Dietro l'affidabilità di Toyota, l'ospitalità di Lexus, l'ingegneria Honda e il design Mazda si nasconde una visione che mette al centro persone, qualità e miglioramento continuo
Molti anni or sono, le case automobilistiche giapponesi iniziarono a pensare a nuovi prodotti e servizi, riflettendo sulle loro incredibili filosofie di vita e non solo. Oggi, il modo in cui queste filosofie vengono interpretate è probabilmente cambiato o si è modificato, ma rimane in qualche modo centrale nel pensiero dei progettisti e dei tecnici del Paese del Sol Levante. Queste sono vissute come un arricchimento ed un modello per creare, migliorare, studiare le migliori soluzioni da applicare nel lavoro apprendendo dalla vita.
Ci sono alcuni marchi che riteniamo particolarmente interessanti per il modo in cui applicano queste filosofie. Ne mancherebbe uno, che all’epoca era d’ispirazione, ma oggi non è più presente in Europa: Infiniti. Oggi i marchi sono quindi: Toyota, Honda, Mazda e Lexus.
Vediamo allora quali sono le filosofie giapponesi adottate da questi marchi, per sviluppare attività, prodotti, progettazione e design.

L’alta tecnologia e l’affidabilità sono uno dei marchi di fabbrica delle auto giapponesi.
Monozukuri (物づくり) – “L’arte di creare”
Spirito artigianale, orgoglio nel realizzare prodotti di alta qualità. L’accento è posto su abilità, precisione e apprendimento continuo in officina, non solo negli uffici di progettazione.
Applicato da: tutti i marchi giapponesi, ma fortemente enfatizzato da Toyota, Lexus e Mazda.
Kaizen (改善) – Miglioramento continuo
Piccoli miglioramenti costanti da parte di tutti, ogni giorno. I lavoratori sono incoraggiati a fermare la linea, a suggerire modifiche e a perfezionare i processi.
Applicato da: Toyota, il caso più noto, ma anche Honda, Nissan, Subaru e altre.
Genchi Genbutsu (現地現物) – “Vai a vedere di persona”
Manager e ingegneri si recano sul posto (in fabbrica, presso il rivenditore o presso il cliente) per comprendere direttamente i problemi. Riduce la dipendenza da report e ipotesi.
Applicato soprattutto da Toyota e Lexus, ma ampiamente adottato nell’industria giapponese.

La precisione e l’armonia sono parte integrante della filosofia di vita dei giapponesi.
Jidoka (自働化) – Automazione con un tocco umano
Le macchine si fermano automaticamente quando si verifica un problema. Obiettivo: integrare la qualità nel processo, anziché “ispezionarla” alla fine.
Applicato da: è al centro del Toyota Production System (TPS) e influenza gli altri.
Muda / Muri / Mura (無駄/無理/ 斑) – Contro lo spreco
Muda: spreco (di tempo, di movimenti, di scorte, eccetera); Muri: sovraccarico (sovraffaticamento di persone o macchine); Mura: disomogeneità (nei carichi di lavoro, nel ritmo di produzione). I sistemi sono progettati per eliminare questi tre elementi, garantendo così efficienza e affidabilità.
Applicato da: tutte le principali case automobilistiche giapponesi, in una forma o nell’altra.
Omotenashi (おもてなし) – Profonda ospitalità
Anticipare le esigenze dei clienti e rendere l’esperienza fluida e piacevole. Si manifesta nel servizio, nell’esperienza in concessionaria, nel design degli interni e nelle interfacce utente.
Applicato da: Lexus in modo più evidente, ma anche da Toyota, Mazda e altri.
Wa (和) – Armonia
Enfasi sul lavoro di squadra, sul consenso e sulla riduzione al minimo dei conflitti interpersonali. Le decisioni possono richiedere più tempo, ma una volta prese, l’esecuzione è molto solida.
Applicato tradizionalmente da tutte le aziende giapponesi e naturalmente da tutte le principali case automobilistiche.

Mazda CX
Dalla filosofia alla pratica
I quattro marchi giapponesi di cui vogliamo parlare e, se possibile, capire come ancora oggi utilizzano ed esprimono queste filosofie sono: Toyota e Lexus, Honda e Mazda.
Toyota
Sistema principale: Toyota Production System (TPS)
Just-in-Time (JIT): produrre solo ciò che serve, quando serve e nella quantità necessaria.
Jidoka: fermarsi e correggere, qualità alla fonte.
Kaizen e Genchi Genbutsu nel lavoro quotidiano.
Filosofia: pensare a lungo termine, anche a scapito del profitto a breve termine; profondo rispetto per le persone (responsabilizzare i lavoratori, non limitarsi a tagliare i costi).
Lexus
Concetti chiave: Omotenashi (abitacolo e servizio pensati per “anticipare” le esigenze dell’ospite); Takumi (maestri artigiani con decenni di esperienza; ad esempio, nella lavorazione di pelle, legno e vernici).
Combina: l’artigianalità Monozukuri e Takumi con alta tecnologia e un’affidabilità universalmente riconosciuta.

