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Orienteering: cos’è e quali benefici offre a livello fisico e mentale

Andrea Ballocchi
4 Gennaio 2021

Per il benessere fisico e mentale non c’è niente di meglio dell’orienteering, sport outdoor che trova appassionati in tutto il pianeta. Lo praticano 3 milioni di persone in 70 Paesi nel mondo, in tutti e 5 i continenti. L’ultima gara in Italia, svoltasi nell’Appennino bolognese, ha visto partecipare 600 persone. In tempi di distanziamento, l’unico contatto che richiede l’orieentering è con la natura. Per questo è chiamato lo Sport dei Boschi – così ricorda la Fiso, Federazione Italiana Sport Orientamento. Impegnativo e stimolante, questo sport all’aperto esercita sia la mente che il corpo.

Vediamo allora cos’è, quali sono le caratteristiche e le discipline, e i benefici psico-fisici che offre.

Cos’è l’orienteering?

Vero e proprio sport, l’orienteering ha un secolo di vita. Infatti, è nato nel 1919 in Svezia e si è sviluppato originariamente nei Paesi scandinavi e poi in tutto il mondo.  Oltre che a piedi, si pratica anche con altri mezzi. Infatti le varie sotto-discipline comprendono: corsa a piedi, sci, mountain bike. Oltre a queste, non ufficialmente si sono sviluppate anche l’orientamento in canoa, a cavallo e in auto.

Orienteering

Foto di Jametlene Reskp / Unsplash

Mappa e bussola, abbigliamento ed equipaggiamento: come funziona una gara

Per praticare al meglio l’orienteering, gli strumenti indispensabili sono la bussola e la mappa. L’abbigliamento invece è a scelta: è possibile indossare una tuta comoda, scarpe da trail o comunque comode scarpe con suola antiscivolo, dato che ci si muove per lo più nel sottobosco o in “fuoristrada”. Magari è possibile adottare le ghette o gambali protettivi, per proteggersi dai rovi. Per la bussola, si può scegliere tra un’ampia varietà di strumenti più o meno sofisticati.

Lo sport di orientamento richiede anche una mappa fornita dall’organizzatore a ogni partecipante, che mostra il percorso con i punti di controllo che devono essere passati. La mappa è stata progettata per fornire informazioni dettagliate del terreno e della zona su cui ci si muove. Al via ogni concorrente riceve la carta del terreno di gara su cui sono disegnati dei cerchietti che rappresentano i punti di controllo. Il triangolo è il simbolo della partenza.

La competizione è strutturata con una partenza scaglionata, in cui ogni concorrente parte a una certa distanza di tempo dagli altri. Successivamente deve raggiungere i punti di controllo nella stessa sequenza in cui sono numerati sulla carta. Come spiega la Fiso, al traguardo viene rilevato il tempo, e il cartellino testimone viene ritirato e controllato. Vince chi impiega il minor tempo, completando il percorso e le relative punzonature.

Orienteering, i benefici per il corpo e la mente

L’orienteering fa bene: è un’attività stimolante che ci porta a scoprire la natura (e non solo) e ci porta anche ad allenare la mente, perché ci impone di concentrarci senza utilizzare alcun supporto tecnologico; trovare la giusta strada da seguire utilizzando solo una mappa e una bussula non è poi così scontato al giorno d’oggi. E c’è un motivo in più per provare a cimentarsi con le attività di orientamento: si stratta di uno sport per tutti, dai bambini ai nonni e nonne! E allora scopriamo più nel dettaglio i benefici dell’orienteering

Passare del tempo all’aria aperta fa bene alla salute

Vivere all’aria aperta fa bene e un esempio vale su tutti. Esporci al sole, ad esempio, ci permette di migliorare i livelli di vitamina D, importante per la salute delle ossa e dei denti, e fondamentale per far funzionare meglio il nostro organismo. 

E’ poi indubbio che il tempo trascorso a contatto con la natura migliora la salute, stimolando il sistema immunitario e la felicità delle persone. Pensiamo, per esempio, al forest bathing, pratica ben diffusa in Giappone per aumentare le difese naturali dell’organismo che favorisce, allo stesso tempo, il buon umore. 

Orienteering, un modo per aumentare l’autostima anche nei bambini

L’orienteering, poi, è un ottimo modo per incentivare i livelli di autostima, anche nei più piccoli: imparare a orientarsi significa a correre rischi e dare libero sfogo alla creatività, giocando e scoprendo cose nuove. Nei bimbi poi, il contatto con la natura può migliorare significativamente i sintomi del Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD), fornendo un’influenza calmante e aiutando i piccoli a concentrarsi.

bussola per orienteering

Foto di Jametlene Reskp / Unsplash

Un valido allenamento cardiovascolare

Orienteering significa anche camminare o correre, spesso su terreni accidentati. Inutile dire, quindi, che si tratta di attività aerobiche che migliorano la forza cardiovascolare e vanno a ridurre il rischio di svariate patologie croniche, quali ictus, diabete di tipo 2, cancro e obesità. L’attività fisica, infatti, è fondamentale per ridurre i fattori di rischio correlati alla vita sedentaria tipica della nostra società. 

Affina le capacità decisionali

L’orienteering migliora e incentiva lo sviluppo della abilità individuali connesse alla sfera decisionale e alla risoluzione dei problemi. Quando si tratta di orientarsi, infatti, il processo decisionale è fondamentale: mappa alla mano, bisogna andare a destra o a sinistra? E’ meglio affrontare la salita della collina o circumnavigarla e fare il giro più lungo? Si tratta di decisioni che richiedono pensiero e concentrazione. 

Mente e fisico in equlibrio

Lo scopo finale dell’orienteering, oltre a raggiungere il traguardo, è quello di trovare il giusto equilibrio tra lo sforzo mentale e quello fisico: interpretare il percorso e la strada da fare ci consentirà di dosare al meglio le nostre forze ed eseguire con successo la scelta del tragitto.

Orienteering, uno sport da fare nel tempo libero ma anche a scuola

L’orienteering, ormai lo abbiamo capito, è un’attività perfetta da fare nel tempo libero, anche nei periodi in cui l’attualità ci impone disanziamento e sicurezza sanitaria. Proprio per questo motivo, l’attività possiede un grande potenziale di sviluppo che ci può portare a riscoprire il territorio intorno a noi, anche quello prossimo alla nostra abitazione.

Che dire, poi, del suo utilizzo a scuola? Per i bambini possono essere preparati percorsi di semplificati di orienteering, che possono svolgersi sia nell’area scolastica che nel parco più vicino. Senza contare, poi, che si tratta di un’attività trasversale con cui incentivare concretamente l’apprendimento di nozioni matematiche e geografiche. 

La mappa e la bussola per fare orienteering

Foto di Jametlene Reskp / Unsplash

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