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Rinasce il Sentiero Italia, trekking in quota più lungo al mondo

I giovani dell'Associazione «Va ' Sentiero» hanno riscoperto il cammino che si snoda lungo Alpi e Appenini e lo stanno percorrendo per valorizzare le Terre Alte

Rosa Oliveri
4 Marzo 2020

Ripartirà il 29 marzo da Visso, comune delle Marche che si trova nel Parco dei Monti Sibillini, il viaggio della carovana di Va’ Sentiero, progetto nato dalla passione per la montagna di un gruppo di giovani che hanno riscoperto per caso il Sentiero Italia, un cammino di quasi 7.000 chilometri che si snoda sulle Alpi e lungo tutta la dorsale appenninica, Isole comprese, decidendo di percorrerlo insieme a chiunque volesse accodarsi. Giacomo, Yuri e Sara, i primi promotori del progetto, insieme ad Andrea che raccoglie le testimonianze video del cammino, il cambusiere e filosofo del cibo Francesco e l’autista tuttofare Giovanni, hanno camminato dal 1° maggio fino a ottobre 2019 partendo da Muggia, in Friuli Venezia Giulia, per arrivare a Visso dopo aver completato 188 delle 368 tappe del Sentiero.

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Giacomo, Sara e Yuri fondatori Va’ Sentiero, di fronte al Monte Bianco – Foto: copyright Andrea Buonopane.

Il crowdfunding di Va’ Sentiero

«Adesso siamo quasi pronti a rimetterci in viaggio con l’aiuto di chi ci sta sostenendo partecipando al nostro crowdfunding per camminare nelle “terre alte” delle 10 regioni mancanti percorrendo i 3.500 km che mancano», racconta Giacomo Riccobono, 28enne milanese di origini siciliane che per dedicarsi al cammino, e prima ancora alla sua organizzazione, ha lasciato il suo lavoro a tempo indeterminato nella startup Sweetguest. Il crowdfunding, attivo fino al 13 marzo 2020 sul sito della stessa Associazione Va’ Sentiero, dopo aver raggiunto l’obiettivo minimo che permetterà di coprire le spese vive della spedizione, continua con i prossimi obiettivi.

Dalle Alpi alle isole attraversando tutti gli Appennini: ecco il Sentiero Italia

Fino a qualche tempo fa del Sentiero Italia si era persa la memoria. «Nel 2016 mentre Yuri (Basilicò, anch’egli nato in provincia di Milano da una famiglia di radici siciliane) stava facendo il GR20, un cammino che attraversa la Corsica da Nord a Sud, ha incontrato dei norvegesi che gli hanno parlato per la prima volta del Sentiero Italia, il trekking in quota più lungo al mondo. Ne ha parlato con me e Sara (Furlanetto, veneta di Castelfranco) e insieme abbiamo cominciato a immaginare di riportare all’attenzione questo cammino percorrendolo per intero», continua Giacomo. «Il percorso era stato ideato nel 1983, anno in cui era stata ideata la Gea, la Grande escursione appenninica, da Riccardo Carnovalini, camminatore, fotografo e cercatore di vie dal 1980 – aggiunge ripercorrendo la storia del cammino italiano -. Nel 1995 partì dalla Sardegna la prima grande carovana che arrivò fino a Trieste e venne riproposta, con l’aiuto degli Alpini, nel 1999. Poi il Sentiero Italia finì nel dimenticatoio e nessuno ne parlò più». Almeno fino a quando i giovani di Va’ Pensiero, con il fuoriquota Giovanni Tieppo («Nel 1999 aveva cominciato il percorso senza riuscire a concluderlo, adesso è un nonno ed è il nostro autista»), non l’hanno riportato in auge.

Quell’esperienza fantastica già nei “primi” 3500 chilometri

«Abbiamo subito capito che sarebbe potuta essere un’esperienza personale fantastica», ammette Riccobono. E così è stato. «Abbiamo attraversato tutto l’arco alpino, da est a ovest coinvolgendo oltre 1.500 persone da 10 nazionalità diverse. Il nostro scopo è quello di aiutare a valorizzare le Terre Alte, ad aumentare la consapevolezza ambientale e a contribuire a sostenere il tessuto socio-economico di aree interne in via di spopolamento», continua. «Nessuno di noi considera questa un’impresa sportiva. Si tratta di un modo per scoprire un’altra Italia: quella della montagna con i suoi limiti geografici, del dialetto, dei borghi, delle leggende e della gente che vive in questi luoghi».

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Va’ Sentiero è il progetto nato dalla passione per la montagna di un gruppo di giovani che hanno riscoperto per caso il Sentiero Italia, Foto: Associazione Và Sentiero

Il percorso alpino del Sentiero Italia

C’è Codera, un borgo con 6 abitanti in Val Codera in provincia di Sondrio, che può essere raggiunto soltanto attraverso un sentiero di 4.000 gradini; tutta la zona al confine con la Slovenia con le osmizze, locande dove la gente beve e mangia a prezzi modici; Topolò un borgo friulano di 30 abitanti dove ogni anni viene organizzato un Festival che richiama artisti di tutto il mondo. Tutti questi luoghi sono già stati raccontati sui social dell’associazione. «Via via pubblicheremo tutto il materiale relativi alla prima parte del percorso nel nuovo sito insieme a tutte le informazioni tecniche sul percorso, che è stato recuperato anche dal CAI, come tracce Gps, punti acqua, di ristoro e pernottamento e luoghi di interesse».

La ripartenza da Visso di Va’ Sentiero

La carovana di Va’ Sentiero partirà da Visso, il luogo in cui si era interrotta la prima parte del cammino, il 29 marzo. «Da Visso – elenca Giacomo – continueremo attraverso l’Abruzzo, il Molise per continuare in Puglia fino Santa Maria di Leuca. Da lì, con il furgone, torneremo verso Nord fino alla biforcazione del Sentiero e andremo giù lungo Campania, Basilicata e Calabria; in barca arriveremo in Sicilia e, vorremmo arrivare in barca a vela fino in Sardegna dove prevediamo di concludere il percorso a metà novembre. Tra le aree di interesse di queste tappe ci sono Gran Sasso, Majella, Altopiano delle Murge, Costiera Amalfitana, Pollino, Sila, Aspromonte, Etna, Madonie, Riserva dello Zingaro, Gennargentu e Gallura». Durante il percorso, così come è accaduto nella prima parte del viaggio, saranno organizzati eventi con gli artisti che si faranno coinvolgere, incontri con le istituzioni locali.

Un cammino che tutti possono fare

L’iniziativa di Va’ Sentiero è aperta a tutti, «nel senso che tutti possono venire a camminare con noi unendosi a una o più tappe. Già 1.500 persone, non solo italiani, hanno accettato il nostro invito. L’importante, naturalmente, è che siano preparati a un trekking in quota che non è adatto a tutti. Spieghiamo tutte le modalità nella sezione del sito Cammina con noi, dove ricordiamo – conclude – che la partecipazione al viaggio implica un’assunzione di piena responsabilità personale e richiede completa autonomia».

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