Lexus RX
Honda
Filosofia di base: “Rispetto per l’individuo” e “Le tre gioie” (acquistare, vendere, creare).
Pratiche: Waigaya: discussioni aperte e informali in cui chiunque può intervenire, indipendentemente dal ruolo in azienda; forte cultura ingegneristica: motori, maneggevolezza e innovazione (ad esempio, per i propulsori VTEC).
Enfasi su: indipendenza delle operazioni locali, incoraggiando la sperimentazione; equilibrio tra armonia (WA) e creatività individuale.
Mazda
Idee chiave: Jinba Ittai (人馬一体) – “Cavallo e cavaliere come un tutt’uno”. La filosofia alla base dell’esperienza di guida: l’auto dovrebbe rispondere come un’estensione del guidatore; Kodo (鼓動) – “Anima del movimento”. Linguaggio del design: le auto sembrano in movimento anche da ferme; forme emozionanti e scolpite.
Comprende inoltre: Monozukuri, quindi motori, trasmissioni e messa a punto del telaio altamente raffinati; Kaizen, per ottenere efficienza nei consumi e raffinatezza con una tecnologia relativamente semplice che guarda al miglioramento continuo.

Toyota Yaris Cross
Filosofia, modo di lavorare e rapporto con il cliente
Le filosofie che abbiamo visto vengono applicate quasi quotidianamente e sono in grado, da un lato, di influenzare il flusso e le relazioni interne dei gruppi di lavoro, il concetto di design, la creazione di piattaforme e la gestione della fabbrica, come ad esempio per Toyota con il famoso acronimo TPS per il concetto di sistema di produzione, mentre per Honda c’è un approccio più umanistico e individualistico. Mazda è il marchio moderno più apertamente filosofico: Jinba Ittai, Kodo e Skyactiv hanno tutti radici concettuali.
Ma come tradurre questo approccio filosofico in un concetto che attragga il cliente e cosa fanno le case automobilistiche giapponesi a tale scopo? Vediamolo per i singoli marchi:
Toyota
Opzioni semplici e tradizionali, con poche funzionalità definite da loro “rischiose”. Il processo di vendita è solitamente più incentrato su funzionalità e valore. Tradotto servizi, soluzioni efficaci anche per post-vendita.
Lexus
Forte enfasi sull’ospitalità: showroom elegante, personale attento, un approccio “luxury” (caffè, lounge, ritiro e riconsegna vettura in molti mercati). Meno guasti inaspettati forte dell’affidabilità delle vetture del brand, intervalli di manutenzione lunghi e facile reperibilità dei ricambi. I meccanici spesso affermano che le Toyota sono “prevedibili” quando si tratta di interventi. Qualità dei materiali per un abitacolo confortevole e componenti elettronici che tendono a invecchiare molto bene.
Honda
Spesso si pone maggiore enfasi sugli aspetti divertenti o intelligenti dell’auto: sedili studiati per il comfort, o sportivi in certi modelli, ma anche soluzioni intelligenti per lo spazio (ad esempio, Magic Seats dove disponibili). Punti fondamentali nella vendita, sono il propulsore, la maneggevolezza nelle caratteristiche di vendita.
Mazda
Connessione con il guidatore, design e una raffinata sensazione di lusso. Idee fondamentali: Jinba Ittai, Kodo, Skyactiv, dinamica incentrata sull’essere umano. Spesso presentata come la “scelta del guidatore” nei segmenti tradizionali.
Gli showroom mettono in risalto il design (illuminazione, colori, materiali), creando un’atmosfera quasi semi-premium, anche se i prezzi sono nella media. Anche in questo caso, queste sono valutazioni più riguardanti il mercato interno che non la situazione europea o ancor più Italiana.

Honda ZR-V
L’evoluzione dei brand giapponesi (e non solo) sui mercati globali
La filosofia giapponese fa parte di una cultura e di uno stile di vita tanto caratteristici quanto affascinanti. Nel mondo automobilistico, anni fa costruttori e Sol Levante hanno dovuto pagare il prezzo di una rivoluzione, perché le loro auto, seppur molto affidabili non piacevano, ma sono riusciti a voltare pagina e a raggiungere ottimi risultati di mercato con prodotti che piacciono a noi europei quanto ad altri mercati globali. Poi è arrivato il momento dei marchi coreani. Basta ricordare la prima Hyundai Pony, progettata da Giugiaro, un’auto che era impensabile per i mercati europei. Tuttavia, oggi i produttori coreani sono in grado di offrirci auto che da anni sfidano i rinomati produttori europei.
Come sottolinea Alfredo Altavilla, manager italiano di lunga data e ora consulente speciale di BYD (Build Your Dream), in Europa ci sarà ora un terzo atto per l’industria automobilistica, con l’arrivo massiccio dei marchi cinesi. Questi brand sono ben posizionati per conquistare ampi segmenti di mercato con i loro prodotti, e gli effetti sui produttori europei iniziano a farsi sentire.
Sorgerà una nuova filosofia automobilistica, cinese, in grado di rimescolare le carte in un settore che per anni è stato considerato il motore dell’industria, ma che forse sta iniziando a rallentare?
Paolo L. Bonveri

