Dal 28 al 31 maggio oltre 50 appuntamenti, 200 speaker internazionali e brand iconici dell'automotive quali Ferrari, Maserati, Ducati, Lamborghini, per condividere cultura industriale e innovazione sostenibile nel cuore della Motor Valley
La Motor Valley, nel cuore dell’Emilia-Romagna, riaccende i motori e torna a trasformare Modena nella capitale internazionale dell’automotive. Dal 28 al 31 maggio va in scena l’ottava edizione del Motor Valley Fest, il grande festival diffuso dedicato alla mobilità del futuro, all’innovazione industriale e al patrimonio manifatturiero della regione, che si fregia di esportare nel mondo la grande eccellenza del settore.

Il Motor Valley Fest si tiene a Modena dal 28 al 31 maggio.
Un appuntamento che negli anni è diventato molto più di una semplice manifestazione motoristica: oggi rappresenta uno dei principali hub europei di confronto su tecnologia, sostenibilità, intelligenza artificiale e trasformazione dell’industria automotive.
Per quattro giorni il centro storico di Modena, città patrimonio Unesco, ospiterà oltre 50 eventi tra conferenze internazionali, incontri B2B, mostre, parate, experience e talk dedicati alle nuove frontiere della mobilità. Attesi più di 200 speaker internazionali e i vertici dei marchi simbolo del made in Italy motoristico.
La Motor Valley come modello di innovazione sostenibile
Il festival racconta l’evoluzione di uno dei distretti industriali più iconici al mondo: la Motor Valley emiliano-romagnola, territorio che ospita brand leggendari come Ferrari, Lamborghini, Ducati, Maserati, Pagani e Dallara. Un ecosistema unico che oggi si confronta con le grandi sfide della transizione energetica, della digitalizzazione e della mobilità sostenibile.
Al centro dell’edizione 2026 ci saranno temi strategici come intelligenza artificiale, software-defined vehicle, elettrificazione, guida autonoma e manifattura avanzata. L’obiettivo è mostrare come il settore automotive possa coniugare innovazione tecnologica, responsabilità ambientale e valorizzazione del know-how industriale italiano.
L’Opening Conference tra IA, energia e responsabilità umana
Ad aprire ufficialmente il festival, il 28 maggio al Teatro Storchi, la conferenza internazionale “Global Trends, New Frontiers and Human Responsibility”. Un confronto dedicato ai nuovi scenari globali della mobilità e al rapporto tra progresso tecnologico e impatto sociale.
A seguire, la Motor Valley Top Table con i Ceo delle grandi case automobilistiche e motociclistiche del territorio per discutere il futuro del settore automotive tra transizione ecologica, innovazione digitale e nuove competenze industriali.

L’evento, giunto all’ottava edizione, richiama in città alcuni dei brand più iconici a livello mondiale del settore automotive.
Giovani talenti e formazione al centro del festival
Uno dei focus principali del Motor Valley Fest 2026 il dialogo tra industria, università e nuove generazioni. I Talent Talk ospitati al Teatro del Collegio San Carlo vedono protagoniste aziende come Ferrari, Ducati, Lamborghini, Dallara e Pagani insieme a università e realtà specializzate nella formazione tecnologica.
Grande attenzione anche alla Formula SAE, la competizione universitaria internazionale di design ingegneristico che porta a Modena 16 team impegnati nello sviluppo di prototipi innovativi. Un’occasione concreta per avvicinare studenti e giovani professionisti alle professioni della mobilità del futuro.
Modena, un museo diffuso della passione motoristica
Accanto ai convegni e ai momenti business, il festival offre anche experience aperte al pubblico, musei gratuiti, mostre, raduni e parate di auto storiche e supercar. Piazza Grande è il cuore pulsante della manifestazione, baricentro della città-museo a cielo aperto dei giorni dell’evento fra design, tecnologia e cultura automobilistica italiana.
Un manifestazione che sottolinea il ruolo della Motor Valley non soltanto come simbolo della velocità e dell’eccellenza meccanica, ma anche come laboratorio internazionale dove innovazione, sostenibilità e tradizione industriale continuano a incontrarsi.
Vincenzo Petraglia

