Wise Society : Regifting, riciclare un regalo è sempre una buona idea

Regifting, riciclare un regalo è sempre una buona idea

di Lucia Fino
18 Dicembre 2025
SPECIALE : Natale: decorazioni, ricette, idee regalo e viaggi

Riciclare i regali di Natale poco indovinati è un modo per valorizzare cose utili e funzionanti, in un’ottica di economia circolare e lotta allo spreco. E farlo bene, anche online, è più facile di quello che sembra

A chi non è capitato di trovare sotto l’albero qualche regalo di Natale indesiderato, dal profumo che proprio non fa per noi al libro che abbiamo già letto? La soluzione c’è: si chiama regifting ed è molto più di un piccolo espediente per riciclare un regalo che non piace. Riutilizzare i regali indesiderati, infatti, può essere anche una risposta a un modello di consumo che ormai mostra tutti i suoi limiti e che a Natale raggiunge il massimo. Riciclare i regali significa rimettere in circolo oggetti ancora nuovi o perfettamente utilizzabili, evitando sprechi, accumulo e acquisti superflui. E aiuta ad alleggerire anche la mente, oltre che i cassetti, dove i regali non graditi finiscono per accumularsi. Scopriamo insieme l’arte del regifting, come metterla in pratica senza sbagliare e come muoversi fra pacchetti “second hand” e swap party: tutto con il giusto spirito, in un mood natalizio, certo, ma non “sprecone”.

regifting

Foto rawpixel su Freepik

Cos’è il regifting?

Prima di scoprire le regole d’oro per riciclare un regalo poco gradito, partiamo con la definizione e il significato del termine. Il regifting è una pratica sempre più diffusa che consiste nel regalare a qualcun altro un dono ricevuto in precedenza e che non si intende utilizzare. Può trattarsi un doppione mai aperto di qualcosa che si possiede o di qualcosa che – pur essendo in perfette condizioni – non rispecchia i gusti o le esigenze di chi lo ha ricevuto. Invece di lasciarlo inutilizzato in un cassetto o di buttarlo, il regifting permette di dare nuova vita a un regalo e di trasformarlo in qualcosa di utile o gradito per un’altra persona.

Il termine deriva dall’inglese re-gifting e si è affermato soprattutto nei paesi anglosassoni diventando poi familiare anche in Italia grazie alla cultura pop e alle serie televisive. Nel tempo il concetto ha smesso di essere visto esclusivamente come un gesto di scarsa educazione ed è stato progressivamente riletto alla luce di una maggiore attenzione al consumo consapevole e alla sostenibilità. In un contesto in cui si cerca di ridurre gli sprechi e l’accumulo di oggetti inutili il regifting può rappresentare una scelta pratica e responsabile, come scopriremo fra poco.

Pacchi regalo

Foto Senivpetro su Freepik

Regifting e sostenibilità: perché riciclare i regali è una scelta etica

C’è un legame forte tra regifting e sostenibilità: ogni volta che scegliamo di riciclare i regali di Natale, riduciamo la produzione di nuovi oggetti, il consumo di materie prime, l’uso di imballaggi e anche le emissioni legate alla logistica. I regali riciclati allungano il ciclo di vita dei prodotti, uno dei principi fondamentali dell’economia circolare.
Il riciclo del regalo può diventare una micro-azione concreta e virtuosa contro lo spreco: non si tratta solo di tagliare il budget degli acquisti natalizi, ma di dare valore a quello che esiste già.

Quella del regifting è una pratica legata indissolubilmente alle festitività: i regali di Natale indesiderati sono inevitabili, un po’ come i film a tema con bacio sotto il vischio o i tour de force a tavola per pranzi e cenoni. Spesso si tratta doni dell’ultimo momento, comprati in fretta e senza convinzione. Il problema a questo punto non è riceverli, ma evitare di lasciarli inutilizzati o addirittura buttarli via. Il regifting trasforma un potenziale spreco in un’opportunità: quello che non è adatto a noi può essere perfetto per qualcun altro. Ma, ovviamente, si tratta di una pratica da fare nel modo giusto:  ed è qui che il riciclo del regalo smette di essere solo un ripiego per trasformarsi in valore.

pacchetto regalo

Foto Freepik

Come fare regifting: le regole da seguire

Dalla tipologia del regalo da riciclare al destinatario del dono, fino alle cose da tenere a mente quando si vuole rimettere in circolo un regalo non gradito. Appurato che regifting non significa scortesia, è comunque importante capire come riciclare un regalo in modo corretto, così da evitare scivoloni, malumori e brutte figure. Dalla tipologia del dono al destinatario del regalo, ecco cosa tenere a mente per fare un regifting pensato, consapevole e di valore. 

