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Puglia: alla scoperta delle Murge tarantine con i percorsi della GreenRoad

Un itinerario culturale e paesaggistico tra antiche masserie del Consorzio di Crispiano nella pre-murgia della Valle d'Itria, in provincia di Taranto. Per conoscere un territorio ricco di attrattive e attenzione all'ambiente. Dove anche l'ospitalità è a misura d'uomo

Laura Campo
8 Giugno 2011

Parco rupestri, album di Ruggero Poggianella/flickrOriginali itinerari naturalistici, culturali e del gusto sulle tracce di santi e briganti, tra grotte e gravine, tesori archeologici e antiche masserie, ma anche grande attenzione alla salvaguardia dell’ambiente, alla bio-architettura, alla produzione di energia con pannelli solari e biomasse, nonché realizzazione di centri di educazione ambientale e aree protette. Sono questi i punti chiave del progetto GreenRoad avviato e in parte già realizzato dal “Consorzio Centomasserie” (www.centomasserie.it) di Crispiano, in provincia di Taranto, per valorizzare e favorire la conoscenza di un territorio rurale ricco di eccellenze nel cuore della premurgia della Valle d’Itria, zona anche del Parco Naturale regionale “Terra delle Gravine”. A due passi da mete famosissime come Alberobello e i trulli patrimonio Unesco, il centro barocco di Martina Franca e l’antico quartiere delle ceramiche di Grottaglie, questa parte di Puglia immersa tra colline e uliveti è rimasta un po’ fuori dalle più note rotte turistiche, conservando paesaggi intatti e una rustica genuinità. L’area è particolarmente ricca di antichi stanziamenti greci, cappelle rurali, necropoli e primitivi insediamenti rupestri, ma uno dei suoi tratti distintivi è l’abbondanza e concentrazione di masserie (insieme di costruzioni rurali e territori affidati a un massaro nate intorno al 1400 come suddivisione del latifondo romano) tutte diverse tra loro, che offrono possibilità di visite, acquisti di prodotti tipici e ospitalità in un unico, suggestivo itinerario messo a punto dal locale Consorzio.

Masseria Russoli

Si parte dalla Quis ut Deus, a dieci chilometri da Crispiano che risale al 1710. La masseria dell’Arcangelo “di 90 Tomoli composta da abitazione soprana e sottana, stalla, fienile, ovile ed una cappella”, così come indicato nel catasto conciario dell’epoca, è stata completamente restaurata e trasformata in un luogo dedicato al riposo e al benessere, senza perdere il fascino di antico patrimonio culturale e artistico. Le dieci camere, ricavate in parti diverse della struttura (dai trulli con soffitti conici, a quelle nella parte alta e affacciate sui cortili) sono tutte diverse una dall’altra, con arredi in legno naturale, piccoli camini o affreschi. Nella zona dei trulli si trova anche il centro benessere, con diversi percorsi e trattamenti (originale quello di ispirazione dantesca quello di purificazione dall’Inferno al Paradiso) e una piscina all’aperto con idromassaggio.

Masseria Monti del DucaDi tutt’altro genere è invece la masseria Monti del Duca, azienda agricola modello tra le più importanti e innovative della regione. Risale al XV secolo nella parte più antica ed ha una perfetta struttura a corte chiusa con pianta quadrangolare formata da diversi edifici: casa padronale, torre di vedetta e una cappella con affreschi di Domenico Carella, rinomato pittore pugliese del ‘700 e una preziosa tela seicentesca che raffigura S. Francesco da Paola. Un tempo la masseria era nota come luogo di rifugio di un prete-brigante degli inizi dell’Ottocento (Don Ciro Annichiarico) fondatore di una società segreta per il Salento libero.

Allevamento e caseificio garantiscono venti tipi diversi di formaggio, ma si producono anche ottimo extravergine a bassissima acidità, uova e latte. L’azienda spicca anche per l’attenzione alle fonti rinnovabili con un innovativo impianto a biogas per la produzione di metano ed energia elettrica. Terza tappa dell’itinerario il Museo della civiltà contadina della Masseria Lupoli nell’ambiente dell’antica Selva Tarentina. Circondata da 90 ettari di ulivi ultrasecolari a perdita d’occhio e caratterizzata da una torre di avvistamento medievale, l’azienda ospita una completa raccolta di oggetti e attrezzi del mondo contadino iniziata nel 1967 dal padre (Edmondo) dell’attuale proprietario, Luigi Perrone, che crea anche piccole e originali opere d’arte con pietre locali raccolte nei campi.

Masseria Lupoli, museo civiltà contadina

Il museo diviso tra l’antica torre e altri locali offre la visita di nove sale tematiche con ambienti tipici di una casa contadina (cucina, camera da letto, ecc.) una sezione etnografica, le antiche macchine agricole e il frantoio. Importante anche l’archivio storico del museo che con la sua documentazione permette di ricostruire la vita della masseria dal 1500 ai giorni nostri. Altra tappa e altra scoperta nella masseria Russoli, di proprietà della regione, che oggi è un importantissimo centro per la conservazione del patrimonio genetico dell’asino di razza “Martina Franca”, in via di estinzione. 197 ettari di area protetta costituita soprattutto da bosco con macchia mediterranea e un magnifico percorso botanico tra carrubi e corbezzoli in un contesto paesaggistico davvero unico. Si termina l’itinerario (che a scelta può comprendere anche altre strutture e soste) nella Masseria Pilano, oggi azienda agricola con allevamento di bovini da latte della pregiata razza Frisona Italiana, ma anche Podolica pugliese, nonché i maestosi cavalli “Murgesi”. A disposizione degli ospiti quattro appartamenti indipendenti, ben arredati (con formula B&B) ricavati dalla ristrutturazione delle ex stalle e dei trulli seicenteschi che si affacciano sulla suggestiva corte interna. Luoghi di ritrovata serenità, dove rallentare i ritmi e riscoprire un po’ se stessi.

Masseria Pilano

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