Un metodo che arriva dal Giappone e che permette di impacchettare i regali senza alcuno spreco, usando la stoffa e lasciano perdere il classico scotch. La ciliegina sulla torta? L'involucro diventa a sua volta un dono!
Trendy, esotico, ecosostenibile e d’effetto. Si chiama furoshiki e, in soldoni, è l’arte di impacchettare che arriva direttamente dal Giappone. Una tecnica che si può utilizzare tutto l’anno e che, senza dubbio, si rivela un’idea vincente per le confezioni regalo di Natale. Che senso ha, infatti, pensare a regali sostenibili se poi per impacchettarli si utilizza carta, plastica e fiocchetti vari che vanno solo a incrementare i rifiuti da smaltire? In questo regalo l’incarto per i regali si fa con la stoffa utilizzando una tecnica giapponese che permette di impacchettare un regalo in modo diverso. La ciliegina sulla torta? L’involucro stesso diventa un regalo! E allora andiamo a scoprire in cosa consiste la tecnica del furoshiki anche attraverso un semplice tutorial.

Foto Shutterstock
Che cos’è il furoshiki giapponese: significato della parola
Il furoshiki è una tecnica che viene da lontano, sia in senso temporale sia geografico. Il significato della parola non è strettamente legato alla sua nascita ma ne è un’evoluzione. Il termine fu infatti coniato nel periodo Edo (1603-1868) ed è legato alla costruzione intensiva di bagni pubblici. I fagotti in stoffa, che oltre ad essere decorati portavano gli stemmi della famiglia, si diffusero come modo per facilitare il trasporto e il cambio dei vestiti che, una volta impacchettati, non potevano mescolarsi a quelli di altri utilizzatori del bagno.
Gli “incarti”, in realtà esistevano già precedentemente con i nomi di koromo tsutsumi (pacchetto di vestiti) e hira tsutsumi (pacchetto di piatti) ma, con l’avvento dei bagni pubblici, il termine cambiò proprio in furoshiki, da furo (bagno) e shiki (aprire, spiegare).
In seguito, i furoshiki iniziarono a essere utilizzati anche dai mercanti per trasportare i loro beni e questa tecnica divenne sempre più popolare e utilizzata per confezionare e trasportare tantissimi altri oggetti, dai libri di scuola al pranzo fino, appunto, ai regali.

Foto Shutterstock
Furoshiki, l’incarto per regali in stoffa
A parte la storia sulla nascita della tecnica, è ovvio che oggi l’arte del Furoshiki sia un’evoluzione di questi antichi usi e che oggi sia utilizzata soprattutto per scopi “decorativi” o rituali e, appunto, per avvolgere i regali in modo eco-chic. Si tratta di una vera e propria eco-bag che, di fatto, diventa essa stessa un dono. Ma quale stoffa usare per il furoshiki? Dipende innanzitutto dalla grandezza del regalo: oltre a sciarpe e pezzi di stoffa che abbiamo già in casa, si possono usare anche vecchi foulard che non utilizziamo e diverse tipologie di tessuto, incluse seta, cotone, rayon e nylon.
Ovviamente il cotone – o la seta se cruelty free – sono gli unici materiali da considerarsi davvero sostenibili. Per quanto riguarda il colore, in genere i furoshiki sono decorati con disegni tradizionali e, anche se non esiste una misura standard, quella più tradizionale è un quadrato di 45 cm per lato. Multicolore o tinta unita, double face e con decorazioni di vari tipi. La stoffa può essere di diverse tipologie ed è importante saper scegliere la giusta trama e decorazione a seconda del regalo che si sta facendo. Si va dalle gru ai fenicotteri, passando per pattern dorati e fiori di ciliegio.
I Furoshiki più grandi vengono in genere usati sia per avvolgere i futon sia come tovaglie per il tavolo. Quelli più piccoli e preziosi (in cotone bianco e blu o in seta), vengono invece utilizzati durante la cerimonia del the. Inoltre, nel marzo del 2006, il Ministro dell’Ambiente, Yuriko Koike, ha presentato un furoshiki ideato per promuovere la riduzione dei rifiuti. Tra l’altro si tratta di un oggetto realizzato da bottiglie PET riciclate e decorato con motivi del periodo Edo che è stato denominato mottainai furoshiki, dal termine mottainai che in giapponese indica il dispiacere per qualcosa che diventa un rifiuto senza averne sfruttato pienamente le potenzialità.

