Wise Society : Green Hill, i 2639 beagle sono tutti liberi
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Green Hill, i 2639 beagle sono tutti liberi

Proseguono senza sosta anche le attività di controllo sui cagnolini affidati

Ilaria Lucchetti
21 Settembre 2012

foto di _tar0_/flickr«Tutti liberi! I 2639 cani beagle di Green Hill – l’allevamento di animali per la vivisezione di Montichiari (Bs) i cui cani sono stati posti sotto sequestro probatorio il 18 luglio scorso – sono stati messi in salvo con le ultime operazioni di affidamento che si sono concluse questa settimana per gli ultimi nati»

Questa la dichiarazione, congiunta e soddisfatta- di LAV (Lega antivivisezione) e Legambiente nel corso di una conferenza stampa organizzata stamattina a Brescia.

Adesso, messi al sicuro cuccioli e adulti, la battaglia delle associazioni proseguirà per ottenere la condanna e la chiusura definitiva dell’allevamento “lager”, come era stato soprannominato nel corso degli anni.

Ma la giornata è di quelle campali, che vanno dedicate ai festeggiamenti dopo anni di pressione sull’azienda e sulle forze politiche affinché il destino di questi animali potesse cambiare. «Una riscossa storica, un lieto fine che non ha precedenti nella storia dell’antivivisezionismo per numero di cani liberi» ha commentato Gianluca Felicetti, presidente della LAV. «Festeggiamo una grandissima vittoria contro ogni forma di maltrattamento sugli animali – ha aggiunto il responsabile di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – felici di avere smascherato una terribile illegalità che avveniva al riparo della doppia recinzione dell’azienda»

Di sicuro, come hanno confermato le associazioni, le moltissime richieste di affido ricevute dalla LAV, oltre 9 mila in pochi giorni, dimostrano una forte volontà collettiva che disapprova la sperimentazione animale. Pressione che ha avuto un peso non marginale nella soluzione positiva della vicenda. Ma serve qualcosa di più. «Chiediamo all’Europa e all’Italia di cogliere questa grande vittoria collettiva per voltare pagina e compiere finalmente un’improcrastinabile scelta politica: abolire l’anacronistico obbligo della sperimentazione animale»

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