La nuova vettura lanciata dalla casa di Maranello ha alzato un vero polverone accendendo il dibattito fra i puristi dello storico marchio e i sostenitori di un approccio più moderno e sostenibile. Vediamo perché...
Inutile negare che la presentazione di Luce (Ferrari) è stata una bomba, forse anche pensata ad orologeria, per scuotere un mercato, quello del lusso automobilistico che aveva bisogno di qualche cosa di nuovo e la Ferrari ha voluto far valere il suo blasone.
Ma noi tutti sappiamo bene quanto clamore ha suscitato la prima vettura elettrica di Maranello, con titoli, giudizi, dichiarazioni che si sono trascinate per giorni e giorni e tutti ne hanno parlato nel bene e nel male ed il compianto Oliviero Toscani, avrebbe detto che questo era un successo, perché più se ne parla e meglio è, non importa come e questo è ciò che facevano le sue campagne pubblicitarie di rottura e provocazione.

Foto: Courtesy Ferrari
I commenti a caldo sulla Ferrari Luce
Noi, abbiamo scelto di giocare d’attesa, guardare ed analizzare la “big picture” e non solo la vettura ma il suo essere Ferrari, forse non per alcuni viste le critiche, innegabile che il suo arrivo detonante ha scosso leggermente il titolo alla borsa valori e non solo, alcuni dicono anche le anime più pure del Cavallino Rampante.
I commenti a caldo sono stati questi: Luca Cordero di Montezemolo, che indubbiamente di auto e soprattutto di Ferrari ne sa qualcosa più di altri ha dichiarato: “Si rischia la distruzione di un mito. Spero che almeno tolgano il Cavallino da quella macchina”. Carlo Calenda, anch’egli ex uomo Ferrari per qualche tempo ha dichiarato: “La Ferrari Luce è un insulto estetico e tecnologico per chi ama la Ferrari o, come nel mio caso, ci ha lavorato. Complimenti a Elkann che dopo aver semidistrutto o alienato Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa, Maserati, Lancia, Scuderia Ferrari, Juventus, Repubblica e Stampa ci prova ora con Ferrari. E non era facile”.

Foto: Courtesy Ferrari
Non sono da meno i commenti della stampa, a cominciare da quella italiana che si interroga sul design, sul linguaggio un po’ troppo da “toys-giocattolo” dei designer che hanno rivoluzionato un linguaggio industriale, ma che forse in un linguaggio di design in movimento non si sono trovati a loro agio. Ricordiamo che Luce è stata disegnata da due grandi attori della Silicon Valley, Jonathan Ive e Marc Newson che vengono rispettivamente da LoveFrom ed Apple. Da chi afferma in modo lapidario che è brutta a chi dice questa non è una Ferrari, oppure sembra una Prius, oppure…
La stampa francese parla di una vettura che deve ancora convincere, soprattutto nel design e sottolinea i dubbi del mercato azionario e degli azionisti, con l’evidente calo dei giorni seguenti la presentazione (parleremo anche di questo).
La BBC è ancor più tagliente se possibile… “Ferrari wanted to take on Chinese EVs with the Luce – then the backlash started” (Ferrari voleva sfidare i veicoli elettrici cinesi con la Luce, ma poi è iniziata la reazione negativa).
Le critiche alla Ferrari Luce
In pratica le critiche se riassunte sono: spingersi troppo verso un mondo di moda e lifestyle, rinnegando storia e passione del Cavallino Rampante; rinnegare in un certo senso le origini, il Dna sportivo, anche se in effetti non in F1, ma ad esempio nella Le Mans Series Ferrari vince; un design troppo orientato al consumismo digitale, senza richiami a temi stilemi del marchio; perdere personalità e diventare un brand di lusso come tanti, traspare da più voci, soprattutto da persone che hanno vissuto il passato e forse vedono un futuro sempre e solo legato alla strada.

Foto: Courtesy Ferrari
Luce all’interno di una strategia più trasversale e globale
Si potrebbe insomma dire “che esordio disastroso!”, ma… se andiamo a leggere il percorso di Ferrari a livello globale, noteremo come il Cavallino Rampante vuole consolidare il suo posizionamento non solo come produttore di auto ad alte prestazioni, ma come vero e proprio luxury brand.
Il progetto “Luce” è stato descritto come un viaggio sensoriale dove la luce non serve solo a illuminare, ma a scolpire le forme dei modelli e probabilmente illuminare quelle che sono nuove strade strategiche, fra cui forse c’è anche quella della scelta di un pilota come Hamilton, molto orientato al mondo della moda, del lifestyle; quindi, tutta questa strada “illuminata” forse ha un senso, oppure stiamo fantasticando…

