Wise Society : Residenze reali sabaude, un patrimonio da scoprire tra arte, storia, natura e turismo lento

Residenze reali sabaude, un patrimonio da scoprire tra arte, storia, natura e turismo lento

di Vincenzo Petraglia
8 Novembre 2025
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SPECIALE : Vacanze sostenibili fra natura e patrimonio culturale

Viaggio slow nel Piemonte più bello, fra i luoghi Patrimonio Unesco che hanno fatto la storia d'Italia e che fra l'autunno e il periodo natalizio si accendono di colori, suoni e sapori da non perdere

C’è un’Italia che non si visita con la fretta di un itinerario organizzato, ma si scopre passo dopo passo, tra sentieri, giardini e sale affrescate che raccontano secoli di storia. È l’Italia che non ha bisogno di slogan perché vive nel suo patrimonio: città d’arte, borghi, paesaggi e tradizioni che la rendono un museo diffuso a cielo aperto. In questo mosaico straordinario, il Piemonte emerge come una delle regioni più affascinanti e coerenti nel saper coniugare cultura, natura e sostenibilità. In particolare la rete delle Residenze Reali Sabaude rappresenta un progetto che unisce tutela e innovazione, passato e futuro seguendo un modello virtuoso di turismo culturale e sostenibile: luoghi assolutamente da visitare e scoprire. vediamo perché. 

Castello di Agliè

Il Castello di Agliè è fra le residenze sabaude più suggestive del Piemonte.

Residenze Reali Sabaude: perché visitarle

Fra le testimonianze più significative del barocco europeo, le Residenze Reali Sabaude raccontano quattro secoli di storia, dal XVI al XVIII secolo. Sono 17, disseminate tra Torino e le campagne piemontesi, e formano quella che fu definita la “Corona delle Delizie”: un sistema armonico di palazzi, castelli, ville e tenute, collegate fra loro e adornate esternamente in modo magistrale da viali alberati, padiglioni, parchi e corsi d’acqua.

Ognuna di queste residenze aveva una funzione precisa — politica, cerimoniale, di svago o di rappresentanza — ma tutte rispondevano a una stessa idea: quella di rendere tangibile il potere e la grandezza dei Savoia attraverso l’arte e la bellezza. Dal 1997, l’intero sistema delle residenze è Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, riconoscimento che ne tutela il valore universale e ne stimola la valorizzazione turistica.

Grazie all’impegno del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, queste dimore non sono più solo monumenti da ammirare, ma luoghi vivi, capaci di ospitare eventi culturali, mostre, concerti, esperienze immersive e cammini tematici. Un patrimonio che dialoga con il territorio e che, oggi più che mai, si apre a un pubblico interessato a viaggiare in modo lento e consapevole.

Palazzo Reale

Uno scorcio di Piazza Castello, a Torino, con sullo sfondo Palazzo Reale (foto: VP).

Torino, cuore del potere sabaudo

Tappa imprescindibile per chi vuole conoscere la storia dei Savoia è Torino, elegante e discreta, città che fu laboratorio politico e culturale d’Italia e che ancora oggi attira con il fascino della la sua lunga e importante storia. Il suo centro storico custodisce alcune delle residenze sabaude più simboliche.

Palazzo Reale e i Musei Reali di Torino

Il Palazzo Reale, progettato nel 1584 da Ascanio Vitozzi, fu la dimora ufficiale della famiglia dopo il trasferimento da Chambéry, fu il primo palazzo reale d’Italia. Nei secoli, architetti come Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri ne arricchirono gli ambienti, trasformandolo in un capolavoro barocco. Oggi ospita i Musei Reali, un complesso che comprende la Galleria Sabauda, l’Armeria Reale — una delle più ricche d’Europa — e il Museo di Antichità. Dopo la visita, il Caffè Reale, allestito nelle antiche sale del Servizio di Frutteria, offre una pausa raffinata tra argenti e porcellane storiche, con degustazioni di specialità piemontesi.

