Wise Society : Sociocrazia: come coinvolgere tutti nei processi decisionali
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Sociocrazia: come coinvolgere tutti nei processi decisionali

Pierre Houben, facilitatore e fondatore di sociocrazia.org parla dell'approccio sistemico utilizzato per la progettazione e per la governance che da lo stesso peso a tutti i punti di vista

Maria Enza Giannetto/Nabu
12 febbraio 2019

Dare lo stesso peso a tutti i punti di vista e facilitare l’efficienza nella collaborazione in ambienti di lavoro e nei gruppi intenzionali. Si chiama Sociocrazia ed è un approccio sistemico utilizzato per la progettazione e per la governance che prevede il coinvolgimento di tutti allo stesso modo nel processo decisionale. «Nella sociocrazia, ogni voce è ascoltata, nessuno è ignorato», dice Pierre Houben, facilitatore, presidente di Transition Italia – Nodo italiano del movimento delle Transition Town ed esperto in Sociocrazia (fondatore del sito sociocrazia.org) che ormai da 10 anni utilizza spesso questo approccio quando viene chiamato a “mediare” processi decisionali o a dirimere criticità all’interno dei gruppi.
Fu Gerard Endenburg, negli Anni ’70, a sviluppare la sociocrazia in Olanda nell’azienda di sua proprietà per garantire ai suoi dipendenti una maggiore influenza nell’ambito gestionale. Dopo 50 anni, la Sociocrazia viene utilizzata in molte aziende, scuole, istituzioni, organizzazioni di rete.

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“Nella sociocrazia, ogni voce è ascoltata, nessuno è ignorato”, dice Pierre Houben, facilitatore, presidente di Transition Italia , Foto: Profilo Facebook di Pierre Houben

«Mi sono imbattuto nella sociocrazia – dice Houben – 10 anni fa, durante il mio avvicinamento alla Transizione. Quando si usano strumenti per progettare insieme, come ad esempio world cafè, si lavora sempre in gruppo, vengono fuori tante idee, solo che, ad un certo punto, per decidere si passa alla democrazia. Ho cominciato a considerare quasi una violenza, questo tipo di approccio perché dopo aver creato un ambiente collaborativo, decidere senza tener conto delle idee di tutti, è quasi un passo indietro. Sono convinto, sposando l’approccio sociocratico, che di fronte a questioni complesse, più competenze e punti di vista possano trovare soluzioni collaborando insieme. Inoltre, maggioranza e minoranza non hanno più senso di esistere, basta guardarsi intorno per vedere quello che succede quando non viene ascoltata ogni voce e non viene trovata una proposta operativa che possa essere supportata da ogni persona coinvolta».

Basandosi sull’assenso tra tutti i soggetti coinvolti, la Sociocrazia rappresenta le dinamiche nei gruppi, grandi o piccoli quali essi siano, come una struttura fatta da cerchi collegati tra loro che permettono un efficace ritorno dell’informazione. Ogni gruppo, di natura informale o aziendale, può quindi imparare, evolversi più velocemente e arrivare a decisioni maggiormente condivise ed efficaci.

«Elementi decisivi nella Sociocrazia – spiega Houben – sono la trasparenza, l’equivalenza, la flessibilità e l’efficienza applicati in una comunità. Con la re-distribuzione delle decisioni per aree di competenza, il metodo decisionale basato sull’assenso e l’uso del feedback/verifica, tutte le persone interessate alla decisione da prendere vengono sono coinvolte e in questo modo la decisione presa è maggiormente supportata e quindi viene applicata più velocemente e con maggior efficienza».

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La sociocrazia rappresenta le dinamiche nei gruppi, grandi o piccoli quali essi siano, come una struttura fatta da cerchi collegati tra loro che permettono un efficace ritorno dell’informazione, image by iStock

Un’organizzazione sociocratica è, quindi, governata dai suoi membri che lavorano per realizzare uno scopo condiviso. «La sociocrazia – conclude il facilitatore – può essere usata in ogni tipo di contesto organizzato, cioè dove le persone vogliono realizzare qualcosa insieme. Il vantaggio di questo approccio risiede nel modello che rafforza creatività, innovazione e spirito d’impresa e allo stesso tempo riduce stress e tensioni di potere».

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