Wise Society : Regalo sgradito sotto l’albero? Il riciclo sostenibile tra app e beneficenza
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Regalo sgradito sotto l’albero? Il riciclo sostenibile tra app e beneficenza

Prodotti tech, oggettistica per la casa, abbigliamento anche di lusso: per tutto c’è un mercato, basta qualche accortezza

Rosa Oliveri
30 dicembre 2019

Quante volte l’eccitazione di scartare un regalo sotto l’albero la mattina di Natale si tramuta in delusione? L’oggetto che abbiamo tra le mani, infatti, non rientra nei nostri gusti e anche quanto a utilità lascia a desiderare. Ma a tutto c’è rimedio, anche ai doni sgraditi. Senza troppa fatica, se si vuole, tramite app. Così riciclare pacchi e pacchetti può diventare non sono sostenibile, ma anche etico e divertente. Una bella foto all’oggetto indesiderato, un annuncio accattivante e, oltre a ridare vita a un oggetto indesiderato, si può perfino far felice qualcuno che può apprezzarlo. Con un piccolo accorgimento: fare in modo che questa pratica, diffusa in base alle ultime indagini Coldiretti/Ixè tra un italiano su 5, resti comunque segreta a chi quel regalo lo ha fatto, magari, col cuore. E se i prodotti enogastronomici non si scartano quasi mai, più a rischio errore sono i capi di abbigliamento, anche luxury, l’oggettistica per la casa e gli articoli tecnologici.

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Regali di Natale sgraditi? C’è un modo per rifarsi con il riciclo sostenibile,foto: Foto di Erbs55 da Pixabay

Dal 27 dicembre cosa resta allora da fare? Se si vuole far cassa, stando sempre ai numeri di Coldiretti/Ixè, il 20% degli scontenti torna in negozio per un cambio merce o un buono, l’11% si butta online. Tra app, marketplace anche sui social network e siti generici o ad hoc, il gioco è fatto, con il minimo sforzo e senza spostarsi da casa. Nel periodo natalizio lo storico sito di vendita e aste online eBay, per esempio, si organizza per l’occasione: ogni anno promuove politiche ad hoc, come quella di dare la possibilità di vendere fino a 10 articoli a un euro di commissione o offrire un numero di inserzioni gratuite per incentivare gli affari, e ha, inoltre, stabilito che il 29 dicembre sia il giorno perfetto per “sbarazzarsi” del regalo sgradito, perché lontano il giusto dalla frenesia e dai banchetti delle festività. A Natale 2018 proprio eBay contò 32 milioni di regali indesiderati e 2,7 milioni di italiani pronti a rivenderli. Tra gli inflazionati si trovano profumi, lozioni per il corpo, smartphone, bigiotteria e l’aspirapolvere. Piazze classiche dove facilmente si incontrano domanda e offerta, anche tramite app, sono Amazon, Subito.it e Bakeka, così come il marketplace di Facebook o i gruppi social appositi della propria città, ma allora bisogna far attenzione che chi ha fatto il regalo non sia tra i nostri contatti.

Per gli orfani di privategriffe, il primo marketplace made in Italy del lusso accessibile, con oltre duecentomila utenti e 170mila follower che per sei anni, fino allo scorso Natale, rivendevano oggetti luxury ma comunque non ben accetti a prezzi d’affare, esistono altri e-commerce di moda second-hand come The Realreal, da San Francisco con 4 milioni di utenti, Vestiaire collective con i suoi 7 milioni di fashion lover e Depop, nella cui piattaforma tra i seller più seguiti ci sono Chiara Ferragni, Alessia Marcuzzi e Caterina Balivo. Per molti pezzi bastano anche solo tre giorni sulle vetrine virtuali per finire in altre case. Su StubHub.it ci si può, invece, facilmente disfare di biglietti per spettacoli e concerti; per i voli aerei c’è changeyourflight.com.

Se poi non si mira al guadagno, ma ci si limita a uno scambio anche se non alla pari, online c’è il baratto di Swapick e il sistema di crediti virtuali di Cose(in)utili da accumulare per ottenere altri oggetti o servizi. E se ancora non si vuole interrompere la catena del donare, su Facebook c’è l’apposita pagina “Te lo regalo se lo vieni a prendere”, o si può pensare a chi tra amici o parenti, magari, in occasione di un compleanno o di un anniversario, quell’oggetto può fare la sua figura. Tra vicini di casa e conoscenti spesso, a fine Feste, si organizzano anche swap party di baratto o feste ad hoc con riffe per sbarazzarsi del cosiddetto “regalo della zia”.

Non da ultimo c’è anche la beneficenza, come soluzione: i reparti pediatrici degli ospedali accettano regali per bambini; centri e rifugi per donne, bambini e senzatetto abbigliamento e coperte. Insomma, anche quest’anno regalo sgradito: non ti temoè!

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