Wise Society : Famiglie che vogliono adottare: cosa può fare l’Ai.Bi.
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Famiglie che vogliono adottare: cosa può fare l’Ai.Bi.

L'organizzazione, attiva dal 1922, aiuta gli aspiranti genitori che intendono adottare un minore straniero o lo vogliono sostenere nel suo Paese con aiuti economici

V.Petraglia
19 Giugno 2012

Image by © Elisabet Zeilon/Johnér Images/Corbis“Ai.Bi. Amici dei Bambini” è un’organizzazione non governativa fondata da un movimento di famiglie adottive e affidatarie nel 1986 e da sempre lavora al fianco dei bambini che in tutto il mondo si trovano a sperimentare la triste condizione dell’abbandono. Quindi bambini orfani o abbandonati, che siano ospiti di istituti o vivano invece per strada, con l’obiettivo di offrire loro sostegno e una prospettiva di esistenza migliore. Per far ciò Ai.Bi. è impegnata in precisi ambiti d’azione fra cui, innanzitutto, l’adozione internazionale.

È, infatti, dal 1992 ente autorizzato all’adozione internazionale e come tale accompagna le famiglie italiane che intendono adottare un minore straniero dall’inizio delle pratiche adottive fino all’inserimento e alla crescita del bambino in famiglia. In particolare, quando i bambini abbandonati non possono essere integrati nella loro famiglia di origine e non è possibile l’adozione nazionale, la via che si cerca di seguire è appunto quella dell’adozione internazionale, unica ed ultima possibilità affinché i piccoli possano essere riaccolti in via definitiva da una famiglia.

Ai.Bi. si occupa, inoltre, anche di adozioni a distanza e di affido, grazie al quale i piccoli bisognosi vengono accolti temporaneamente in famiglia, che permette loro di continuare a vivere una relazione familiare in attesa di essere accolti in un secondo momento in via definitiva da una famiglia tutta loro. A tal proposito Ai.Bi. organizza corsi di formazione all’affido e gestisce case famiglia e centri servizi per la famiglia. Altro ambito d’azione è quello della cooperazione internazionale con progetti che hanno sempre come protagonisti i bambini e le famiglie che vengono portati avanti da professionisti che lavorano per Ai.Bi. nei vari paesi in cui opera.

Molto importante è, infine, il lavoro di promozione della cultura dell’accoglienza, per sensibilizzare, informare e formare l’opinione pubblica, gli operatori e le famiglie sui molteplici aspetti che riguardano l’infanzia, anche attraverso la realizzazione di eventi, ricerche, studi, convegni, pubblicazioni. «L’abbandono è la quarta emergenza umanitaria internazionale, un fenomeno in crescita di cui non si può più fare a meno di occuparsi con sempre maggiore attenzione e impegno, ed è per questo che da 25 anni ci battiamo su questo fronte» sottolinea Marco Griffini, presidente della onlus.

Ai.Bi. è attiva in Italia con una sede nazionale e undici sedi regionali e opera in 27 paesi del mondo con sedi operative in Europa dell’Est, America, Africa e Asia, e per saperne di più sulle sue attività e sulle modalità per sostenerle c’è il sito www.aibi.it.

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Max Laudadio
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