In un mondo sempre più connesso, anche le attività digitali quotidiane — come inviare un’email o un messaggio su WhatsApp — hanno un’impronta ecologica. Questo articolo esplora il lato invisibile dell’inquinamento digitale, analizzando le emissioni di CO₂ associate all’uso di tecnologie apparentemente leggere e immateriali
Qual è l’impatto della tecnologia sull’ambiente? O, per essere più precisi, qual è l’impatto del mondo digitale? Se ti sei chiesto quanto inquina o una mail o quanta Co2 produce un messaggio di Whatsapp, sappi che è molto di più di quel che potresti immaginare. Basti pensare che ogni giorno si inviano nel mondo quasi 100 miliardi di messaggi Whatsapp, su Linkedin vengono effettuate 95 domande di lavoro al secondo, che equivalgono a oltre 8 milioni di candidature al giorno. Si stima che giorno vengano condivise centinaia di milioni di storie su Instagram, mentre su Facebook vengono caricate circa 136.000 foto al minuto, che corrispondono a oltre 195 milioni di foto quotidiane. Quanto a TikTok, nel 2024 il social ha registrato 46 milioni di download a livello globale. E le mail? Nel 2024, si stima che siano state inviate e ricevute circa 361,6 miliardi di email al giorno a livello globale, con un incremento del 4,1% rispetto all’anno precedente.

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Quanta Co2 produce il digitale?
Tutto questo ha un peso e implica consumi energetici e conseguenti emissioni di CO2 in atmosfera. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) scrive che il traffico internet globale dal 2010 a oggi il traffico internet globale è aumentato di circa 25 volte, riflettendo la crescente domanda di servizi digitali come streaming video, intelligenza artificiale (IA), cloud computing e social media. Questo incremento si aggiunge alla crescente domanda di servizi digitali nel corso dell’ultimo decennio: dal 2010, il numero di utenti internet in tutto il mondo è raddoppiato, mentre il traffico internet globale è aumentato di 15 volte.
Il peso è destinato a lievitare. La stessa IEA prevede che la forte crescita della domanda di servizi di data center e di rete continuerà nel prossimo futuro, e si prospetta che il loro consumo energetico supererà i 1.000 TWh entro il 2026, più del doppio rispetto al 2022. Con questi semplici dati alla mano rispondere alla domanda relativa a quanta Co2 produce il digitale appare semplice: internet inquina molto.

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Dalle email a whatsapp: quanto inquinano?
Tutto questo comporta conseguenze in termini di impatto ambientale del digitale. Gli scienziati della britannica Royal Society stimano che le tecnologie digitali contribuiscono complessivamente già tra l’1,5% e il 6% delle emissioni globali di gas serra. Ma quanto cubano i singoli settori in termini di emissioni climalteranti? Proviamo a scoprire quanto inquina una email o un semplice messaggio di Whatsapp.
Quanta Co2 produce una mail?
Quanta Co2 produce una email? Il peso ambientale di un’email l’ha calcolato Mike Berners-Lee, docente alla Lancaster University’s Environment nonché fratello di Tim Berners-Lee, il co-creatore del World Wide Web. Nel suo libro “How Bad are Bananas? The Carbon Footprint of Everything” ha provato a calcolare le impronte medie di carbonio di diverse “lettere elettroniche”. Per esempio, una email media spam pesa 0,3 g CO2e (anidride carbonica equivalente), un’email standard arriva a 4 g CO2e mentre una contenente allegati può pesare fino a 50 g CO2e.
Si aggiungano, inoltre, le stime del servizio antispam Cleanfox, secondo cui un utente medio riceve ogni anno 2.850 email indesiderate da abbonamenti, responsabili di 28,5 kg di CO2e.
Quanta Co2 produce un messaggio di Whatsapp?
Arriviamo ai servizi di messaggistica istantanea. Quanto inquina un messaggio WhatsApp? Prendendo nuovamente a prestito le parole del già citato Mike Berners-Lee nel libro “How Bad are Bananas? The Carbon Footprint of Everything“, scopriamo che l’invio di un messaggio di testo medio genera circa 0,014 grammi di CO₂. Non sembrerebbe molto, a prima vista ma, moltiplicandolo per i miliardi di messaggi inviati quotidianamente sul pianeta, si raggiungono cifre da capogiro.
Ad esempio, secondo uno studio condotto da The Shift Projet, un miliardo di messaggi scambiati su WhatsApp o altri servizi di messaggistica instantanea genera complessivamente 63 tonnellate di Co2. E queste sono le emissioni relative esclusivamente ai messaggi che contengono esclusivamente testo: il conto aumenta quando si aggiungono foto, gif, o stickers.

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I risvolti green della tecnologia
Insieme alla considerazione dell’impatto ambientale del digitale, occorre però pensare che rapidi miglioramenti nell’efficienza energetica stanno contribuendo a limitare la crescita della domanda di energia dai data center e dalle reti di trasmissione dati. Le tecnologie digitali possono infatti offrire anche opportunità significative per ridurre le emissioni. Come sottolinea la IEA nel rapporto già citato, l’adozione di misure per migliorare l’efficienza energetica e l’utilizzo di energie rinnovabili sarà fondamentale per contenere l’aumento del consumo energetico e delle emissioni relative alle tecnologie digitali nel prossimo decennio,
La forte crescita della domanda di servizi di data center continua a essere in gran parte compensata dai continui miglioramenti dell’efficienza di server, dispositivi di archiviazione, switch di rete e infrastrutture di data center, nonché dall’elevata e crescente quota di servizi soddisfatti da data center cloud e hyperscale altamente efficienti.

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Il peso dell’innovazione e le nuove sfide del digitale
La stessa Agenzia Internazionale dell’Energia mette in luce come anche l’efficienza energetica delle reti di trasmissione dati è migliorata rapidamente. Anche se il traffico internet globale è aumentato di circa 25 volte dal 2010 a oggi, “La natura della trasmissione dei dati sta cambiando rapidamente, con il traffico dei dispositivi mobili che cresce al triplo del tasso (+50%) dei dispositivi cablati e solo Wi-Fi come i computer portatili e desktop (+17%)”.
Certo, ci sono diversi fattori che possono cambiare di molto le cose. Le tecnologie digitali emergenti hanno un impatto: dai consumi generati dalla blockchain alla sfida alla decarbonizzazione dell’intelligenza artificiale negli ultimi anni è mutato rapidamente lo scenario, e con lui anche la domanda di servizi di dati. Staremo a vedere, ma nel frattempo sarebbe meglio pensarci due volte prima di inviare un meme su Whatsapp.
Andrea Ballocchi