Foto: Courtesy Ferrari
La comunicazione sempre più gioca un ruolo fondamentale e Ferrari ha celato sino all’ultimo i dettagli, senza far uscire nessuna indiscrezione su design o qualsiasi particolare, ha scelto toni, colori, immagini in stile cinematografico, molto orientate a moda e lifestyle meno auto.
Dall’altra parte del tavolo la stampa economica ha sottolineato la forte spinta sul valore del brand, al lifestyle e ai valori immateriali dello stesso, oltre che alla potenza e prestazioni, anche se poi quelle in altra forma, rimangono sempre un punto fermo.
Vi è poi un altro fattore, quello che si definisce “Old Guard vs New Guard” che in Ferrari si evidenzia come la gestione, a volte criticata anche aspramente di una componente strategica politica e gestionale, di John Elkann e del CEO Benedetto Vigna decisamente orientata ai mercati globali, alla digitalizzazione e alla diversificazione dei ricavi.

Foto: Courtesy Ferrari
La risposta del mercato finanziario
Allora accendiamo il faro di Luce, proprio sull’aspetto finanziario che è stato al centro di numerosi commenti, molto negativi ma anche questo aspetto va letto con attenzione e vediamo perché. Al netto di quelle che sono state le critiche, il pensiero sul prodotto, il tonfo, vediamo di far parlare i numeri che avevano riempito la bocca di tanti facendo palesare un disastro.
Eccoli e facciamo un rapido excursus sul valore dell’azione Ferrari: prezzo pre-lancio Luce: ~400 €; minimo toccato dopo il “tonfo”: ~375 €; prezzo al 10 giugno 2026: ~515 €
La differenza netta è che rispetto al punto più basso del “crollo”, oggi siamo a +140 euro, quindi a circa un +37%.
Rispetto al prezzo precedente alla presentazione per cui in un contesto di valutazione di mercato stabile e prolifico +115 euro circa che valgono un +28%. Ora alla luce anche di questi numeri come dare torto a Ferrari, a Vigna e a Elkan dell’operazione?

Foto: Courtesy Ferrari
Dunque, perché il mercato ha premiato Ferrari, per questa nuova opera Luce? Gli analisti danno tre temi al proposito:
- Margini record: la divisione lifestyle (quella celebrata in “Luce”) ha iniziato a contribuire positivamente all’utile netto, dimostrando che il marchio Ferrari può “vendere” non solo motori, ma anche esperienza, futuro sostenibile moda e costume.
- L’effetto vetture speciali e l’Elettrica: le consegne a pieno regime ad esempio, della Purosangue o altri modelli speciali, particolarmente apprezzati e l’attesa per la prima Ferrari 100% elettrica (prevista nella seconda metà dell’anno) hanno spinto le vendite e la reputazione.
- Il posizionamento in stile “LVMH dell’auto”: gli analisti hanno smesso di confrontare Ferrari con gli altri brand auto di fascia altissima, iniziando a valutarla con i valori dei fashion and luxury brand globali più importanti al mondo. Questo sta contribuendo a cambiare radicalmente il valore del titolo in borsa ed in proiezione futura.
La Luce di Ferrari, quindi, non è solo un’automobile da vedere, osservare, criticare se si vuole, ma un’operazione di posizionamento ultra‑premium e di ampliamento visionario del marchio, più vicina al mondo del luxury design, lifestyle, fashion e sustainability che a quello dell’auto tradizionale.

Foto: Courtesy Ferrari
Il vero significato (e valore) della Ferrari Luce
Luce è quindi una brand flagship più che “un nuovo modello”, è un oggetto‑icona pensato per raccontare il futuro di Ferrari (elettrico, quattro porte) valorizzando l’esclusività e la tecnologia.
L’idea di coinvolgere Ive e Newson (LoveFrom / ex Apple) serve a trasferire su Ferrari il linguaggio del design tecnologico più avanzato e “calmo”, definito quite luxury, ispirandosi al lusso tecnologico.
Estensione di gamma ma ovviamente super esclusivo, che però estende l’utilizzo al quotidiano, al viaggio e, perché no, alla famiglia, dato che è molto abitabile e iper-confortevole per quattro persone, ma resta un prodotto di fascia altissima ad iniziare dal prezzo e non solo dalle prestazioni e ne esalta più l’immagine del marchio e dei suoi possessori.
Un prodotto che illumina il ponte tra auto e oggetto di culto, posizionandosi, forse a metà tra automobile e oggetto da collezione e status symbol culturale contemporaneo e futuribile perché vi è design, tecnologia, sostenibilità e la Luce che in qualche modo illumina il futuro.
Paolo L. Bonaveri

