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Animali abbandonati: cosa fare e come comportarsi

Un gattino da svezzare, un cane abbandonato, un passerotto caduto dal nido. Prima di soccorrere un animale in difficoltà, e adottarlo, occorre sapere quali sono le mosse giuste. Ce le indica l'esperto

di Francesca Tozzi
20 Giugno 2021

Il ritrovamento di animali abbandonati e/0 feriti è un evento ricco di emozioni e di ansia. Trovare in un cespuglio o sotto casa un uccellino con la zampa spezzata, un cucciolo di cane, un gattino in difficoltà per molti significa prestare soccorso e fare qualcosa per il bene dell’animale. Le cose, però, non sono mai così semplici e le stesse operazioni di primo soccorso di un animale e della sua eventuale accoglienza nascondono delle insidie.

Gattino in un prato

Foto di Andriyko Podilnyk / Unsplash

Animali abbandonati o feriti: come comportarsi? 

Capire cosa fare in caso di ritrovamento di animali feriti e abbandonati è fondamentale e bisogna agire in modo diverso in base alla specie, prendendo alcune fondamentali precauzioni. Abbiamo chiesto l’aiuto di Chiara Bruschi della Clinica Veterinaria di Codogno, che ci spiega qual è il comportamento più corretto da tenere

Cosa fare se si trova un gatto abbandonato

Come avviene nella situazione più classica, il ritrovamento di un gattino. «Raccogliere, e accogliere, un micetto perduto dalla madre nello spostamento della cucciolata può essere un’impresa difficile», spiega la dottoressa Chiara Bruschi della Clinica Veterinaria di Codogno. «Il cucciolo può trasmettere diverse malattie, in primo luogo micosi.

Chiara Bruschi, veterinario

Chiara Bruschi

Ragion per cui è meglio prendere delle precauzioni. Se non si hanno a disposizione dei guanti (lattice, gomma o altri materiali) e la situazione richiede un soccorso immediato, è bene lavare e disinfettare le mani subito dopo aver toccato e preso in mano il cucciolo e indossare i guanti in tutte le successive manipolazioni».

Altro passo fondamentale, è cercare di capire lo stato di salute dell’animale portandolo, appena possibile, dal veterinario. «La prima cosa da fare, se si lamenta, è fornirgli dell’acqua fresca, non ghiacciata», aggiunge Bruschi. «Il latte vaccino non è digeribile per lui quindi va diluito con l’acqua e intiepidito onde evitare episodi di diarrea. Molto meglio offrire al cucciolo crocchette inumidite e schiacciate con la forchetta».

Il bagno, invece, può essere controindicato: un cucciolo abbandonato ha già subito un forte stress ed è meglio non aggravare la situazione. L’acqua, inoltre, elimina solo lo sporco esterno ma non può fare nulla contro i parassiti. Se nel pelo intravedete pulci e zecche e se ha la pancia gonfia, è probabile la presenza di parassiti intestinali. I trovatelli sono sempre da sverminare. «La cosa migliore è rivolgersi a un veterinario, almeno con una telefonata», sottolinea la dottoressa Bruschi.

«Attenzione quando applicate gli antiparassitari esterni: la dose per un gatto adulto può essere troppo forte, meglio acquistare in farmacia i prodotti specifici per i cuccioli. Se il micio ha gli occhietti chiusi, gonfi e cisposi, è probabile che sotto ci sia un’infezione: potete provare a pulirglieli passando con estrema delicatezza un dischetto di cotone intriso di acqua borica o di infuso di camomilla detergente e lenitivo».

Cosa fare se si trova un cane abbandonato

L’incontro con un cane abbandonato o randagio cane può svolgersi in altro modo. Questi è tendenzialmente meno diffidente e può essere avvicinato senza grandi difficoltà. Ma occorre sapere che se un gattino randagio si può adottare senza problemi, il ritrovamento di un cucciolo di cane impone un iter: subito dopo il ritrovamento bisogna chiamare le forze dell’ordine (vigili, carabinieri o polizia, in base all’ora) che a loro volta hanno l’obbligo di allertare il veterinario dell’Asl locale che presterà il primo soccorso e controllerà la presenza del microchip. Se il cane non ha proprietari cui essere restituito, appartiene allo Stato e viene mandato al canile sanitario in vista di un’adozione. Chi se lo tiene è passibile di denuncia.

Cagnolino in un prato

Foto di Alvan Nee / Unsplash

Uccelli feriti: ecco cosa fare

Quanto agli uccellini, occorre tenere in considerazione la specie. «Se si tratta di un piccolo rapace, come un gufo o una civetta, non è detto che sia stato abbandonato: è comune nei primi tentativi di volo che cada dal nido ma la madre è in grado di individuarlo dall’alto e di recuperarlo, quindi non bisogna spostarlo», spiega la veterinaria. «Se è ferito, ci si può rivolgere a un Centro di recupero per animali selvatici (rapaci, ricci, tassi, scoiattoli). Gli operatori verranno a ritirarlo gratuitamente e lo metteranno in libertà dopo averlo curato».

Francesca Tozzi

Articolo pubblicato il 23 agosto 2010, aggiornato il 26 giugno 2021
© Riproduzione riservata
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