Wise Society : Mobilità e ricerca: Formula SAE, competizione universitaria sempre più green

Mobilità e ricerca: Formula SAE, competizione universitaria sempre più green

di Andrea Ballocchi
28 Gennaio 2022
SPECIALE : Mobilità sostenibile

C’è almeno un punto in comune tra mobilità e ricerca: si chiama Formula SAE ed è una competizione motoristica in cui si sfidano squadre di studenti universitari e laureati impegnati a ideare, progettare, costruire, sviluppare e competere in pista. Le gare offrono alle squadre la possibilità di dimostrare la loro creatività e le loro capacità ingegneristiche a confronto con squadre di altre università di tutto il mondo. In Italia la Formula SAE Italy ha raccolto nella scorsa edizione, la sedicesima, ben 48 team universitari internazionali, 44 dei quali dell’Unione Europea e ben 19 italiani (provenienti da 15 diversi atenei). Gli studenti coinvolti sono 380 da Paesi del mondo.
Oltre alle auto, suddivise tra categoria endotermica ed elettrica/ibrida, c’è anche una competizione per moto, a cadenza biennale, e una driverless aperta ai veicoli a guida autonoma.

Non è una competizione come tradizionalmente siamo abituati a pensare: a parte le moto, che disputano una gara in pista vera e propria, le auto scendono in pista singolarmente, impegnate in prove dinamiche (skidpad, accelerazione, autocross ed endurance) e statiche. Proprio così: la sfida è molto più diversificata e ha a che fare con aspetti di ingegneria, ma anche di marketing e persino di comunicazione.

Prototipi Formula SAE

Foto Formula SAE UniBo Motorsport

Formula SAE: cos’è e quali gare comprende

A proposito di mobilità e ricerca, la Formula SAE è una competizione organizzata dalla SAE International (precedentemente nota come Society of Automotive Engineers). È nata negli Stati Uniti nel 1981 ed è poi sbarcata in Europa nei primi anni 2000. L’Italia ha visto la sua prima edizione nel 2005, organizzata dall’ATA (Associazione Tecnica dell’Autoveicolo).

Oggi invece la Formula SAE Italy è gestita dalla Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (ANFIA), realtà storica – quest’anno compie 100 anni – e una delle maggiori associazioni di categoria in Italia per il settore automotive. Negli anni sono stati fatti pochi cambiamenti di location e oggi la competizione nazionale si disputa nel circuito di Varano de’ Melegari (Parma).

Le categorie in gara e la competizione

Oltre alla formula con auto endotermiche, è cresciuta sempre più la formula Electric Italy, introdotta nel 2005. Nel 2017 è stata poi la volta della formula Driverless, introdotta dalla Formula Student Germany e dedicata ai veicoli autonomi.

Il campionato è composto da una competizione per Paese ospitante e comprende gare suddivise per eventi diversi: quelli dinamici comprendono la gara di accelerazione, skid pad, autocross ed endurance; gli statici riguardano Design Event (presentazione del progetto completo dell’auto), Business Event (simulazione della presentazione del proprio progetto da parte di ogni squadra di fronte a potenziali investitori), Cost explanation (analisi del report dei costi redatto da ogni team dove sono incluse le quantità di materiali e componenti utilizzati). Le squadre sono giudicate da esperti a livello internazionale per ogni categoria suddivisi in panel.

Formula SAE: moto

Foto Formula SAE UniBo Motorsport

Mobilità e ricerca: l’esempio del team UniBo Motorsport

Tra i vari team italiani partecipanti, va segnalato UniBo Motorsport, legato all’Università di Bologna, che vanta un curriculum di ottimo livello: «nella categoria moto elettrica, siamo campioni del mondo in carica; per l’auto siamo passati dall’80esimo ai primi venti posti della classifica internazionale, centrando alcune volte il podio», racconta Giulia Lagazzi, Marketing Division Manager del team bolognese. È un team nutrito, come racconta la stessa manager nonché studentessa di Scienze della Comunicazione presso l’ateneo felsineo: «attorno alla squadra gravitano circa 200 persone tra ingegneri meccanici, elettronici, dell’automazione, oltre a ingegneri gestionali, studenti della facoltà di marketing e comunicazione».