Quali regali riciclare

Il regifting funziona soprattutto quando è pensato con attenzione: alcuni oggetti si prestano più di altri.

  • Un profumo mai aperto, ricevuto a Natale ma che non è nelle nostre note olfattive, può diventare un regalo ideale per una persona che preferisce fragranze intense o particolari oppure che ama cambiare spesso.
  • Un libro che abbiamo già o di un autore che non ci piace può diventare un dono gradito per un amico lettore a cui i libri non bastano mai o che legge in treno o metropolitana.
  • Candele, plaid, cornici o oggetti di design sono tra i regali riciclati più apprezzati e più facili da sistemare in casa.
  • Anche il riciclo del regalo gastronomico può essere una buona idea: confezioni gourmet, tè, tisane o prodotti artigianali come marmellate, miele, formaggi possono essere regalati di nuovo, purché integri e ben conservati.

Più difficile, invece, riciclare i capi d’abbigliamento: è possibile con piccoli accessori che vanno bene per tutti, dal cappello, ai guanti, alle sciarpe. Capi più importanti si possono ri-donare solo se sono davvero nello stile e della taglia di chi li riceve.

Come scegliere il destinatario del regalo

Uno degli aspetti più delicati del regifting è capire a chi destinare il regalo. Riciclare i regali richiede osservazione e sensibilità. È fondamentale pensare allo stile di vita, ai gusti e alle abitudini del destinatario, non alle proprie. Un regalo riciclato funziona solo quando sembra scelto apposta e quando capiamo che potrebbe piacere: non è un modo per sbarazzarsi di qualcosa ma per fare un piccolo dono gradito.

Conta anche dove e con chi. Meglio evitare persone molto vicine a chi ha fatto il dono originale (si potrebbero creare “controcircuiti” imbarazzanti e si rischia perfino di offendere qualcuno) e preferire contesti diversi: colleghi, conoscenti, amici di altri ambienti. Il regifting migliore è quello discreto, invisibile, in cui il destinatario percepisce attenzione, coerenza con i suoi gusti, non improvvisazione o sciatteria.

Cose importanti da tenere a mente

Per fare un buon regifting senza rischiare cadute di stile bisogna seguire alcune regole.

  • Mai riciclare regali personalizzati, come oggetti con incisioni, dediche, iniziali o riferimenti troppo specifici.
  • Attenzione anche allo stato del regalo. Riciclare i regali significa rimettere in circolo oggetti integri, nuovi o in condizioni impeccabili. Confezioni rovinate, prodotti aperti o con scadenze ravvicinate compromettono il valore del regalo riciclato
  • Curare il pacchetto regalo. Anche nel regifting, la cura del packaging è fondamentale: una nuova confezione, una carta diversa, magari in un materiale naturale, un fiocchetto colorato o un biglietto divertente possono fare la differenza.
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Regifting: piattaforme e reti per riciclare i regali

Il riciclo dei regali è oggi una tendenza. Negli ultimi anni, il regifting ecologico è infatti diventato un fenomeno strutturato grazie a piattaforme dedicate: siti e app che permettono di riciclare i regali attraverso lo scambio, la donazione o la vendita simbolica di oggetti nuovi o inutilizzati.

Alcune piattaforme si basano sul baratto, altre sul dono gratuito all’interno di comunità locali, altre ancora sulla compravendita di oggetti nuovi mai usati. Questi spazi digitali favoriscono lo scambio e l’acquisto dei regali riciclati come pratica sostenibile e consapevole, riducendo gli sprechi e incentivando il riuso. Qui di seguito elenchiamo alcune piattaforme italiane che si possono provare per fare regifting al di fuori della cerchia di amici e colleghi.