Palazzo Madama, la “Casa dei secoli”

A pochi passi, Palazzo Madama, nato su un’antica porta romana e poi trasformato in residenza barocca, racconta duemila anni di storia torinese. Oggi sede del Museo Civico d’Arte Antica, è soprannominato la “Casa dei secoli” per la sua stratificazione storica. È in corso un importante restauro che restituirà al pubblico la terrazza panoramica e una caffetteria con vista sui tetti di Torino.

Villa della Regina

Nella precollina torinese, Villa della Regina è una residenza di grande fascino arricchita da giardini, giochi d’acqua e addirittura un’antica vigna urbana ancora attiva (foto: VP)

Palazzo Carignano, dove nacque l’Italia

Poco distante sorge Palazzo Carignano, capolavoro del barocco piemontese firmato da Guarino Guarini (1679-1685), sede del Parlamento Subalpino, dove i protagonisti del Risorgimento hanno deciso le sorti di un’intera nazione. La sua celebre facciata in cotto, dalle linee curve e dinamiche, lo rende un unicum architettonico. Dimora dei principi di Carignano — qui nacquero Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II — ospita oggi il Museo del Risorgimento, con la storica Sala della Camera dei Deputati e documenti originali dell’Unità d’Italia.

Villa della Regina e Castello del Valentino

Sulla precollina, immersa tra vigneti urbani, si trova la Villa della Regina, residenza settecentesca amata dalle Madame Reali, arricchita da giardini, fontane e una vigna tuttora attiva. Poco più a valle, affacciato sul Po, il Castello del Valentino, trasformato da Cristina di Francia in elegante dimora ispirata allo stile francese, oggi sede della Facoltà di Architettura, rappresenta la perfetta sintesi tra eleganza transalpina e spirito piemontese.

Galleria di Diana, Venaria Reale

Galleria di Diana, Venaria Reale (foto: VP)

Le regge fuori città: Venaria Reale e Stupinigi

A pochi chilometri dal capoluogo, la Reggia di Venaria Reale è uno dei complessi barocchi più imponenti d’Europa, non a caso soprannominata anche “la Versailles piemontese”. Nata nel XVII secolo per volere di Carlo Emanuele II come residenza di caccia, deve il suo splendore all’architetto Filippo Juvarra, autore della celebre Galleria di Diana, una trionfale fusione di arte, luce e mitologia, che affascina con le sue decorazioni e i mutevoli giochi di luce che è in grado di generare nelle varie fasi della giornata.

Oltre all’architettura, la Venaria custodisce storie di vita e passioni: qui sbocciò l’amore tra Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana, la celebre “Bella Rosina”. La vicina Tenuta della Mandria, oggi parco naturale, conserva gli arredi originali dei loro ritiri discreti, in un’atmosfera intatta.

Dopo un lungo restauro, la Reggia è tornata a splendere come polo culturale e turistico, con mostre internazionali, percorsi sensoriali, eventi e un ristorante stellato, il Dolce Stil Novo dello chef Alfredo Russo. Passeggiate nei giardini, corsi di yoga, concerti e rievocazioni come il Gran Ballo delle Debuttanti (elegante evento di gala ispirato alla tradizione aristocratica ottocentesca che quest’anno si tiene il 22 novembre), rendono la Venaria una delle mete più visitate del Piemonte, simbolo della rinascita di un bene culturale che oggi dialoga con il turismo esperienziale.

Non meno affascinante è la Palazzina di Caccia di Stupinigi, progettata nel 1729 da Juvarra per Vittorio Amedeo II. Con la sua pianta a stella e la grande cupola centrale sormontata dal celebre cervo, è un gioiello architettonico. Gli interni, decorati da artisti come Bonzanigo e Piffetti, sono un trionfo di artigianato e gusto. Un tempo usata per battute di caccia e ricevimenti reali, oggi è sede di eventi, mostre e concerti.

