Wise Society : Metaverso: che cos’è e quali sono gli scenari futuri

Metaverso: che cos’è e quali sono gli scenari futuri

di Maria Enza Giannetto
1 Febbraio 2023

Sembra una cosa lontana, eppure è già qui fra noi. Fra gli italiani c'è ancora diffedenza, ma anche perché non se ne conoscono ancora le potenzialità e le applicazioni. Ma restano dubbi sulla socialità, l'impatto ambientale e sul tema della giustizia sociale e climatica

È stata una delle parole del 2022, tanto entrata nel linguaggio comune da essere ormai utilizzata persino in senso metaforico. Infatti anche se il termine metaverso indica normalmente l’Insieme di ambienti virtuali tridimensionali in cui le persone possono interagire tra loro attraverso avatar personalizzati”, viene ormai utilizzato anche per descrivere, in forma colloquiale, momenti o situazioni surreali. Insomma, non è più il futuro ma è già intorno a noi. Ma cos’è davvero il metaverso e quali sono le sue possibili conseguenze a livello sociale? E, ancora, il metaverso è sostenibile o può incidere negativamente sull’ambiente? Per qualcosa entrata così prepotentemente nella nostra quotidianità è davvero ora di porsi qualche domanda.

Metaverso e realtà virtuale

Foto Shutterstock

Che cos’è il Metaverso

Combinazione dei termini “meta” (che prende il suo significato dalla “Metafisica” di Aristotele e indica scienze o forme di considerazione teorica, concernenti zone di realtà analoghe a quelle che sono oggetto della scienza)  e “universo”, il termine “metaverso” è nato nel romanzo di fantascienza di Neal Stephenson “Snow Crash” del 1992. Il suo utilizzo, però, è legato soprattutto all’avanzamento della tecnologia della realtà virtuale e della crescente e sempre più avvolgente “immersione” in questi universi.

In particolare, Neal Stephenson parla del Metaverso come di una grande sfera nera con una circonferenza di 65536 chilometri. Circonferenza tagliata in due all’altezza dell’equatore da una strada percorribile anche su di una monorotaia con 256  stazioni, ognuna a 256 km di distanza. Su questa sfera, ogni persona può realizzare in 3D ciò che desidera e tutti è visitabile dagli utenti. Si tratta di una visione futuristica dove la differenza tra le classi sociali è rappresentata, quindi, dalla risoluzione del proprio avatar e dalla possibilità di accedere a luoghi esclusivi.

Un avatar usato nel metaverso

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Il Metaverso è già realtà

Parlare di Metaverso è piuttosto complicato perché, anche se esiste già a vari livelli, in tantissimi non hanno ancora capito cosa sia e che implicazioni avrà nel quotidiano dell’utente medio. Per capirne di più bisogna, innanzitutto, rendersi conto che non si tratta di uno strumento o una tecnologia ma del modo di relazionarsi con la tecnologia stessa. E considerare il metaverso come un “universo” in cui mondo virtuale e fisico si sovrappongono per un’interazione tra gli utenti più diretta grazie ai vari dispositivi di realtà aumentata, realtà virtuale, connessione superveloce 5G e tanto altro.

Alcuni esempi concreti

Tra i primi esempi concreti di Metaverso possono essere considerati i giochi MMORPG, la piattaforma di mondi virtuali Second Life o Active Worlds. Ma possiamo azzardare che sia stato con l’interesse mostrato da Facebook (che nel 2021 ha cambiato il nome della società in Meta) e poi da Apple che il Metaverso sia entrato di diritto nel presente. E che tutti i gradi colossi e vedano le potenzialità e i grandi margini di profitto. Inoltre, se si pensa che a breve sarà possibile partecipare a una riunione di lavoro nel metaverso, incontrando colleghi o clienti in una stanza virtuale in cui ogni avatar può stringersi la mano, sorridere e dialogare e scambiarsi oggetti, interagendo e, ovviamente, giudicando il modo di presentarsi degli altri attraverso i propri avatar, risulta evidente che i creators – coloro che ideano e realizzano digitalmente quello che oggi viene fabbricato fisicamente – saranno sempre più importanti.

Come si accede

L’accesso al metaverso non è complicato: basta registrarsi su una delle piattaforme e avere un visore o dispositivo per la realtà virtuale e, ovviamente, una connessione veloce. E poi via libera alla personalizzazione: vestiti, accessori, arredi,  fino, ovviamente, al mondo delle criptovalute, quindi Bitcoin ma anche altre come Ethereum. Il tema principale e forse anche vero punto nodale della svolta nel metaverso è proprio quello degli spazi: la mancanza di connessione tra metaversi commerciali e “istituzionali” (basati sulla blockchain).

arte nel metaverso

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Gli italiani e il Metaverso

Entrato di diritto nella quotidianità degli utenti – soprattutto in ambito gamig – il metaverso è diventato anche oggetto di indagini statistiche. Nel mese di novembre 2022, l’Osservatorio Metaverso e Ipsos hanno realizzato la prima ricerca estesa per indagare la conoscenza e le opinioni degli italiani sul metaverso e le tecnologie abilitanti.