Il lavoro dietro ad auto e moto è sensibile. Le autovetture vengono riprogettate ogni anno (le moto ogni due) e costruite pezzo per pezzo. La parte motoristica, il telaio e tutti i componenti dei prototipi sono frutto di design e progettazione degli studenti. Ma come si svolgono le gare? «Si tratta di campionati organizzati singolarmente su più giornate di gara – spiega Lagazzi –. Sono competizioni di livello internazionale perché possono parteciparvi team di tutto il mondo». A parte le moto, che gareggiano in una competizione l’una contro l’altra, come una gara di motoracing, le auto e le squadre collegate sono impegnate in più prove, che riguardano anche la parte marketing (business event e cost explanation), e prove di progetto come il design event.

Dalla univesità all’industria: la Formula SAE piace alle aziende

«L’aspetto più interessante e che piace agli studenti è la possibilità di portare avanti la ricerca e innovazione. Quest’ultima, tra l’altro, è uno dei temi al centro di una competizione dedicata, per quanto riguarda la MotoStudent». L’università guarda con favore alla competizione, cui partecipano studenti e laureati per condurre la ricerca creando gli elementi utili per fare innovazione e competizione, oltre a essere un’occasione per uno scambio di conoscenze anche con le aziende sponsor a cui possiamo fornire spunti utili che nascono da questo tipo di competizione.

Uno degli aspetti più interessanti per gli studenti che fanno parte del team è la possibilità poi di fare esperienza nel mondo industriale una volta terminati gli studi. Come ricorda la stessa Lagazzi, «le aziende tendono a puntare su studenti come noi del team perché possono contare su giovani in qualche modo già formati e che hanno già lavorato su progetti concreti». Diversi studenti passati, per esempio, dal team bolognese, sono entrati in aziende anche solo per svolgere tirocini della Motor Valley, collaborando con realtà come Ducati e Lamborghini (tra gli sponsor) ma anche in Ferrari e Maserati. Lo stesso accade anche negli altri team universitari, che possono contare su opportunità importanti all’interno di imprese di livello internazionale.

Podio Mest MS Electric di Formula SAE

Foto Formula SAE UniBo Mortorsport

Formula SAE e l’attenzione alla mobilità sostenibile

Dato che anche il settore automobilistico e motociclistico devono guardare a un futuro sempre più a emissioni zero, questa formula quanto può migliorare la mobilità sostenibile? «La formula SAE si evolve guardando anche all’evoluzione del mondo – risponde la manager del team bolognese –. Un esempio: la Formula SAE Germany ha dichiarato che il 2023 sarà l’ultimo che vedrà in competizione un’auto con motore endotermico. Successivamente si punterà sull’elettrico e sulla formula con veicoli autonomi».

Il team bolognese può anche contare sull’impiego della stampa 3D che ha notevoli benefici. Offre un’estrema flessibilità nella realizzazione ed è una pratica più sostenibile, a livello ambientale ed economico, contando su una notevole riduzione di spreco di materia prima per realizzare un prodotto. E poi c’è anche il risparmio energetico da considerare: «una stampante media consuma la metà di un phon asciuga capelli», afferma Federico di Fazio 3D printing specialist, fondatore e titolare di Lab 3D Engineering, realtà bergamasca specializzata in prototipazione rapida, progettazione e lavorazioni meccaniche e che opera da tempo nel settore della 3D printing.
Lab 3D Engineering è sponsor ufficiale del team di formula SAE per l’università di Bologna. «Il mio ruolo sarà di supporto ai ragazzi per quanto riguarda la produzione di parti e componenti della vettura tramite stampa 3D e di consulenza per eventuali problemi», spiega. Le parti in 3D spazieranno dagli scambiatori termici a supporti per il serbatoio, a parti in gomma per attutire le vibrazioni. Inoltre si occuperà della preparazione degli stampi per preparare la scocca in fibra di carbonio.

Andrea Ballocchi

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