Wise Society : On o Off: da che parte stai?
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On o Off: da che parte stai?

Grande successo in Rete per il video On o Off del brasiliano Pedroza. Segno che la gente non ha smesso di riflettere sul senso di quello che vede e che fa. Le cose possono ancora cambiare. Questo video ci dice come

Francesca Tozzi
12 febbraio 2013

video On o Off Deivison Cavalcante Pedroza condivisione cambiamenti climaticiIl mondo sta cambiando e non si riesce a stargli dietro: sommersi da mail che non facciamo in tempo a leggere e da prodotti che diventano obsoleti in poco tempo, costretti a essere produttivi sempre e comunque, abbiamo perso la gentilezza e la capacità di condividere. Non è una novità. Ne siamo consapevoli. Ci va bene così? Il successo che sta avendo in Rete il video del brasiliano Deivison Cavalcante PedrozaOn o Off – Da che parte stai?” dimostra che non è così. Dimostra che abbiamo voglia di sentirci dire che le cose possono essere diverse. E che abbiamo ancora voglia di riflettere e farci delle domande. Non importa chi ce le pone.

Pedroza non è un luminare di qualche prestigiosa università né un potente politico ma ha viaggiato, svolto diversi lavori, osservato le persone e parlato con loro. La sua è un’esperienza di vita molto ricca. Quello che ci propone con questo video è semplicemente di fermarci a riflettere su cosa è on e cosa è off. Con l’idea di suggerirci che in una realtà come la nostra, che vive a tripla velocità e dove perdere la connessione per molti equivale a perdere se stessi, bisognerebbe chiedersi ogni volta quando vale la pena di restare connessi r quando invece sarebbe meglio spegnere l’interruttore. Insomma vivere secondo ritmi più umani.

Ecco cosa risponde Pedroza ad alcune curiosità che sono nate intorno alla realizzazione del suo video.

Come è nata questa idea?

Sono un consulente aziendale. Per lavoro sono abituato a viaggiare molto, per tutto il Brasile e in qualche altro Paese dove svolgo questo servizio di consulenza alle imprese. Proprio viaggiando nel corso del tempo ho osservato molto il cambiamento di valori e comportamenti delle persone. Il mondo sta diventando sempre più virtuale.

La gente sta diventando dura e disillusa, si comporta in modo poco educato ed è intollerante con gli altri. Non c’è più gentilezza. Invertire il corso delle cose non è facile ma bisogna cominciare, fare il primo passo, piantare qualche piccolo seme. Ecco, il mio obiettivo con questo video era proprio di piantare un seme in modo che una nuova pianta potesse germogliare, per dare una possibilità al mondo di cambiare.

Lei crede che essere ON sia una condizione indispensabile per la nostra società?

Credo che per avere successo sia necessario un 90% di psicologia e un 10% di conoscenza. In altre parole, abbiamo bisogno di sapere ma prima ancora di capire per usare il buon senso nella gestione del quotidiano. Le cose non sono o bianche o nere: ci vuole una certa elasticità. Dobbiamo imparare a essere on e seguire l’evoluzione del mondo. Altrimenti non ci colleghiamo alle nuove generazioni. Ma dobbiamo imparare anche a essere off, per non perdere ciò che è più importante per noi: le relazioni umane e le piccole cose della nostra vita quotidiana.

Questa doppia visione dovrebbe essere nei gesti di ognuno di noi in controtendenza con la frenesia del mondo e oltre la contrapposizione schematica “essere on o off”, qualcosa che vada oltre le etichette e le formalità dei tempi moderni.

Ci stiamo allontanando dalle immagini della nostra “culla”, che ci ricordano il nostro essere naturale, dalla nostra infanzia ai nostri valori del cuore. In questo mondo di incertezza, l’espressione del nostro carattere e la semplicità delle nostre azioni dovrebbe essere quello che ci caratterizza e ci valorizza.

Questo dovrebbe essere il vero significato della nostra vita, il senso in cui l’uomo mostra la propria essenza e rivela, oltre alle competenze e ai titoli, la sua anima, la sua compassione indistruttibile, semplicemente perché esistiamo. Però oggi cerchiamo solo di sopraffarci a vicenda.

In questa vita siamo tutti studenti e di passaggio. Abbiamo bisogno di questo pianeta, così come dell’aria che respiriamo, e dobbiamo essere consapevoli della portata di tale sforzo quotidiano che è la vita, solo così la civiltà progredisce. Questo è il senso della vita. Crescere, sognare, vivere e morire con dignità. Dobbiamo almeno provarci. Pensare un mondo migliore, vedere le cose in modo diverso, credere negli esseri umani e in un futuro migliore, per sempre.

Ci può indicare tre buoni motivi per essere on o off?

Per essere on

1 – Rendersi conto che il mondo è in movimento continuo e che la tecnologia ci permette di guardare indietro e correggere il nostro corso;

2 – Potere oltrepassare i confini dell’ignoto e ampliare la nostra rete sociale;

3 – Comprendere il vero concetto di globalizzazione e condividere le esperienze;

Per essere off

1 – Riscoprire le piccole cose della vita;

2 – Sentire le cose con tutti i sensi, anche gli abbracci;

3 – Valorizzare le persone.

Image by © Hero/Corbis

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2 risposte a On o Off: da che parte stai?

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