Wise Society : Patrimonio culturale dell’Europa: i tesori dell’UE hanno un marchio

Patrimonio culturale dell’Europa: i tesori dell’UE hanno un marchio

di Andrea Ballocchi
3 Maggio 2024

Si chiama European heritage label ed è un marchio che identifica i siti fondamentali nella storia dell’Europa. A oggi se ne contano 67, alcuni dei quali in Italia. Ecco cosa significa questo marchio e perché è importante

C’è un patrimonio culturale dell’Europa che è meritevole di essere valorizzato. È costituito dai luoghi simbolici della storia condivisa del nostro Continente e che hanno un valore unico. L’Unione Europea ha deciso di riconoscere ad alcuni di essi un’enfasi speciale attraverso il riconoscimento dello European heritage label, il marchio del patrimonio culturale europeo. Pochi giorni fa sono stati annunciati sette nuovi siti che hanno ottenuto questo riconoscimento: Sant’Anna di Stazzema in Italia; i paesaggi cistercensi che collegano l’Europa, in Austria, Repubblica Ceca, Germania, Polonia e Slovenia; il Monastero di San Jerónimo de Yuste in Spagna; il Museo di Nostro Signore in Soffitta, nei Paesi Bassi; il Teatro Reale Toone, in Belgio; Kalevala, ovvero l’epopea nazionale della Finlandia; l’Ateneo Rumeno, a Bucarest (Romania). 

Europa: mappa in legno

Foto Shutterstock

Cos’è il marchio del patrimonio europeo: un po’ di storia

European heritage label è il nome del marchio che suggella e valorizza alcuni degli elementi reputati degni di fare parte del patrimonio culturale europeo. È nato da un’iniziativa intergovernativa creata nel 2006, ma gli attuali criteri e la procedura di selezione sono stati avviati nel 2011, quando il Marchio del Patrimonio Europeo è stato istituito a livello UE con una specifica Decisione (1194/2011/UE) del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea (del 16 novembre 2011). In essa si riporta che il marchio contribuirà a una migliore conoscenza e consapevolezza, soprattutto fra i giovani, del patrimonio comune europeo e “contribuirà a rafforzare il senso di appartenenza all’Unione e il dialogo interculturale”.

Gli obiettivi

L’obiettivo del marchio del patrimonio europeo è evidenziare il patrimonio culturale che ha dato un contributo alla storia e alla cultura europea e alla costruzione dell’UE. Offre un aiuto per offrire una maggiore comprensione ai cittadini europei – e di tutto il mondo – della storia dell’Europa e dell’UE, del loro patrimonio comune, ma diversificato.

Con il marchio possono essere riconosciuti tutti i tipi di patrimonio culturale. Ne possono far parte: monumenti, elementi del patrimonio naturale e del patrimonio culturale subacqueo, siti industriali o urbani, paesaggi culturali, luoghi della memoria, beni e oggetti culturali e il patrimonio immateriale associato a un luogo, compreso quello contemporaneo.

Oltra alla valorizzazione dei diversi siti culturali e non in Europa, il marchio è una risorsa importante per la crescita economica, l’occupazione oltre che la coesione sociale, aiutando a rivitalizzare le aree urbane e rurali e a promuovere il turismo sostenibile. Nell’Unione Europea, oltre 300mila persone sono infatti impiegate nel settore del patrimonio culturale e 7,8 milioni di posti di lavoro sono indirettamente legati al patrimonio, ricorda la Commissione Europea.

Le differenze con i siti Unesco

Il marchio del patrimonio culturale dell’Europa intende puntare al valore aggiunto e alla complementarietà rispetto all’elenco del patrimonio mondiale e culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco e gli itinerari culturali europei del Consiglio d’Europa.

“Il suo valore aggiunto dovrebbe essere rappresentato dal contributo apportato dai siti selezionati alla storia e alla cultura europee, compresa la costruzione dell’Unione, dalla loro chiara dimensione educativa rivolta ai cittadini, soprattutto i giovani, nonché dalla creazione di reti fra i vari siti finalizzata allo scambio di esperienze e buone pratiche”,

riporta la stessa Decisione 1194/2011/UE. L’azione dovrebbe concentrarsi non tanto sulla conservazione dei siti, che dovrebbe essere comunque garantita dai regimi di protezione esistenti, quanto soprattutto sulla loro promozione, sull’accesso e sulla qualità dell’informazione e delle attività offerte.

