Wise Society : Global Sumud Flotilla: salpa la storica spedizione umanitaria diretta a Gaza

Global Sumud Flotilla: salpa la storica spedizione umanitaria diretta a Gaza

di Valentina Neri
3 Settembre 2025

Sono circa una cinquantina le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza per forzare il blocco navale israeliano e dimostrare che l’umanità non può tacere di fronte alle atrocità subite dal popolo palestinese

Quando il mondo tace, noi salpiamo. Sono le parole che campeggiano nel sito della Global Sumud Flotilla, una mobilitazione destinata a restare nella storia. Perché nasce da un’ampia e spontanea alleanza trasversale di attivisti che si sono organizzati per sfidare il blocco navale imposto da Israele, salpando il 31 agosto con una cinquantina di imbarcazioni per portare aiuti alla popolazione palestinese.

Global Sumud Flotilla

Foto Gulcin Bekar / Global Sumud Flotilla

Cos’è la Global Sumud Flotilla

Si parla di flottiglia umanitaria quando un gruppo di barche o navi si coordinano per raggiungere insieme una destinazione altrimenti inaccessibile. È il caso di Gaza, su cui fin dal 2007 Israele ha imposto un blocco navale, aereo e terrestre come rappresaglia nei confronti della popolazione.

Dopo quasi due anni dal 7 ottobre 2023, il giorno degli attentati di Hamas seguiti dalla disumana rappresaglia di Israele sull’intero popolo palestinese, la situazione nella Striscia è catastrofica.

Il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, parla di 60mila morti di cui circa un terzo di età inferiore ai diciott’anni. Addirittura la distribuzione di cibo ai civili, ormai stremati, è diventata una trappola. Da quando è stata affidata alla Gaza Humanitarian Foundation, una presunta Ong voluta da Israele e stigmatizzata anche dall’Onu, migliaia di persone inermi sono rimaste uccise o ferite mentre erano in coda per ricevere provviste.

Bambini affamati a gaza

Foto Shutterstock

Le organizzazioni riunite nella Global Sumud Flotilla

Per questo, nell’estate del 2025 varie coalizioni si sono riunite nella Global Sumud Flotilla, il cui nome si riallaccia al termine arabo (pressoché intraducibile) صُمُود , che significa “resistenza, caparbietà, fiducia nel futuro” ed è diventato identitario per la comunità palestinese.

Tra i promotori più noti ci sono la Freedom Flotilla Coalition, un’alleanza internazionale che ha oltre quindici anni di esperienza in spedizioni in mare di questo tipo, e il Global Movement to Gaza, noto in passato come Global March to Gaza. Partecipano anche la Maghreb Sumud Flotilla, basata in nord Africa, e Sumud Nusantara dal sud est asiatico.

La storia delle Freedom Flotilla

Sono passati meno di tre mesi da quando le forze israeliane hanno intercettato in acque internazionali il veliero Madleen, che aveva a bordo proprio gli attivisti della ong Freedom Flotilla, per poi sequestrare l’imbarcazione, condurre i membri dell’equipaggio all’aeroporto di Tel Aviv ed espellerli dal Paese. Una spedizione che ha riscosso grande visibilità anche per la presenza dell’attivista svedese Greta Thunberg.

In passato, spedizioni di questo tipo hanno avuto esiti anche drammatici. Nel 2008 due imbarcazioni del Free Gaza Movement riuscirono a forzare il blocco navale israeliano, seguite da altre tre negli anni successivi. Dal 2010 in poi nessun’altra flottiglia umanitaria arrivò a destinazione. Il 31 maggio 2010 un commando dello Stato ebraico intercettò, sempre in acque internazionali, il traghetto turco Mavi Marmara e altre sette imbarcazioni intenzionate a portare aiuti e merci verso Gaza. Le forze militari israeliane aprirono il fuoco, uccidendo dieci persone e ferendone decine. Una reazione spropositata che innescò una grave crisi diplomatica tra Tel Aviv e Ankara. Negli anni successivi si sono susseguiti altri tentativi, tutti conclusi con interventi di Israele in acque internazionali.