  • ToGiftit
    Una delle piattaforme italiane più orientate al regifting gratuito: si possono donare e ricevere oggetti che non si utilizzano più, creando connessioni dirette nella community e favorendo il riuso anziché lo spreco. Puoi dare un’occhiata su togiftit.com
  • Cose(in)utili
    Un sito italiano dedicato al baratto e allo scambio di oggetti usati, che permette di barattare beni in cambio di crediti. Si possono inserire gli oggetti — inclusi quelli ricevuti come regalo — e ottenere in cambio altri oggetti o servizi. Dai un’occhiata su coseinutili.it
  • Freecycle (gruppi locali in Italia)
    Freecycle è una rete internazionale di riuso gratuito che ha gruppi in molte città italiane (come Bari, Bologna, Milano, Napoli, Roma e altre). Qui gli utenti cedono gratuitamente oggetti ancora utili per evitare sprechi e sostenere il riuso comunitario. I link ai siti locali si trovano sul web.
  • Subito.it
    Non è una piattaforma di regifting nel senso stretto, ma è molto usata in Italia per vendere o scambiare oggetti usati, inclusi quelli ricevuti come regalo ma non graditi.
  • Te lo regalo!
    Questa app permette di offrire gratuitamente ciò che non si utilizza, con un sistema di ricerca per categorie e filtri geolocalizzati. È ottima per chi vuole liberarsi di oggetti ingombranti o in buone condizioni senza sprecarli. La trovi su Google store e Playstore
  • Gruppi Facebook e community locali
    Molti gruppi su Facebook o app di quartiere (come Nextdoor) consentono di donare o scambiare oggetti con vicini o persone nella stessa area: un modo semplice per fare regifting ecologico senza intermediari.
  • Swap party
    Un’alternativa divertente sono gli swap party: eventi (fisici o online) dove si scambiano oggetti direttamente tra persone. Annunci di swap party, oltre che sui gruppi FB di quartiere, si trovano online su siti dedicati come swapush.com
  • Mercatini solidali
    Molte associazioni e cooperative propongono mercatini solidali di oggetti second hand e vintage per raccogliere fondi da destinare a persone bisognose o progetti sociali. I riferimenti si trovano online si siti dedicati e nei gruppi di quartiere su Facebook e Instagram. Un esempio? Il bolognese reusewithlove.org

Se scegliamo di fare regifting online ecco qualche consiglio utile per presentare al meglio i nostri doni da vendere.

  1. Descrivere bene l’oggetto: condizioni, foto chiare, eventuale confezione originale.
  2. Indicare che è un regalo non usato: aiuta ad attirare interesse per regifting.
  3. Scegliere la modalità migliore per noi: gratuito, baratto o vendita simbolica.
    Rispondere con gentilezza a chi ci chiede informazioni.

In questo modo offriremo davvero una nuova vita ai regali non graditi!

Perché il regifting fa bene

Riciclare i regali non graditi è un gesto che spesso viene vissuto con disagio o sensi di colpa. Non è sempre vero anzi può diventare qualcosa che ci fa bene a livello psicologico: il regifting libera spazio fisico e mentale, riduce l’accumulo in casa e contribuisce a uno stile di vita più libero, con meno obblighi e convenzioni.

Non bisogna provare disagio o addirittura sensi di colpa a fare regifting: il regalo non perde valore se cambia destinatario, al contrario, lo acquista se finalmente viene usato e apprezzato. Lo sostiene anche una ricerca condotta da studiosi della Harvard Business School e pubblicata sulla rivista Psychological Science. Lo studio ha analizzato il cosiddetto “tabù del regifting”, dimostrando che riciclare un regalo non gradito genera meno disagio di quanto si creda e può avere effetti positivi sul benessere psicologico.
Secondo la ricerca, il regifting, favorito e “sdoganato” negli USA anche dal cosiddetto National Regifting Day, aiuta a sciogliere il disagio legato al possesso di oggetti inutilizzati e favorisce una relazione più sana con il dono e con lo spazio domestico, in una sorta di decluttering emotivo oltre che materiale.

Lucia Fino

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