Secondo la ricerca “sono soprattutto gli over 36 che si dichiarano conoscitori, curiosi e propensi all’uso di queste nuove tecnologie e, più in generale, l’81% degli italiani ha sentito parlare del metaverso, anche se la conoscenza è scarsa. A seguire la realtà virtuale, l’intelligenza artificiale, sono gli argomenti di cui si dichiara una qualche conoscenza, seppure superficiale. Meno sentiti i termini blockchain, web 3.0 e NFT. In termini di conoscenza, la Gen X e i Millennials battono i giovanissimi“.

I pareri sono discordanti

La ricerca indica anche che “le attitudini verso il metaverso sono le più disparate: c’è una compresenza di sentimenti contrapposti, dall’incertezza di perdere il contatto con la vita fisica, al percepito di qualcosa di eccitante in grado di abilitare nuove esperienze”. Inoltre gli italiani che hanno partecipato ad attività immersive dichiarano “di aver interagito principalmente con persone che conoscevano già. Le attività a cui finora hanno partecipato riguardano maggiormente la sfera della socialità: giocare e trascorrere il tempo con gli amici (quasi la metà Gen Z). Quasi un 30% ha anche esplorato un’altra città, principalmente Millennials, mentre invece chi ha dichiarato di aver acquistato oggetti come vestiti e scarpe (28%), sono per il 32% over 46″.

Ma c’è di più: alla domanda quali mondi virtuali ha visitato negli ultimi 6 mesi, oltre il 70% degli intervistati dichiara di non aver visitato nessun mondo virtuale. Tra quelli frequentati, Minecraft e Fortnite sono in testa ma con percentuali ancora poco significative.

C’è ancora diffidenza

Insomma, parrebbe che ci sia ancora un po’ di diffidenza. Secondo la ricerca, infatti, “facilità di accesso, costo eccessivo dei device e un naturale scetticismo legato al non sentirsi a proprio agio in un mondo virtuale sono le principali barriere nell’utilizzo”.  Anche se, entrando nel dettaglio di alcune azioni concrete che potranno essere svolte in futuro grazie a queste nuove tecnologie, si registra una maggiore fiducia. “In prospettiva, c’è l’aspettativa che il metaverso porti un miglioramento nella vita delle persone per come svolgono le attività online in quasi tutti gli ambiti”.

E per il futuro? Cosa si aspettano gli italiani di fare concretamente nel metaverso? Secondo la ricerca, il 37% del campione pensa che “sarà più facile incontrare persone diverse nei mondi virtuali che nella vita di tutti i giorni e il 26% dichiara che potrebbe imparare di più sulla moda e sulle tendenze nei mondi virtuali piuttosto che fare shopping nei negozi o online. Al contrario, si preferirà assistere a un concerto in presenza, piuttosto che nel metaverso”.

Visore per la realtà aumentata

Foto di Mediamodifier su Unsplash

Il metaverso è sostenibile per l’ambiente?

Spostare la vita nel metaverso, per quanto riguarda la fruizione di servizi, potrebbe sembrare un gran risparmio e sicuramente incide sensibilmente sul taglio delle emissioni dato che si riducono gli spostamenti, ma il metaverso è davvero sostenibile per l’ambiente? Non è del tutto vero perché, inevitabilmente, per il metaverso servono dispositivi molto più potenti in grado di garantire esperienze immersive in tempo reale. Inoltre come è ormai risaputo i data center che ospitano server – tra cavi, impianti di raffreddamento, database, sono fortemente energivori (c’è chi li paragona addirittura al settore dell’aviazione.

Metaverso tra socialità e giustizia sociale

Non solo ambiente. Alcuni forti dubbi sulle prospettive del metaverso restano legati alla socialità che si sposta letteralmente dal reale al virtuale. In questo caso, a parte i vari studi sociologici che ci saranno nei prossimi anni, si può di certo dire che: in medio stat virtus e, come per i social in generale, sarà importante capire come bilanciare la vita online e offline, facendo del mediaverso una possibilità di incrementare le possibilità di ogni servizio.

Resta, però, un’amara considerazione: in un mondo che viaggia a velocità diverse è inutile negare che le opportunità offerte dal metaverso saranno appannaggio di solo una parte dell’Umanità e che quelli che già pagano per la crisi climatica saranno ancora più colpiti dall’assenza di giustizia climatica. Il gap tra i ricchi e i poveri del mondo insomma non può che allargarsi anche perché un incremento di emissioni da parte dei paesi più ricchi non può che innalzare ulteriormente la velocità del surriscaldamento globale e rendere vani tutti gli sforzi fatti e promessi finora nell’ottica  dell’adattamento e della mitigazione.

Maria Enza Giannetto

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