Castello di Govone

Castello di Govone (foto: VP)

Castelli e residenze tra colline e borghi

Proseguendo verso nord, nel cuore del Canavese, sorge il Castello di Agliè, una scenografica residenza estiva dei Savoia sorta dapprincipio come fortezza medievale, poi trasformata nel XVIII secolo in un’elegante dimora con splendide stanze e sale affrescate, arredi originali e splendidi giardini all’italiana. Il suo fascino cinematografico ha reso celebre il castello anche come set della fiction Elisa di Rivombrosa. Tra le curiosità, il piccolo teatrino privato voluto da Carlo Felice di Savoia nel 1825 (che, insieme con la consorte Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie, tanto amò questa dimora), con sipario dipinto da Luigi Vacca e scenografie ancora funzionanti.

Altra chicca assolutamente da visitare, nel Cuneese, è il Castello di Racconigi, che racconta la storia dell’ultimo re d’Italia, Umberto II, nato qui nel 1904, non a caso soprannominato “la casa del re d’Italia”. Con i suoi saloni decorati, le serre ottocentesche e un parco che ospita una colonia di cicogne, il castello è un perfetto esempio di dimora nobile immersa nella natura, rimodellato nel ‘600 da Guarino Guarini e ampliato tra ‘700 e ‘800 per volere di Carlo Alberto, il quale lo impreziosì con tesori artistici provenienti da diverse regge, trasformandolo in un autentico museo ante litteram.

cicogne a Racconigi

Il Castello di Racconigi è celebre, fra l’altro, anche per una colonia di cicogne che lo abita (foto: R. Croci – Archivio ATL del Cuneese e Conitours)

Poco lontano, tra Langhe e Roero, il Castello di Govone unisce barocco e stile neoclassico in un sapiente e raro equilibrio. Le sue Sale Cinesi, decorate con pannelli e paraventi in carta di riso, sono capolavori del chinoiserie settecentesco. Nel XIX secolo ospitò l’imperatrice Maria Teresa d’Austria e divenne un vivace centro culturale feste danzanti e concerti, mentre oggi ospita anche mostre temporanee, rievocazioni storiche ed eventi enogastronomici.

Un luogo di grande interesse e particolarità è la Tenuta di Pollenzo, voluta da Carlo Alberto come centro agricolo sperimentale, oggi sede, fondate da Slow Food, dell’Università di Scienze Gastronomiche e della Banca del Vino. Un progetto, quest’ultimo, unico nel suo genere che unisce vino, cultura e territorio. Nella “cantina della memoria” sono custodite oltre 100.000 bottiglie dei migliori vini italiani. Non solo un archivio, ma un centro esperienziale con degustazioni, incontri e percorsi sensoriali dedicati alla conoscenza e alla sostenibilità del vino italiano.

La Banca del Vino di Pollenzo, creata da Slow Food.

La Banca del Vino di Pollenzo, creata da Slow Food.

Le “Vie dei Re”: il Piemonte da percorrere a passo lento

In vista del 2027, anno del trentennale del riconoscimento Unesco, è nato il progetto delle “Vie dei Re” e delle “Camminate Reali”, itinerari che collegano le residenze sabaude tra loro e con i borghi circostanti. Si tratta di percorsi pensati per un turismo slow e responsabile, con tappe dotate di ristori, punti informativi e un “passaporto del viandante” da timbrare lungo il cammino. Otto cammini sono già attivi e altri verranno aperti, con l’obiettivo di creare un sistema permanente di mobilità dolce che unisca patrimonio culturale e paesaggistico. Un modo per scoprire il Piemonte camminando, ascoltando, respirando la sua storia.

