Con lo storico Marco Cuzzi ripercorriamo alcune delle tappe salienti che portarono alla Shoah. Per non dimenticare, ma anche per essere più vigili e consapevoli dei rischi che tutti noi oggi corriamo
La memoria, il ricordo, non importanti, ma non sempre sono sufficienti a scongiurare che gli errori, le tragedie del passato si verifichino di nuovo. Serve un’attenta analisi di ciò che è stato, serve la consapevolezza di leggere quei piccoli, impercettibili segni che possono portare, poco alla volta, nella disattenzione dei governi e gente comune, a situazioni pericolose, a un punto di non ritorno. Come per esempio sta avvenendo in questi ultimi tempi certamente con un’escalation di conflitti e violenze in angoli di mondo più o meno lontani, ma anche in realtà (vedasi i nuovi Stati Uniti d’America di Donald Trump) da sempre paladine delle libertà e del diritto di cittadinanza garantiti a ogni singolo individuo, che sempre più sembra si stiano trasformando in veri e propri stati di polizia.
Il genere umano purtroppo quasi mai impara dal passato, dai propri errori, come può essere per esempio quello dell’Olocausto, fra gli eventi più tragici della storia umana. Non è così un rischio troppo lontano il fatto che certi atteggiamenti ed azioni possano condurre a nuove tragedie, cosa che di fatto ha continuato ad avvenire nel tempo e tuttora avviene, con genocidi più o meno noti ancora presenti fra noi che si consumano sotto gli occhi indifferenti di persone e di governi.
Con lo storico Marco Cuzzi, professore di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, ripercorriamo alcune delle tappe salienti di ciò che portò alla Shoah, allo sterminio durante la seconda guerra mondiale di oltre sei milioni di ebrei, di zingari, testimoni di Geova, omosessuali e persone con disabilità fisiche e mentali.

Foto di Karsten Winegeart / Unsplash
La Notte dei cristalli, il rastrellamento del ghetto di Roma e la rivolta del ghetto di Varsavia
Un percorso estremamente interessante (e necessario) quello fatto con il professor Cuzzi, perché ogni sterminio non arriva mai all’improvviso, ma è la somma di tante piccole tappe, di tanti piccoli impercettibili segni ed azioni che, se non letti per tempo, poco alla volta conducono al punto di non ritorno, proprio come avvenne con l’eccidio degli ebrei. Dalla Notte dei cristalli al rastrellamento del ghetto di Roma, passando per la rivolta del ghetto di Varsavia ed altri avvenimenti che portarono alle deportazioni nei campi di concentramento e alla “Soluzione finale della questione ebraica”.
Un percorso per non dimenticare e per essere più consapevoli certamente, e quindi per essere anche più attenti e vigili su quanto avviene oggigiorno intorno a noi e per combattere ogni forma di negazionismo e di antisemitismo, sempre più diffusi oggi, anche a causa dell’evoluzione degli ultimi anni della questione mediorientale, che però non può cancellare e rendere tollerabile oggi ciò che è accaduto in passato agli ebrei. E perché solo così si può tentare di evitare che l’orrore torni a dilagare in mezzo a noi.
Intervista e Montaggio: Fabio Restelli
Testi: Vincenzo Petraglia

