Wise Society : Luca Nardi: “Costruiamo gentilezza per renderla un’abitudine sociale”
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Luca Nardi: “Costruiamo gentilezza per renderla un’abitudine sociale”

L'ideatore dell'iniziativa Costruiamo gentilezza e dei Giochi della gentilezza, parla delle tante attività lanciate in questi anni per divulgare la buona pratica della gentilezza e per insegnare ai più piccoli a discernere quella vera da quella manipolativa

Maria Enza Giannetto
9 Giugno 2021

“Il mio sogno è che tra 15 anni non ci sia più bisogno di costruttori di gentilezza perché la gentilezza sarà un’abitudine sociale”. Il sogno è quello di Luca Nardi, presidente dell’associazione culturale Cor et Amor che promuove, con tutta una serie di iniziative identificate sotto l’unica egida di Costruiamo gentilezza,  la pratica della gentilezza a vari livelli. Un’attività nata dall’esigenza di portare gentilezza nel mondo, certo, ma anche di farla conoscere meglio ai più piccoli e quindi di aiutare i bambini e i ragazzi a discernere i vari tipi di gentilezza, a comprenderli e a saper rifuggire dalla gentilezza manipolativa e falsa.

illustrazione sulla gentilezza

Foto di Bekky Bekks / Unsplash

Luca, che cosa vuol dire riconoscere la gentilezza?

Saper riconoscere la gentilezza è importante. Perché se è vero che la gentilezza fa star bene è anche vero che non si deve essere gentile con tutti e a ogni costo. È importante sapere che la gentilezza fa bene ma anche capire se qualcuno è gentile solo per ottenere qualcosa in cambio. In questo caso, bisogna saper dire “No Grazie”, in modo semplice e gentile ma restando liberi. Ed è importante capirlo, soprattutto in una società in cui le molestie di ogni tipo sono all’ordine del giorno.

Cosa ha a che fare la gentilezza con gli abusi e le molestie?

Oggi più che mai, bisogna far capire ai più piccoli, che se qualcosa è fastidiosa non bisogna accettarla ed essere accondiscendenti. La gentilezza vera è quella che fa stare bene sia chi la dona che colui che la riceve. Quando ero adolescente ho subito un abuso da parte di un “amico” di famiglia, una persona, appunto, che tutti consideravano “gentile” e l’ho tenuto per me per tanti anni. A un certo punto, però, ho cominciato a chiedermi cosa potevo fare per aiutare bambini e ragazzi ad evitare che vivessero la stessa cosa.


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E come hai agito?

Ho sviluppato I Giochi della Gentilezza, a partire dalla mia formazione in Scienze Motorie e aggiungendo le mie ricerche sulla gentilezza.  Ho capito che il gioco e la gentilezza potevano aiutare a trasmettere nozioni utili, senza creare imbarazzi.
All’inizio siamo partiti da esperienze locali, poi il sito è diventato di livello nazionale e oggi è un vero e proprio archivio di Giochi della Gentilezza (il manuale è libero e on line per tutti). Inoltre, è nata la Giornata Nazionale dei Giochi della Gentilezza (ogni 22 Settembre) sempre con l’obiettivo di diffondere gentilezza (un po’ come nel caso della Giornata mondiale della gentilezza, nda) e soprattutto mantenere l’attenzione verso i ragazzi e coloro che se ne occupano nell’ottica di costruire una vera e propria comunità della gentilezza.

Bambini e gentilezza

Foto di Andrea Tummons / Unsplash

Come si coinvolge la comunità?

Attraverso gli “attivatori sociali” ovvero i “costruttori di gentilezza” che sostengono i genitori nell’educazione dei bambini. Ecco perché ci sono gli insegnanti, gli allenatori, i costruttori gli assessori di gentilezza e ovviamente, c’è anche tutta una serie di strumenti di gentilezza. Noi siamo convinti che “per crescere un bambino serve un intero villaggio” ed stiamo cercando di farlo anche al livello nazionale, prefissandoci persino una data ultima: tra 15 anni. Il 21 marzo 2021 abbiamo, infatti,  lanciato il countdown fissando la data del 21 marzo 2036 in cui fare diventare la gentilezza “un’abitudine sociale diffusa”.

Avete anche istituito la Giornata Nazionale della Gentilezza ai nuovi nati, che cos’è?

È una accoglienza “istituzionale” dei bambini nella comunità. Abbiamo immaginato e creato un percorso di benvenuto dei nuovi arrivati che secondo noi mancava. E’ un modo per accogliere, da subito, con gentilezza un neonato nella comunità della gentilezza.

frase sulla gentilezza

Foto di Andrew Thornebrooke / Unsplash

Che cos’è la settimana nazionale delle panchine viola?
Un’occasione per portare le buone pratiche di gentilezza nelle comunità locali e sportive utilizzando anche un complemento d’arredo facilmente riconoscibil che identifichi simbolicamente la gentilezza come valore condiviso. La settimana nazionale delle panchine viola rappresenta un’opportunità per le cittadine e i cittadini e per lo sport per far conoscere l’importanza della gentilezza per accrescere il benessere delle comunità affinché diventi un’abitudine sociale diffusa. Sarà un momento di festa in cui i Comuni e/o le Società Sportive saranno invitati ad aderire all’iniziativa proponendo l’inaugurazione di nuove panchine viola e la conseguente costruzione di buone pratiche di gentilezza in ambito sportivo e/o per la comunità che, naturalmente, potranno avere una continuità durante tutto l’anno.

Maria Enza Giannetto

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