praticarlo già da bambini

Nuoto sin da piccoli, calcio a partire dai 6 anni, le arti marziali poco più tardi, il ciclismo a 8 anni. Secondo la Società Italiana Pediatria "l'importante è seguire le loro inclinazioni e fare in modo che si divertano".

Fabio Di Todaro
31 maggio 2019

Prima viene il calendario vaccinale. Poi il cibo. E, infine, lo sport. «Dottore, quale faccio fare a mio figlio?». È più o meno questa la sequenza di domande fisse che ogni nuovo genitore rivolge al proprio pediatra. Dubbi legittimi, così come la scelta degli specialisti italiani di redigere una guida ad hoc per facilitare la vita a mamme e papà. Il documento parte dalla constatazione che un bambino su tre (6-10 anni) non dedica più di un giorno a settimana all’attività fisica strutturata. A quella, cioè, effettuata oltre le ore di attività fisica previste dal programma scolastico. Non ci si può stupire, di conseguenza, se uno su cinque è in sovrappeso e uno su dieci obeso. Nemico numero uno è la sedentarietà, che ora i pediatri si augurano di scalfire e a partire dal prossimo anno scolastico.

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La pratica di uno sport o di una attività fisica regolare in età pediatrica costituisce un’importante forma di prevenzione per arginare le malattie cardiovascolari, respiratorie croniche, il diabete, l’obesità e le malattie metaboliche in età adulta, Foto: iStock

BAMBINI E SPORT – Le indicazioni fornite su scala globale rappresentano un compendio di quanto la comunità scientifica ha fatto presente a più riprese, negli ultimi anni. Lo sport deve essere parte integrante del processo di crescita. Sin da piccolissimi. «La pratica di un’attività fisica regolare in età pediatrica costituisce un’importante forma di prevenzione per arginare le malattie cardiovascolari, respiratorie croniche, il diabete, l’obesità e le malattie metaboliche in età adulta – ha spiegato il presidente Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip) responsabile del reparto di pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, durante l’ultimo congresso. I comportamenti dei genitori e la scuola hanno un ruolo fondamentale nell’incoraggiare le famiglie e i bambini ad adottare uno stile di vita attivo». Da qui l’idea di redigere una guida ad hoc: a ogni età, il suo sport. E dunque: il nuoto sin da piccoli, il calcio a partire dai 6 anni, le arti marziali poco più tardi, il ciclismo a 8 anni. Per i bambini non esiste un’attività migliore di un’altra: è importante seguire le loro inclinazioni e fare in modo che si divertano. Nei primi cinque anni, però, «andrebbero privilegiate attività che favoriscono la conoscenza del proprio corpo nello spazio, a seguire quelle individuali che migliorano la coordinazione neuromotoria e in seguito gli sport di squadra e discipline più specializzate», per dirla con Attilio Turchetta, responsabile dell’unità di medicina dello sport del Bambin Gesù.

RISPETTARE LE INCLINAZIONI DI UN BAMBINO – Se, in generale, appare abbastanza chiaro a tutti i genitori che praticare uno sport è necessario per la loro crescita armonica e in salute, spesso le idee diventano confuse quando si tratta di scegliere la disciplina giusta a seconda dell’età, stabilire quanto tempo è necessario dedicarvi compatibilmente con gli orari della scuola e lo studio. Ecco perché gli esperti hanno redatto una guida per avviare i bambini allo sport, presentata nel corso del congresso della Società Italiana di Pediatria. «La premessa è che lo sport deve rispettare le inclinazioni del bambino – consiglia Attilio Turchetta, responsabile dell’unità operativa di medicina dello sport dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma -. Non ne esiste uno migliore in assoluto, è importante che l’attività piaccia al bambino, che sia varia e divertente, preferibilmente all’aria aperta o in un ambiente non inquinato». Per garantire uno sviluppo armonico del bambino, l’attività dovrebbe differenziarsi a seconda della fascia d’età, «privilegiando nei primi 4-5 anni di vita sport che favoriscono la conoscenza del proprio corpo nello spazio, fino ai 7-8 anni le attività individuali quali atletica leggera o ginnastica che aiutano a migliorare la coordinazione neuromotoria e in seguito sport di squadra e discipline più specializzate».

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Secondo Attilio Turchetta, responsabile dell’unità operativa di medicina dello sport dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, “non ne esiste uno sport migliore in assoluto, è importante che l’attività piaccia al bambino, che sia varia e divertente, preferibilmente all’aria aperta o in un ambiente non inquinato», Image: iStock

UNO SPORT PER TUTTE LE ETÀ – Volendo provare a sintetizzare, a partire dai 3 anni si può mettere un bambino in piscina. Il nuoto si può praticare in tutte le stagioni ed è uno sport che utilizza tutte le grandi masse muscolari. Senza dimenticare che in un Paese come l’Italia, con ottomila chilometri di coste, saper nuotare è importante anche per l’acquisizione e lo sviluppo della sicurezza in acqua. A 4 anni si può iniziare lo sci, facendo comunque sempre riferimento a un istruttore qualificato. Un anno dopo può essere l’ora della ginnastica artistica e dell’atletica, dai 6 anni ok anche con il calcio, il rugby, le arti marziali, il basket e la pallavolo. Per tennis e scherma meglio aspettare i 7 anni, gli 8 per il ciclismo. In tutti i casi, per l’attività agonistica, meglio attendere 2-3 anni dall’inizio della pratica sportiva.

Twitter @fabioditodaro

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