Trento, Bolzano e Udine si spartiscono il podio della classifica Qualità della vita 2025 del Sole 24 Ore. Guadagnano terreno le grandi città, come Roma e Milano. Fanalino di coda, Reggio Calabria.
Domina il nord Italia, le città metropolitane guadagnano terreno, il Sud resta nella parte bassa della classifica. Anche nel 2025 la classifica Qualità della vita elaborata dal Sole 24 Ore offre uno spaccato del livello di benessere delle persone nelle 107 province italiane in sei diversi ambiti: Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Demografia, Società e salute, Giustizia e sicurezza, Cultura e tempo libero. Scopriamo allora quali sono le città italiane in cui si vive meglio, non prima di aver però capito con quale metodo sono state selezionate.

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Come si calcola la qualità della vita nelle città italiane
Ciascuna delle sei dimensioni è misurata attraverso 15 indicatori: questi ultimi sono quindi 90 in tutto, tutti forniti da fonti ufficiali, istituzioni ed enti di ricerca. Per ciascun indicatore, alla città migliore vengono attribuiti mille punti, a quella peggiore zero e tutte le altre vengono valutate in base alla distanza fra i due estremi. Si arriva così a sei graduatorie, una per categoria: la classifica finale Qualità della vita 2025 altro non è che la media aritmetica tra di esse.
La classifica della qualità della vita 2025 nelle città italiane
Una volta compreso il metodo, è interessante capire quali città salgono, quali scendono e soprattutto il perché. Fino alla ventesima posizione, la classifica Qualità della vita 2025 è monopolizzata dal nord Italia. Viceversa, le ultime 24 posizioni sono occupate da città del Mezzogiorno (con le sole eccezioni di Latina e Frosinone, al centro).
Un fenomeno che dovrebbe destare più di qualche riflessione soprattutto se si considera che di fattori che giocano a favore del sud ce ne sono: il clima, la demografia, il costo della vita ben più accessibile e, negli ultimi anni, i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Maglia nera per Reggio Calabria, che se la cava discretamente soltanto nella dimensione Giustizia e sicurezza ma risulta dopo la centesima posizione in ben tre graduatorie settoriali (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro e Ambiente e servizi).
In generale, le città metropolitane fanno passi avanti in termini di qualità della vita rispetto all’anno precedente. Roma, ad esempio, sale di tredici posizioni (classificandosi 46ma), trascinata dal balzo in avanti della dimensione Ricchezza e consumi e dall’ottimo piazzamento in termini di Affari e lavoro e Demografia e società. Genova, invece, sale di 11 posizioni (classificandosi 43ma) e Milano di quattro (tornando nella top 10).
Merita qualche riga in più Siena, ventunesima nella classifica generale ma prima per la qualità della vita delle donne. Un ottimo piazzamento che è figlio di vari fattori: tra gli altri, il tasso di occupazione femminile al 71%, il 40% di incarichi nell’amministrazione comunale coperti da donne, quasi un’impresa su quattro a guida femminile.

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Le città italiane in cui si vive meglio: la top 10
Come anticipato, la top 10 delle città italiane in cui si vive meglio, nel 2025, è tutta settentrionale. Questo risultato riafferma una tendenza consolidata: le province dell’arco alpino e del Nord-Est continuano a primeggiare nella classifica stilata dal Il Sole 24 Ore, in base a un ampio insieme di indicatori – da ricchezza e consumi ad ambiente e servizi, da salute e demografia a lavoro e benessere sociale.
- Trento
- Bolzano
- Udine
- Bologna
- Bergamo
- Treviso
- Verona
- Milano
- Padova
- Parma
Ecco perché si vive meglio nelle città della top 3
Le città sul podio della classifica Qualità della Vita 2025 non guidano la graduatoria per caso: rappresentano infatti un modello di equilibrio tra servizi efficienti, sostenibilità, benessere sociale e opportunità di crescita. Ognuna eccelle in ambiti specifici — dalla qualità dell’aria alla disponibilità di servizi sanitari, dalla sicurezza al livello di reddito — contribuendo a creare contesti urbani dove vivere risulta più semplice, sicuro e soddisfacente. È proprio l’incrocio virtuoso di questi fattori a spiegare perché le città della top 3 del 2025 mantengono con costanza posizioni di vertice nella qualità della vita in Italia. Approfondiamo il discorso.
Trento
Trento non è nuova al titolo di città in cui si vive meglio in Italia: dal 1990 in poi era già stata era due volte prima in classifica, tre volte seconda e nove volte terza. È al secondo posto nella dimensione di Demografia e società, per i bassissimi tassi di abbandono scolastico, mortalità evitabile, mortalità per tumore e, viceversa, un buon quoziente di natalità e una speranza di vita alla nascita che sfiora gli 85 anni. Ma, in generale, in tutte le classifiche settoriali Trento ha ottime performance: era stata incoronata anche da altre due classifiche del Sole 24 Ore pubblicate quest’anno, Ecosistema urbano e l’indice di sportività.
Bolzano
Anche la “vicina di casa” Bolzano è un habitué del podio, con cinque primi posti in archivio. Il capoluogo atesino è in vetta per tasso di occupazione, con un 79,9% che si colloca ben al di sopra della media nazionale (pari al 65%). In generale, ottiene punteggi molto alti per i parametri che compongono la dimensione Ricchezza e consumi. Viceversa, gli indicatori per cui se la cava peggio sono quello sulla presenza di medici di medicina generale e di librerie: per entrambi è in terzultima posizione sulle 107 province esaminate.
Udine
Sul terzo gradino del podio troviamo Udine, che guadagna tre posizioni rispetto all’anno precedente. Il capoluogo friulano spicca in particolare nella dimensione Ambiente e servizi, con – fra le altre cose – una distribuzione capillare degli impianti fotovoltaici e un’ottima qualità della vita per i bambini. Ma anche nella dimensione Affari e lavoro Udine ha performance ben più alte rispetto alla media, con elevati tassi di partecipazione al lavoro e alla formazione, una notevole presenza di startup e un livello di istruzione superiore alla media.
Valentina Neri