Global Sumud Flotilla

Foto Chris Kebbo / Global Sumud Flotilla

Il viaggio della Global Sumud Flotilla verso Gaza

La Global Sumud Flotilla ci riprova, e lo fa con un dispiegamento di forze che ha destato entusiasmo in tutto il mondo. Fra il 30 agosto e il 4 settembre circa 40-50 imbarcazioni sono salpate da Genova, Barcellona, Catania e Tunisi per poi confluire nel Mediterraneo centrale, dirette verso Gaza.

Nemmeno gli organizzatori sanno con precisione quante navi partecipano alla Global Sumud Flotilla, ma tipicamente – come riferisce Il Post – si tratta di barche a vela o a motore piccole e maneggevoli, ma al tempo stesso adatte a lunghe navigazioni in mare aperto. Sono state reperite sul mercato dell’usato e tramite il passaparola e, per scongiurare atti di sabotaggio, spesso sono state tenute nascoste fino alla vigilia della partenza.

Anche la ong italiana Emergency seguirà la Global Sumud Flotilla verso Gaza con la sua nave di ricerca e soccorso, appena rientrata dalla sua trentaseiesima missione Sar (search and rescue) nel mar Mediterraneo. La Life Support salperà da Catania e fornirà supporto medico e logistico alle imbarcazioni partecipanti.

Greta Thunberg e gli altri attivisti celebri

Al viaggio della Global Sumud Flotilla verso Gaza partecipano delegazioni da 44 Paesi. Più di 26mila persone si sono candidate per salire a bordo: gli organizzatori hanno accuratamente selezionato gli equipaggi per far sì che su ogni barca ci siano skipper, medici e persone capaci di intervenire sulla meccanica e sul motore. Tutti hanno seguito una formazione ad hoc, per saper gestire situazioni di emergenza nel pieno rispetto del diritto internazionale.

Alcuni attivisti, grazie alla loro notorietà personale, danno una grossa spinta alla visibilità dell’iniziativa. Il che, almeno negli auspici dei movimenti, dovrebbe garantire un maggiore livello di sicurezza. Tra di loro ci sono l’attivista svedese Greta Thunberg e l’ex-sindaca di Barcellona Ada Colau, entrambe partite da Barcellona.

Genova e la Sicilia si mobilitano per il popolo palestinese

In Italia, Paese da cui salpa circa la metà delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, il sostegno da parte della cittadinanza è fortissimo. A Genova, la ong Music for Peace – in collaborazione con il Collettivo autonomo lavoratori portuali (Calp) – si era posta l’obiettivo, molto ambizioso, di raccogliere quaranta tonnellate di derrate alimentari da donare alla Global Sumud Flotilla: ha dovuto interrompere la raccolta quando ha raggiunto le 250 tonnellate.

Nella serata di sabato 30 agosto, un fiume di persone ha invaso la sopraelevata e il Porto Antico per esprimere solidarietà all’iniziativa. E i portuali hanno promesso di bloccare immediatamente qualsiasi cargo in partenza qualora si perda il contatto anche con una sola delle barche (“Da questa regione escono 13-14mila container all’anno per Israele. Non esce più nemmeno un chiodo”, ha detto Riccardo Rudino in rappresentanza del Calp. A Catania e Siracusa le manifestazioni popolari sono in programma fra il 3 e il 4 settembre.

Equipaggio Global Sumud Flotilla

Foto Gulcin Bekar / Global Sumud Flotilla

Come seguire (e aiutare) la Global Sumud Flotilla

Le prime ore di navigazione non sono state facili, soprattutto per la flotta partita da Barcellona che dopo poche ore è stata costretta a rientrare in porto per il maltempo. L’organizzazione della Global Sumud Flotilla ha messo a disposizione un tracker, realizzato con Forensic Architecture, che funge anche da strumento di osservazione e vigilanza da parte dei mass media e della società civile.

Molti si chiedono quando la Global Sumud Flotilla arriva a Gaza: compatibilmente con le condizioni meteo, è previsto che la flotta raggiunga le acque della Palestina a metà settembre.

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir ha già minacciato di fermare tutti gli attivisti e trattenerli in detenzione prolungata nelle prigioni israeliane di Ketziot e Damon, un trattamento di norma riservato ai terroristi. Ma gli equipaggi non si lasciano intimorire, consci del fatto di essere – come afferma Greta Thumberg – “dalla parte giusta della storia”.

Valentina Neri

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