Rispetto alla lista del patrimonio mondiale Unesco, lo European heritage label presenta alcune differenze: innanzitutto, i siti del patrimonio europeo danno vita alla narrativa europea e alla storia che vi sta dietro. Inoltre, essi intendono promuovere i valori simbolici europei e il ruolo significativo che questi siti hanno svolto nella storia e nella cultura dell’UE.

Bandiere dell'Europa

Foto Shutterstock

Marchio del patrimonio europeo: siti in Italia e all’estero

I siti del patrimonio culturale dell’Europa riconosciuti con lo European heritage label sono 67. Alcuni sono decisamente famosi, altri sono conosciuti spesso a livello nazionale o locale. Tutti, però, rappresentano pietre miliari nella creazione dell’Europa odierna. Spaziando dagli albori della civiltà fino all’epoca contemporanea, essi celebrano e simboleggiano gli ideali, i valori, la storia e l’integrazione europei. Non solo: essi avvicinano l’Unione europea e i suoi cittadini.

Mappa dei siti del patrimonio culturale d'europa

Immagine: Patrimonio Culturale d’Europa

I siti in Italia

Del patrimonio culturale dell’Europa riconosciuto col marchio fanno parte cinque siti italiani. Partiamo dal sito entrato più di recente: Sant’Anna di Stazzema. È un luogo della memoria che ricorda il massacro avvenuto ad agosto 1944 in cui furono uccise 500 persone, tra cui 130 bambini. Per commemorare quell’evento e mantenerne viva la memoria, è nato il Parco Nazionale della Pace. Istituito nel 2000, ospita ogni anno più di 30mila visitatori con 250 visite scolastiche e organizza dibattiti, laboratori e mostre incentrati sulla memoria e sulla pace.

Di forte significato per la nascita dell’odierna Europa è Ventotene. Quest’isola del Tirreno, in provincia di Latina, è stata fin dall’antichità una zona di confinamento, ma ha assunto da sempre un valore di luogo di incontro tra culture, divenendo un laboratorio politico di riflessione sui valori europei di democrazia e libertà. Il risultato di questo incontro fu il Manifesto di Ventotene che, prevedendo un governo federale, gettò le basi della moderna idea di Europa unita. Ufficialmente intitolato “Per un’Europa libera e unita”, fu firmato nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, entrambi rinchiusi nel campo di prigionia di Ventotene, costruito nel 1939 per deportare gli oppositori del regime fascista. È un documento chiave, che racchiude valori come la democrazia, la solidarietà e la libertà nella futura fondazione di un’Europa comune e forte. ​Oggi la città di Ventotene continua a sviluppare iniziative che confermano questo ruolo per diventare un luogo di educazione all’Europa.

È inserito nel territorio trentino il Forte Cadine, una fortificazione rappresentativa del sistema difensivo che consta di decine di monumenti. Costruito tra il 1860 e il 1862, ricorda divisioni storiche, conflitti militari e confini mutevoli, e fornisce il contesto necessario per comprendere meglio il valore dell’apertura frontiere e libera circolazione. Di quest’area fa parte anche il Museo Casa Alcide De Gasperi, a Pieve Tesino (Trento), che intende ricordare la figura di Alcide de Gasperi (1881-1954), uno dei “Padri dell’Europa” e il suo contributo alla costruzione dell’Europa nel secondo dopoguerra.

L’Area Archeologica di Ostia Antica è costituita dai resti di un insediamento romano originariamente situato alla foce del fiume Tevere, sulla costa occidentale dell’Italia. Fu fondata nel VI secolo a.C., ma le prime fortificazioni risalgono al IV secolo. La funzione principale dell’insediamento era originariamente quella di proteggere la foce del fiume Tevere, ma in seguito con la costruzione di un nuovo porto da parte di Claudio e Traiano la città si sviluppò in un attivo centro commerciale che si estendeva oltre le mura cittadine. Ostia Antica è un luogo dove circolavano merci e si mescolavano culture e religioni diverse. Tutto questo è ancora oggi visibile in alcuni dei resti che compongono questo sito archeologico, come i pavimenti in mosaico.

