Wise Society : Riabitare l’Italia, un libro per salvare i territori al margine
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Riabitare l’Italia, un libro per salvare i territori al margine

Curato da Antonio De Rossi ed edito da Progetti Donzelli, il libro offre le riflessioni di studiosi di varie discipline sulle aree fragili del paese quale terreno "decisivo" per vincere le sfide dei prossimi decenni

Maria Enza Giannetto
5 novembre 2019
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La copertina del libro “Riabitare l’Italia”

«Invertire lo sguardo. Guardare all’Italia intera muovendo dai margini, dalle periferie. Considerare le dinamiche demografiche, i processi di modernizzazione, gli equilibri ambientali, le mobilità sociali e territoriali, le contraddizioni e le opportunità, per una volta all’incontrario». A partire dalla considerazione che l’Italia del margine non è una parte residuale e che si tratta anzi del terreno “decisivo” per vincere le sfide dei prossimi decenni, si sviluppa il volume “Riabitare l’Italia, Le aree interne tra abbandoni e riconquiste”, un progetto di Filippo Barbera, Fabrizio Barca, Giovanni Carrosio, Domenico Cersosimo, Antonio De Rossi, Carmine Donzelli, Arturo Lanzani, Laura Mascino, Pier Luigi Sacco (Progetti Donzelli 2018, pp. VIII-594), a cura del Antonio De Rossi, architetto e ordinario di Progettazione architettonica e urbana e direttore dell’Istituto di Architettura montana e della rivista internazionale ArchAlp presso il Politecnico di Torino.

«“Invertire lo sguardo sull’abitare” – spiega Antonio De Rossi – è un po’ lo slogan che si usa per sottolineare la necessità del nostro paese di guardare complessivamente all’insieme e all’intreccio di piccoli centri urbani e aree marginali con i grossi centri di sviluppo. A tutti quei  “territori del margine” di cui il Paese è disseminato: spazi in cui l’insediamento umano ha conosciuto vecchie e nuove contrazioni e dove il patrimonio abitativo è affetto da crescenti fenomeni di abbandono. Le aree interne, fragili, in contrazione, del margine  ammontano a quasi un quarto della popolazione totale, e a più dei due terzi del l’intero territorio italiano. Abbastanza per farne l’oggetto di una grande questione nazionale. Oggi le specificità, le vitalità, le opportunità, le azioni pubbliche e collettive di questo resto tornano a essere visibili. Possono e devono animare una nuova lettura del paese».
Luoghi, spazi, aree da cui ripartire per un’analisi incrociata tra più discipline che possa sottolineare i punti di forza e le criticità dell’abitare.  Nel libro –  con 36 mappe a colori – infatti, si confrontano le riflessioni di storici, territorialisti, architetti, geografi, demografi, antropologi, sociologi, statistici, economisti, ecologisti. E vengono analizzate le ragioni degli abbandoni, degli spopolamenti, dei flussi, delle nuove mobilità in ingresso. Nelle centinaia di pagine (che presto potrebbero anche far parte di una collana più ampia) si misurano la qualità e il livello dei servizi di cittadinanza, facendo anche tesoro del patrimonio di conoscenze e di azione pubblica sul campo della strategia nazionale aree interne portata avanti nell’ultimo decennio presso il Dipartimento per le politiche di coesione.
«C’è – conclude De Rossi –  un’altra Italia, che partecipa pienamente alle sorti comuni del paese, ma che soffre di più; e che sta provando a riorganizzarsi, a ripopolarsi grazie ai giovani e agli immigrati, a inventare nuove imprenditorialità, a esprimere una nuova consapevolezza ecologica. C’è l’Italia della resilienza, delle nuove forme dell’abitare e c’è un paese che spinge verso una nuova fase di avanzamento sociale. Questa Italia va osservata, sostenuta e supportata quale portatrice di innovazione e di nuovi modelli di gestione e di vita».

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Nel libro “Riabitare l’Italia” un’analisi precisa sui luoghi del nostro paese abbandonati e disabitati ma che si possono recuperare, Foto: iStock

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