Wise Society : La soffitta di Gi, lo shop online dell’usato per l’infanzia
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La soffitta di Gi, lo shop online dell’usato per l’infanzia

La milanese Andrée Pedotti, mamma di due bambine ha ideato un marketplace online attraverso cui vendere e acquistare accessori usati per i bambini

Maria Enza Giannetto/Nabu
7 Gennaio 2021

Second hand per bambini? Perché no! «L’idea mi è venuta quando ero in attesa della mia secondogenita. Per la prima figlia avevo comprato di tutto, mentre durante la seconda gravidanza ho cominciato a ragionare su quanto fossero rimasti nuovi e quasi inutilizzati alcuni oggetti. Ho pensato che la mia riflessione poteva essere condivisa da altri genitori e ho deciso di creare un’attività che rimettesse in circolo i prodotti per bambini».

La soffitta di Gì, second hand per l'infanzia

Su “La Soffitta di Gi” si può comprare e vendere l’usato per i bimbi

Andrée Valentina Pedotti Koen, milanese, 36 anni è l’ideatrice di La soffitta di Gi: un marketplace di second hand per bambini, attraverso cui è possibile proporre in vendita l’usato: attrezzature e accessori già (o mai) utilizzati. Un modo semplice che permette ai venditori di guadagnarci e di sbarazzarsi di oggetti anche ingombranti che non servono più e agli acquirenti di risparmiare su prodotti di qualità.

Il tutto funziona con la garanzia del controllo preventivo delle schede di presentazione da parte della fondatrice del sito e di un ulteriore verifica della merce venduta. In questo modo l’acquirente evita di ricevere prodotti fallati, usurati o che hanno raggiunto la fine della loro vita.

La Soffitta di Gì, insomma, è un ottimo modo per fare economia circolare e allungare la vita di prodotti e oggetti che avrebbero un tempo d’uso limitato nella vita del bambino.

La soffitta di Gì: vendere e comprare usato per bambini

Un sistema che strizza l’occhio sia all’ambiente sia al portafogli. I primi anni di vita di un bambino coincidono infatti con un continuo esborso di denaro: giocattoli, passeggini, trio, cullette, vestiti. Tutte cose che, oltre a costare molto, vengono usate poco per poi finire in soffitta. Allungare la vita di questi oggetti, permettendo ad altre famiglie di utilizzarli, significa non solo risparmiare ma anche ridurre sprechi e rifiuti.

«La mia filosofia – spiega Andrée Pedotti – è racchiusa in “usato con amore e seconda mano, prima scelta”. Sul sito, progettato interamente da me con l’aiuto di mio padre, che era appassionato di progettazione web, è possibile mettere in vendita e acquistare accessori e attrezzature per la prima infanzia attraverso un sistema messo a punto appositamente per questo progetto: basta registrarsi sul sito, creare un proprio profilo e acquistare. Allo stesso modo, è semplicissimo anche vendere: basta descrivere il proprio prodotto in maniera dettagliata, senza bluffare sullo stato di usura e allegare qualche foto. Una volta venduto, al ritiro e alla consegna, ci penso io». 

Come nasce il progetto di second hand per bambini

La soffitta di Gi, proprio dal nome di Ginevra, la primogenita di Pedotti, rappresenta anche il nuovo progetto di vita di una mamma alle prese con la gestione di due bambine e che ha deciso di lasciare il lavoro fuori casa per occuparsi di loro.

Andrée Valentina Pedotti Koen

Andrée Pedotti Koen ha fondato “La soffitta di Gi”, uno shop online dell’usato per l’infanzia

«In passato – racconta – mi occupavo di elaborazioni statistiche e quando è nata Ginevra sono passata al part-time per potermi occupare di lei. Durante la gravidanza di Penelope, poi, mi sono resa conto che sarebbe stato più semplice riuscire a mettere su un’attività tutta mia che mi permettesse di gestire più serenamente il mio tempo e l’accudimento delle mie figlie. La vera ricchezza di un progetto come La soffitta di Gi è proprio questa: riuscire a trascorrere più tempo di qualità con loro».

Così ha messo insieme il know how maturato durante la sua carriera e quello da neo mamma per mettere a punto una piattaforma che fa della seconda mano la sua mission.

«Ho deciso – spiega – di creare uno shop oline a partire da un’attività che, di fatto, avviene già tra parenti e amici, ovvero lo scambio e il prestito di accessori. Credo che in tempi di crisi, sia davvero indispensabile puntare su un’economia circolare che permette di riutilizzare i prodotti in buono stato».

Il progetto, al momento, è operativo solo per la regione Lombardia. «Non nascondo– aggiunge la responsabile – che il mio obiettivo potrebbe essere allargare il sistema a tutte le regioni di Italia, ma al momento la logistica è complicata e voglio testare  il sistema prima di un’eventuale espansione».

 

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