Foto Shutterstock
La tecnica del furoshiki: come incartare un regalo con la stoffa
In un mondo che riscopre l’importanza del riuso e della riduzione degli sprechi, il furoshiki rappresenta un’alternativa ecologica e poetica. Può essere utilizzato decine di volte, adattandosi a mille usi: una borsa per la spesa, un elegante involucro regalo, un porta-bottiglie o perfino una decorazione per la casa.
Ogni gesto di piegatura o annodatura diventa una piccola cerimonia di consapevolezza: chi avvolge con un furoshiki non solo protegge un oggetto, ma anche manifesta cura, pratica la gratitudine e contribuisce a generare bellezza.
Ma concretamente, come si fa un furoshiki? La tecnica è molto semplice e basterà guardare con attenzione qualche video per capire come procedere. Qui di seguito vi mostriamo i video delle tecniche principali del furoshiki, specificando anche per quale tipo di oggetto servono.
- Otsukai Tsutsumi: per impacchettare oggetti rettangolari
E’ il furoshiki perfetto per avvolgere pacchi regalo rettangolari. E’ davvero molto semplice da fare perché è sufficiente un solo semplice nodo. A fare la magia, ovviamente, è il tipo di stoffa utilizzata. Usa la seta per un pacco regalo elegante, o il cotone per far risaltare la texture materica. Qui sotto, in questo video, scoprirai come fare il furoshiki otsukai tsutsumi.
- Yotsu Musubi, il furoshiki con doppio nodo
Anche questa tecnica di furoshiki è perfetta per impacchettare oggetti rettangolari con la stoffa. A differenza del primo (e più semplice) metodo, in questo caso i nodi da fare sono due e creano uno splendido effetto tridimensionale. Qui sotto trovi il tutorial per realizzarlo.
- Bin Tsutsumi, per impacchettare le bottiglie
Cerchi un modo originale per impacchettare bottigliere regalo? Puoi provare con il Bin Tsutsumi, la tecnica di furoshiki perfetta per questi oggetti dalla forma decisamente… poco impacchettabile! Utilizzare un pacchetto regalo giapponese per le bottiglie è davvero molto chic, e non è neanche troppo difficile da realizzare. Provare per credere.
- Kakushi Tsutsumi, se hai una stoffa troppo piccola a disposizione
Questa tecnica di furoshiki è decisamente diversa dalle precedenti. In questo caso il nodo è del pacchetto regalo è infatti più piccolo e nascosto alla vista. Si tratta della tecnica da utilizzare quando la stoffa che hai a disposizione è troppo piccola per il regalo da incartare.
- Kousa Tsustsumi, per pacchetti elaborati ed eleganti
Se cerchi una tecnica furoshiki ad effetto ti consiglio di puntare tutto sul Kousa Tsutsumi, che prevede due nodi paralleli e obliqui sul pacchetto. Sono ben visibili e contribuiscono a dar vita a un (sempre apprezzato) effetto wow. Qui sotto trovi il tutorial per realizzarlo. E’ necessaria un po’ più di manualità, ma basta prendere un po’ la mano per ottenere un ottimo risultato.
Insomma, sono tanto i modi per dar vita a un pacco regalo giapponese senza scotch, e l’effetto visivo è davvero splendido: forse all’inizio ci vorrà un po’ di tempo allenare la propria manualità al furoshiki, ma il risultato finale lascerà a bocca aperta tutti, te compreso!
Maria Enza Giannetto
