Wise Society : Come un ritratto aiuta a ripiantare il mondo
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Come un ritratto aiuta a ripiantare il mondo

Si chiama #3foratree ed è l'ambizioso progetto della fotografa tedesca Constanze Flamme che ritrae persone in un parco e trasforma la loro offerta in un albero

Rosa Oliveri
20 Dicembre 2019

Come può essere utile alla società e lottare in prima linea contro i cambiamenti climatici un artista con la sua arte? Anche con uno scatto. Lo ha dimostrato la fotografa e documentarista tedesca Constanze Flamme con il progetto Un ritratto per un albero, meglio conosciuto sui social network con l’hashtag #3foratree (3 euro per un albero, ndr) in virtù del quale l’artista teutonica offre un ritratto contro un’offerta di 3 euro, ovvero il costo di un albero. «Dopo aver partecipato alla prima Ci.Clo Bienal di Fotografia a Porto, in Portogallo, da maggio a luglio 2019 con l’esposizione Uma conversa sobre terra (Conversazione sulla terra), mi sono chiesta come poter dare continuità al progetto che era stato inserito nella mostra principale Adattamento e transizione, al Parc Jardin do Palacio Cristal», racconta Constanze Flamme, già impegnata negli anni passati in numerosi progetti socio-culturali negli Stati Uniti e in Libano.

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La fotografa Constanze Flamme, Foto: Constanze Flamme

«Così, per sensibilizzare l’opinione pubblica su cambiamenti climatici ed emergenze ecologiche, in un momento in cui il Portogallo combatteva contro devastanti incendi boschivi – continua l’artista –, sono partita dall’idea che piantare alberi fosse cosa buona e giusta per arrivare, attraverso un lavoro di studio e ricerca, a chiedere alle persone tre euro, il costo di un albero, in cambio di un ritratto fotografico. Non coprivo così le spese per la mia attività, ma il patto era: offro il mio tempo e il mio lavoro e le persone donano alberi. Nasce, dunque, #3foratree, diretta continuazione ed evoluzione della mostra alla Biennale».

Un lavoro che si è rivelato mano a mano una bella scoperta. «Mi piaceva il gesto simbolico nel quale ogni persona immortalata rappresentasse un albero piantato e ogni ritratto è anche un atto simbolico della campagna stessa», aggiunge. «Chiedevo ai modelli, in visita nel Parco o invitati attraverso i social media e ai turisti quale albero, pianta, fiore avrebbero voluto piantare e quali valori sociali seminare; la risposta doveva essere di impulso e molti ripensavano agli amati alberi dell’infanzia; così riemergevano le semplici connessioni con la natura che avevamo da bambini. Ho capito che non bisognava solo parlare di emergenza, ma che bisognava invitare ad agire. In questo senso il mio progetto è in continua evoluzione, non potrei ritenerlo concluso, mai», sottolinea Flamme che, però, al principio non aveva affrontato la questione del passaggio dalla raccolta economica alla piantumazione.

Solo successivamente, l’incontro fortunato con l’ambientalista portoghese Paulo Domingues e la sua associazione Cabeço Santo, impegnata da 30 anni nel rimboschimento di flora autoctona e nel ripristino della biodiversità e dal 2006 attiva come organizzazione nel costruire anche corridoi verdi per fermare gli incendi diffusi nelle aree della monocoltura di eucalipto per l’industria cartaria, ha fatto sì che dalle foto si passasse alla piantumazione. «Mi è stato permesso il 23 novembre di partecipare alla semina a Belazaima, vicino Agueda, nel nord del Portogallo – racconta Flamme – Quel giorno era molto piovoso e abbiamo provveduto con una ventina di volontari a seminare 7-8.000 ghiande di quercia,  circa: non tutte germoglieranno, ma speriamo lo facciano molte. Purtroppo con quel tempo non era possibile piantare alberelli; ma il prossimo step riguarderà querce da sughero, castagni, pini, allori, tra gli altri».

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La fotografa Constanze Flamme ha già fatto 34 ritratti le cui donazioni hanno permesso di piantare  232 alberi, Foto: Constanze Flamme

«Vedendo quel giorno da vicino querce secolari distrutte dal fuoco – ricorda – ho percepito con mano la grande capacità della natura di rigenerarsi dopo aver pagato il prezzo più alto di uno sfrenato capitalismo”. «Ma se è vero che i 34 ritratti e le donazioni mi hanno permesso di piantare finora 232 alberi, la raccolta prosegue con la vendita delle stampe e, soprattutto, questa è un’iniziativa che può replicarsi in tanti altri luoghi, anche a Lipsia, per esempio dove si vuole realizzare un’area verde pubblica e pensare anche aree private», anticipa Flamme alla quale è stato proposto di replicare il progetto. «Anche dall’Italia sono arrivati segnali di interesse per il mio progetto e, dato che avremmo bisogno di un miliardo di alberi per compensare l’impatto del cambiamento climatico e per combattere le emissioni di C02, ogni albero conta, anche se il mio progetto – precisa – è solo un piccolo gesto». L’importante per Constanze Flamme è non fermarsi: «Se i finanziamenti lo consentissero, mi piacerebbe impegnarmi in scala molto più ampia nel documentare l’ingiustizia ambientale, che va di pari passo con l’ingiustizia sociale. Il mio messaggio finale per il 2020, quale può essere se non l’invito a piantare alberi? Ancor meglio se si riesce a piantarli insieme».

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