Isola di Ventotene

Ventotene – Foto Shutterstock

 

I siti in Europa

Tra gli oltre sessanta siti europei, vogliamo ricordare prima di tutto l’Abbazia di Cluny, in Francia. Fondata nel 910, l’abbazia cluniacense divenne il centro spirituale e amministrativo di una delle più grandi reti monastiche della storia europea.

In Estonia c’è la Sala della Grande Gilda, sita nella capitale Tallinn. Tipico esempio di architettura anseatica, è un edificio pubblico in cui sin dal Medioevo si sono svolti innumerevoli scambi commerciali e sociali. Oggi la sala ospita il Museo di storia estone che presenta la storia nazionale nel suo contesto europeo.

La Biblioteca Generale dell’Università di Coimbra, in Portogallo e fondata prima del 1513, contiene uno degli edifici bibliotecari più notevoli e innovativi d’Europa dell’inizio del XVIII secolo, la Biblioteca Joanina. Da secoli si definisce “biblioteca pubblica”. Fu una delle prime biblioteche in Europa a fornire cataloghi per materie (1743) e non permise mai alcuna censura nei periodi più bui. Qui sono conservati molti documenti di importanza europea.

Appartiene al Medioevo il castello di Hambach, che acquisì un’importanza eccezionale nel XIX secolo, quando, dopo un periodo di repressione politica, nel 1832 circa 30mila persone provenienti da Germania, Francia e Polonia si riunirono al castello per celebrare la Festa di Hambach (Hambacher Fest). I partecipanti si sono espressi a favore dei diritti fondamentali e delle libertà politiche, dell’uguaglianza, della tolleranza, facendo del castello un luogo vivo della storia democratica tedesca ed europea.

Il cuore dell’antica Atene, in Grecia, è uno dei luoghi simbolici più famosi e visitati al mondo per la bellezza e il fascino storico-artistico. L’acropoli e i siti archeologici circostanti costituiscono un insieme architettonico di eccezionale importanza. Il complesso di un centinaio di monumenti rappresenta il nucleo dell’antica Atene, che abbraccia un periodo di oltre 3.000 anni. Come eccezionale esempio di sviluppo architettonico antico, il sito archeologico comprende la collina dell’Acropoli, i suoi pendii nord, sud ed est, l’Antica Agorà, l’Agorà Romana, la Biblioteca delle Colline di Adriano, l’Areopago, il monumento di Filopappo (Muse) e la collina delle Ninfe (dove ha sede oggi l’Osservatorio Astronomico nazionale), nonché i laboratori e il cimitero del Kerameikos. Perché è un luogo simbolico del patrimonio culturale dell’Europa? Perché in questi luoghi si praticarono e si svilupparono la filosofia, la democrazia e la teoria politica, il teatro e la musica, facendone la culla di aspetti e valori essenziali della cultura e della civiltà europea.

L’Ateneo Rumeno è un importante punto di riferimento a Bucarest. Fu costruito dalla Società degli Atenei Rumeni alla fine del XIX secolo per ospitare una biblioteca pubblica, convegni, concerti di musica classica, mostre e altre attività artistico-culturali nell’ambito della sua missione di diffusione della cultura con ogni mezzo. Dal 1889, l’Ateneo è sede della Società Filarmonica Rumena (oggi denominata Filarmonica George Enescu), fondata per diffondere la cultura musicale e rendere popolari i capolavori dei compositori classici. Queste società culturali e la loro costruzione emblematica fanno parte del processo di modernizzazione dei Principati Uniti di Romania, dichiarati Regno nel 1881 dopo aver ottenuto l’indipendenza statale dall’Impero Ottomano alla fine della guerra russo-turca (1877-1878). Ospitando concerti di grandi compositori e orchestre europei, l’Ateneo rumeno ha avuto un ruolo determinante nella diffusione della musica classica europea sin dalla sua creazione.

Andrea Ballocchi

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