Wise Society : In Inghilterra parte la campagna per “salvare” gli abiti dal cassonetto
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In Inghilterra parte la campagna per “salvare” gli abiti dal cassonetto

Si chiama "Love your clothes" ed educa alla sostenibilità dell'abbigliamento. Coinvolti Mark&Spencer e Stella McCartney

Mariella Caruso
18 febbraio 2014

Image by © Helen King/CorbisSicuri di utilizzare tutti gli abiti riposti in armadi e cassetti? Sicuramente no. Sapete qual è il capitale che nel tempo avete immobilizzato negli stessi abiti? Non c’è dubbio che facendo due conti diventereste pallidi come un cencio lavato. Nel Regno Unito queste domande sono state poste ai cittadini di sua Maestà dall’associazione Wrap, nata nel 2000 per aiutare a far decollare il riciclo e dare una nuova vita ai materiali riciclati. L’obiettivo è quello di “salvare” dal cassonetto dei rifiuti 350mila tonnellate di indumenti ogni anno che, penny più penny meno, valgono circa 140 milioni di sterline.

A fare da apripista al cambiamento auspicato è la campagna “Love your clothes”, lanciata da Wrap che fa parte del programma Scap (Sustainable Clothing Action Plan), ovvero Piano d’azione per l’abbigliamento sostenibile. Si tratta di un’azione che, mettendo insieme l’industria manifatturiera, il Governo, Ong e associazioni di beneficenza, si propone il fine di dare una nuova visione dell’abbigliamento, migliorandone, appunto, la sostenibilità in tutto il suo ciclo di vita: dalla produzione, con il lavoro di alcuni gruppi che studiano le linee guida della buona prassi aziendale dalla longevità dei tessuti fino al corretto utilizzo delle risorse, fino al riciclo.

Il primo passo è stato coinvolgere una stilista come Stella McCartney e aziende importanti come Tesco, Mark&Spencer e Next che hanno firmato un protocollo nel quale si impegnano a ridurre del 15% le emissioni di carbonio, l’utilizzo di acqua e la produzione di rifiuti entro il 2020. Il secondo è quello del coinvolgimento dell’opinione pubblica attraverso la campagna Love your clothes che dà consigli su come riutilizzare, organizzare e riciclare il proprio guardaroba cominciando dai consigli su come prendersene cura sin dal lavaggio per evitare di rovinarlo. Sul sito, utile non solo per gli inglesi, ci sono poi consigli per “rinnovare” i propri abiti, ripararli e combinarli tra di loro per creare nuovi outfit. Naturalmente non mancano le indicazioni per il riciclo che vanno dalla donazione all’organizzazione di uno swapping party per un proficuo scambio e i consigli per gli acquisti, perché è sempre bene scegliere un abito che non si rovini facilmente. Il consiglio principe, però, riguarda il valore del proprio abbigliamento, un dato del quale si tende sempre a dimenticarsi. «Gli abiti costano e non prendersene cura o destinarli alla discarica invece che al riuso – ha spiegato al Guardian Liz Goodwin, l’ad di Wrap – significa non apprezzare il denaro con il quale sono stati acquistati e per il quale ognuno ha lavorato duramente».

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Una risposta a In Inghilterra parte la campagna per “salvare” gli abiti dal cassonetto

  1. Sono molto molto molto d’accordo. Come si fa, però ad organizzarsi? Ho sempre portato miei abiti (in buono stato) dove si raccolgono aiuti per chi necessita di essere aiutato. Quando viaggio in sudamerica lascio le cose migliori a chi incontro. Così ho fatto in Cina. Dono ad amici e parenti.
    Ciò nonostante vorrei dare quasi tutto quello che ho nel mio armadio e in casa, ma a chi ?? Non abbiamo un auto, e trasportare a mano è faticoso.
    C’è qualcuno che possa aiutare mio marito e me ?
    Grazie

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