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Ferla, il borgo dove si sperimentano buone pratiche di sostenibilità

Dal Villaggio del Compost alla Casa dell'acqua, passando per i progetti Agorà e BorgoAlbergo. Il piccolo comune in provincia di Siracusa, nove anni fa, ha iniziato la sua rivoluzione sostenibile, fatta di rifiuti zero, rinnovabili e democrazia partecipata

Maria Enza Giannetto
15 Febbraio 2020

«Le buone pratiche sono come le buone azioni che ti fanno venir voglia di agire sempre meglio e portano inconsapevolmente a muoversi in un certa direzione». Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla, in provincia di Siracusa non ha dubbi: da quando la sua amministrazione, nel 2011, ha impresso alla piccola cittadina la sua impronta green, i percorsi virtuosi si sono avvicendati, uno dopo l’altro.

Ferla comune pluripremiato e in testa alle classifiche del vivere sostenibile

E così, il borgo di poco più di 2500 abitanti, in 8 anni ha risalito le principali classifiche del vivere sostenibile, mietendo riconoscimenti e aggiudicandosi, in ordine sparso, la menzione speciale di Comune riciclone e il titolo da parte di Legambiente di Comune rinnovabile, nonché il riconoscimento europeo per la democrazia partecipata con il progetto Agorà – La piazza delle idee. E poi, ancora, l’iscrizione tra I Borghi più belli d’Italia e dal 2016  l’ammissione nella lista nell’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi, oltre al primato di essere il primo “Villaggio del Compost del Sud Italia”.
Con le due Case del Compost, realizzate nel 2015 e nel 2017, Ferla ha infatti avviato il progetto del compostaggio di comunità che permette di conferire la frazione organica in una struttura condivisa per poi utilizzare il compost per fertilizzare il terreno (di proprietà e degli orti didattici). Il sistema, mutuato dalla Francia, ha anche fatto ottenere ai ferlesi una decurtazione del 30% sull’imposta legata ai rifiuti nonché creato un sistema di eco turismo che muove scolaresche e associazioni interessate al funzionamento dell’Ecostazione e del villaggio del compost.

«Per noi – spiega il sindaco – il primo passo di tutto il percorso è stato quello del cambiamento di rotta sulla questione rifiuti. È partito tutto con l’adesione alla strategia internazionale “Rifiuti Zero”».

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Il piccolo comune in provincia di Siracusa è in testa a tutte le classifiche del vivere sostenibile, Credit: Archivio Comune di Ferla

Il piccolo comune siracusano è un laboratorio a cielo aperto

Negli anni a Ferla, che è diventata una sorta di laboratorio a cielo aperto, si sono susseguite le sperimentazioni e le scommesse sul futuro sostenibile. È stata realizzata la Casa dell’Acqua – un impianto di depurazione per la distribuzione di acqua potabile e la riduzione di plastica – e l’amministrazione ha puntato sull’efficienza energetica e l’impiego delle fonti rinnovabili, dotando di impianti fotovoltaici vari edifici comunali. Solo nelle scuole sono stati installati complessivamente 11 mq di solare termico e 116 kW di fotovoltaico per una copertura del fabbisogno termico ed elettrico delle scuole elementare e materna. Nelle altre strutture – Casa delle Associazioni, Centro sportivo comunale, il magazzino comunale, il campo sportivo)  sono stati realizzati impianti fotovoltaici che riescono a produrre circa 550.000 kWh/anno di energia elettrica e  soddisfano circa il 40% del fabbisogno delle strutture pubbliche garantendo perciò alle casse comunali un notevole risparmio economico oltre che a percepire dal GSE un contributo per conguaglio scambio pari a 27.000 euro per il 2017. Dal punto di vista ambientale, in questo modo di riescono a non emettere in atmosfera circa 292 t/anno di CO2. Officina delle tante idee e delle azioni di questa fase “a impatto zero” è stata, soprattutto, l’Ecostazione che oggi vanta circa 400 utenti.
«Abbiamo dato una risposta concreta a chi dice che in Sicilia non sia possibile fare le cose per bene. È vero, mancano gli impianti, ma Ferla è l’esempio che volontà e lungimiranza si, può fare», aggiunge il sindaco.

Un modello tanto virtuoso che, nell’agosto 2018, a seguito di un’audizione sul compostaggio di comunità e sulle buone pratiche ecosostenibili tenuta presso la Commissione regionale Ambiente della Regione Siciliana, è stato persino indicato come linea guida da seguire per tutti i comuni siciliani.

Slow living e hospitality tra le caratteristiche di Ferla

La comunità del piccolo borgo, in questi anni, si è mossa lungo un percorso plasmato dalle azioni e dalla partecipazione e scandito da quell’acronimo B.E.L.L.O. – Bacino, Ecologico, Laboratorio, Lento Operativo che dà il nome a un altro dei progetti innovativi, basato sia sulla riscoperta dell’identità sia sulla gestione sostenibile e condivisa del territorio. Un concentrato di buone pratiche valorizzate anche attraverso gli altri progetti Ferla Slow Living, Scuole 2.0, Compost-iamoci Bene, Ferla Agorà.

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La ecostazione comunale per i rifiuti di Ferla, Credit: Archivio Comune di Ferla

A partire dalla sua identità di piccolo borgo, Ferla in questi anni ha puntato l’attenzione sulla filosofia dello slow living con l’obiettivo di riscoprire, lentamente, i valori del territorio. È nata così l’idea di BorgoAlbergo di Ferla, evoluzione del sistema di accoglienza turistica del paese albergo che integra tutte le realtà ricettive e l’ospitalità diffusa in piccoli alloggi riconvertiti ad ospitare quei turisti che vogliono vivere una esperienza autentica di turismo culturale.

Un piccolo borgo- cantiere di sperimentazione che, da pochissimo, ha anche lanciato l’idea di un progetto di ripopolamento, con incentivi per chi vorrà venire a vivere a Ferla.

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