Wise Society : Io corro. Tu scommetti. E i soldi li doniamo
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Io corro. Tu scommetti. E i soldi li doniamo

Sposata con figli. Un lavoro. E due grandi interessi: la corsa e il prossimo. Così una maratoneta della domenica può trasformare una passione sportiva in un modo, molto utile, di essere vicina alle persone in difficoltà. Come? Invitandole a puntare sulla sua vittoria

di Silvia Cardani
10 Dicembre 2009

Maratona Parigi, credit: Terramia Club


Correre per divertimento. Ma non solo. Perché si può anche usare la corsa per fare del bene agli altri: è questa la formula che ha sposato Gaia Morelli, maratoneta per passione, che ha deciso di unire per una volta il dilettevole all’utile e ha lanciato una sottoscrizione per aiutare la Fondazione Magica Cleme che si occupa di assistere i bambini malati di tumore. La proposta di Gaia è stata un sfida, una specie di lotteria in cui lei ha chiesto a potenziali benefattori di donare dei fondi. E in cambio? La scommessa si basava sul fatto che lei riuscisse a portare a termine la Maratona di Parigi, altrimenti i soldi non sarebbero stati riscossi.


Così sulla carta sembra un’idea insolita, ma non è così. “In realtà questa formula è molto diffusa, soprattutto nei paesi anglosassoni”, racconta Gaia. “Esistono delle associazioni e dei siti studiati apposta, come BMyCharity, dove chiunque può raccogliere fondi da dare a scopo benefico”. In Italia questo modus operandi non è quasi usato, anche se sono molti ad associare la beneficienza alla corsa: come fa ad esempio la società sportiva Podistica Solidarietà di Roma, che attraverso la partecipazione a gare che attribuiscono premi in denaro raccoglie soldi da devolvere. O l’iniziativa portata avanti da Terramia Club, tour operator specializzato che organizza trasferte per le più belle maratone del mondo e che per ogni partecipante iscritto dà all’Unicef 5 euro.

Certo chi si mette in gioco, come ha fatto Gaia, in realtà non fa nulla di diverso da quello che farebbe senza il peso della sfida da portare, ma ci sono l’impegno e una motivazione più forte. È questo a fare la differenza. <<Il fatto è che in qualche modo proponi un baratto: tu doni se io riesco a vincere. E questo serve a entrambe le parti>>, prosegue la Morelli. <<Chiedere, promettendo in cambio qualcosa, viene visto come una forma di garanzia della serietà del progetto. Anche se in questo caso si trattava solo di offrire la mia fatica. Per me invece è stata una motivazione fortissima ad andare avanti e non mollare. In fondo sapevo che, se ce l’avessi fatta, avrei potuto versare un notevole contributo per una buona causa: uno stimolo sufficiente per non arrendersi>>. Perché mentre si allenava per quest’originale impresa aumentava la sua preparazione, ma a ogni passo in più crescevano anche le sottoscrizioni e alla fine il totale raggiunto è stato di 69.280 euro: non pochi per una persona sola. <<Quando ho iniziato non avrei mai creduto di raccogliere una cifra così alta. Sono stati tanti quelli che hanno accettato la sfida: amici, colleghi, compagni della Canottieri Milano (la società a cui Gaia è iscritta, ndr) e la posta in gioco è diventata davvero alta. A quel punto non potevo non farcela. E la soddisfazione è stata doppia: non solo ho rispettato il mio impegno, ma ho chiuso con un tempo di 3 ore e 31 minuti, che è anche il mio miglior risultato di sempre>>.

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