Wise Society : La cultura al governo
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La cultura al governo

Fino al 28 gennaio è possibile partecipare alle “Primarie della cultura” votando sul sito del FAI l'obiettivo che si ritiene più importante per la tutela del nostro patrimonio artistico, ambientale e paesaggistico

Francesca Tozzi
8 Gennaio 2013

culturaCosa succede se Giotto, Dante, Leonardo, Verdi e Fellini entrano in campagna elettorale? Che forse qualcuno si accorgerà che non solo le battaglie fra i candidati politici meritano di essere messe in primo piano ma anche la nostra cultura fatta di tradizioni, opere d’arte, città piene di storia e paesaggi unici: un patrimonio da preservare che genera ricchezza, crea lavoro, garantisce all’Italia una posizione di primato e richiamo a livello internazionale. Eppure è dato per scontato: le risorse per tutelarlo non sono mai abbastanza, le politiche per promuoverlo mai sufficienti. Non c’è attenzione.

Il Fai – Fondo Ambiente Italiano approfitta delle prossime elezioni politiche per lanciare le “Primarie della cultura”: tutti i cittadini italiani hanno venti giorni per votare le priorità nell’ambito della cultura, del paesaggio, dell’ambiente da indicare a chi si candida a guidare il prossimo governo, da oggi fino al 28 gennaio, su www.primariedellacultura.it. Al termine delle votazioni, i dati verranno annunciati ufficialmente e presentati ai partiti e candidati delle prossime elezioni politiche, che potranno impegnarsi pubblicamente a sostenerli in caso di vittoria.

Ogni votante potrà indicare fino a tre preferenze, scegliendo i temi che più ritiene importanti tra i 15 proposti. Il primo si intitola “Non 1 di meno: quota minima 1% dei soldi pubblici per la cultura” e parte dall’idea che la cultura è un volano importante per l’economia. Se aumentano gli stanziamenti pubblici per il mantenimento del patrimonio storico e artistico e per le attività culturali, aumenterà anche il turismo culturale. Poi ci sono gli obiettivi specifici. Il nostro territorio è progressivamente danneggiato dal dissesto idrogeologico, il paesaggio deturpato dall’abusivismo edilizio. “Chi tocca il suolo muore: stop al consumo del paesaggio” è a favore della revisione delle norme che tutelano il paesaggio. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che siano imposti dei limiti al consumo del suolo, anche per le aree non agricole, e che ci sia un aggravamento delle sanzioni contro l’abusivismo.

La terza idea “Io non dissesto: piani certi per la sicurezza del territorio” mira a contrastare i disastri ambientali. Si tratta di una strategia nazionale contro il dissesto idrogeologico attraverso la valorizzazione dei paesaggi agricoli e della loro vocazione produttiva. “Io centro: difendere i centri storici” è invece volta a fermare l’abbandono delle città favorendo gli incentivi fiscali e le semplificazioni burocratiche per l’apertura di attività artigianali, ricettive e commerciali. Maggiori sgravi fiscali anche per chi abita e restaura la propria casa all’interno di un centro storico.

Di grande interesse e attualità, visto che l’Europa ha appena segnato un record per la disoccupazione giovanile e visto che una macchina culturale ben funzionante produce posti di lavoro, è il tema dedicato a chi deve ancora affacciarsi al mondo del lavoro: “Più start-up per tutti: vere agevolazioni per i giovani”. Prevede la creazione di un fondo per favorire lo startup delle iniziative affidate a cooperative di giovani che vogliano misurarsi con la gestione e tutela di beni ed attività culturali.

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