Interno castello di Govone

Particolare di chinoiserie settecentesco all’interno del Castello di Govone (foto: VP)

Natura, outdoor e sapori autentici

Il turismo lento, d’altronde, trova nel Piemonte una delle sue massime espressioni e alcune delle residenze sabaude si trovano proprio in luoghi molto ricchi dal punto di vista naturalistico. Il Canavese, per esempio, offre montagne, colline, laghi e vallate che danno vita a un paesaggio vario e suggestivo. Dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, con i suoi sentieri e la ricca fauna alpina fatta di stambecchi, camosci, marmotte e aquile reali, fino ai suoi laghi di origine glaciale, come il lago di Candia, importante stazione di sosta degli uccelli migratori, con suggestivi paesaggi acquatici pienamente godibili dal battello elettrico gestito dai biologi di Vivere i Parchi che propongono laboratori e varie attività di educazione ambientale.

Parco nazionale del Gran Paradiso

Parco nazionale del Gran Paradiso (foto: Enzo Massa)

O ancora, i fiumi Dora Baltea e l’Orco, che offrono scenari ideali per trekking, rafting, canoa o semplici momenti di relax lungo le loro rive, magari degustando qualche tipicità della zona, come la Toma canavesana, i torcetti al burro accompagnati da un bicchiere di Erbaluce di Caluso. 

Come pure perfetti per godersi la natura, il cibo locale e le attività outdoor, a piedi, a cavallo o in bici, sono le zone delle Langhe e del Roero – con le loro colline disegnate dai vigneti Patrimonio Unesco ed eccellenze quali il Barolo, il Barbaresco, il Barbera, il Roero e il tartufo bianco d’Alba – e del Monferrato, dove le stradine tra le colline e gli antichi “infernot”, le cantine scavate nel tufo, raccontano una cultura contadina che si rinnova con agriturismi, osterie e produttori locali e un turismo lento in grado di rigenerare mente e corpo.

Castello di Govone a natale

Natale al Castello di Govone (foto: Archivio fotografico Magico Paese di Natale)

Residenze reali per ogni stagione: l’esplosione di colori e suoni natalizi 

Tutte le Residenze Sabaude offrono attrattive in qualsiasi periodo dell’anno: dalla primavera, quando i parchi e i giardini si accendono dei colori dei fiori, fino all’estate, animata da eventi culturali, spettacoli e proposte esperienziali, passando per l’autunno, quando i viali alberati e i cortili si tingono delle tonalità calde del foliage, fino all’inverno, quando per celebrare il Natale castelli, palazzi e borghi si vestono di magia.

È proprio in questa stagione che l’Italian Royal Experience si prepara a festeggiare un Natale all’insegna dell’eleganza, del gusto italiano e delle tradizioni più autentiche. Le atmosfere fiabesche si ritrovano alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, che anche quest’anno ospita il Villaggio degli Elfi con laboratori, spettacoli, mercatini e la Casa di Babbo Natale, aperta dal 29 novembre al 14 dicembre.

Il borgo di Govone si trasforma, invece, dal 15 novembre al 21 dicembre in un vero e proprio regno incantato con il Magico Paese di Natale, con il Castello Reale che accoglie la Casa di Babbo Natale, la Scuola degli Elfi e un mercatino artigianale tra i più suggestivi d’Italia.

Venaria Reale a Natale

Con “Immaginaria” la Venaria Reale a Natale di tinge di colori, suoni e profumi magici.

A Racconigi, nella Chiesa del Gesù, il Presepe meccanico tradizionale celebra i 50 anni di attività del gruppo di volontari che lo cura dal 1975, un allestimento d’arte popolare capace di incantare grandi e piccoli grazie ai suoi dettagli e alle sue figure in movimento, testimoniando la passione di un’intera comunità per l’antica arte del presepio.

Alla Reggia di Venaria, torna invece “Immaginaria”, il grande evento di luci, musica e videomapping che trasforma il borgo e la Reggia fino al 6 gennaio in un caleidoscopio di colori, suoni, profumi, culminando con “Le Sere di Natale” e i concerti di “Natale in Musica” nella Cappella di Sant’Uberto. Un tuffo nella storia e nella meraviglia del Natale.

Vincenzo Petraglia

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