Wise Society : Le nuove frontiere dei viaggi sostenibili

Le nuove frontiere dei viaggi sostenibili

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15 Dicembre 2025
SPECIALE : Vacanze sostenibili fra natura e patrimonio culturale

Come cambierà il modo di viaggiare in futuro? Ne abbiamo parlato con Aurélie Sandler e Laurent de Chorivit, Ceo della B Corp Evaneos, piattaforma di viaggi da sempre impegnata per un turismo responsabile fatto di lotta all'overtourism, impatto positivo sul territorio e rispetto dell'ambiente e delle comunità locali

Negli ultimi anni il modo di viaggiare è profondamente cambiato. Sempre più persone non cercano soltanto una destinazione, ma un’esperienza capace di lasciare un segno positivo: sull’ambiente, sulle comunità locali e anche su sé stessi. Il turismo sostenibile, un tempo considerato una nicchia, sta diventando sempre più una risposta concreta a un bisogno diffuso di senso, responsabilità e autenticità. Viaggiare, insomma, non basta più: conta come lo si fa.

In questo scenario in evoluzione, Evaneos rappresenta uno degli attori più credibili e innovativi del turismo responsabile. La piattaforma, nata nel 2009, ha costruito il proprio modello su un principio chiaro: mettere in contatto diretto i viaggiatori con agenzie locali selezionate e con le persone del luogo che si visita, favorendo esperienze su misura e garantendo che il valore economico del viaggio resti in gran parte nei territori visitati. Un approccio che coniuga qualità dell’esperienza e impatto positivo, trasformando il viaggio in uno strumento di sviluppo locale.

viaggiatrice

Foto: courtesy Evaneos

L’impegno di Evaneos per rendere il turismo un motore di cambiamento

Un impegno che trova oggi una conferma importante nel rinnovo della certificazione B Corp, ottenuta per la prima volta nel 2022 e recentemente rafforzata con un punteggio di 124,3 punti, in crescita di ben 34 punti rispetto alla prima valutazione. Un risultato che posiziona Evaneos tra le realtà più responsabili del settore turistico e certifica la solidità di un modello fondato su governance, trasparenza, attenzione sociale e ambientale.

Alla base di questo percorso c’è una rete di oltre 600 agenzie partner in più di 160 destinazioni, accompagnate e incentivate verso processi di certificazione e miglioramento continuo. Oggi il 78% di queste è impegnato in percorsi riconosciuti come Travelife, contribuendo a rendere il turismo un motore di cambiamento reale per le economie locali. Non a caso, con Evaneos l’85% dei ricavi di un viaggio rimane sul territorio, generando valore condiviso e duraturo.

Parallelamente, la piattaforma lavora sulla consapevolezza dei viaggiatori, proponendo itinerari fuori dai circuiti più affollati, periodi alternativi alla alta stagione e soluzioni concrete per ridurre l’impronta carbonica degli spostamenti. Strumenti come il Travel Pledge, lanciato nel 2024, invitano chi viaggia a diventare parte attiva di un turismo più rispettoso, capace di tutelare culture, paesaggi e relazioni umane.

Iniziative, invece, come il Better Trips Fund hanno già consentito a Evaneos di devolvere oltre 2 milioni di euro a progetti ad alto impatto sociale e ambientale, dalla riforestazione alla compensazione delle emissioni, fino al sostegno diretto alle comunità locali.

Wise Society ha intervistato Aurélie Sandler Laurent de Chorivit, Co-Ceo di Evaneos, per capire come sta cambiando il turismo e il modo di viaggiare e cosa aspettarci dal futuro…

Laurent de Chorivit e Aurélie Sandler, rispettivamente Ceo e Co-Ceo di Evaneos.

Aurélie Sandler e Laurent de Chorivit, Co-CEO di Evaneos.

Come è cambiato negli ultimi anni il mondo del turismo e il modo di viaggiare delle persone?

LAURENT DE CHORIVIT: Negli ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento significativo nelle aspettative delle persone rispetto al viaggio. Non si tratta più di “spuntare una lista” — visitare monumenti iconici, soggiornare in resort di lusso, spostarsi rapidamente da una tappa all’altra — ma di cercare connessioni più profonde: con la cultura locale, con la natura, con esperienze autentiche.

I viaggiatori sono sempre più consapevoli dell’impatto che il loro viaggio può avere sulle destinazioni e sulle comunità ospitanti, e chiedono maggiore trasparenza su questi aspetti. Per noi di Evaneos questo significa facilitare viaggi costruiti insieme agli esperti locali, ovvero le nostre agenzie partner sul posto, anziché proporre pacchetti generici. Il risultato è un itinerario più su misura e più significativo, in cui il valore economico arriva in modo più diretto alle persone e ai territori visitati.

Allo stesso tempo, notiamo una crescente richiesta di flessibilità, di slow travel anziché di vacanze frenetiche, e di soluzioni che riducano l’impatto ambientale, come i viaggi in treno, i soggiorni più lunghi e la scelta di periodi alternativi all’alta stagione.

Questo non è solo un trend, ma un cambiamento strutturale nel modo in cui il viaggio viene pensato e vissuto. Per questo, nella nostra ultima strategia abbiamo previsto che, a partire dal 2026, la piattaforma modificherà la propria offerta introducendo una durata minima di soggiorno per gli itinerari che prevedono voli aerei.

Cosa possiamo aspettarci dal futuro? Quali esigenze diventeranno sempre più centrali?

AURÉLIE SANDLER: Guardando al futuro, diversi trend interconnessi diventeranno sempre più rilevanti. La sostenibilità diventerà la norma: i viaggiatori si aspetteranno pratiche sostenibili non come opzioni aggiuntive, ma integrate nella progettazione stessa del viaggio, dalla riduzione delle emissioni alla valorizzazione delle economie locali, fino alla protezione della natura.

La prossimità e la lentezza acquisteranno maggiore importanza: con una crescente sensibilità verso il cambiamento climatico e il valore del tempo, molte persone sceglieranno percorsi più brevi o comunque più lenti, per entrare davvero in relazione con un luogo anziché attraversarlo rapidamente. La personalizzazione continuerà a crescere: il viaggio “taglia unica” perderà attrattiva. I viaggiatori cercheranno itinerari che riflettano i propri valori, interessi e identità, includendo il punto di vista delle comunità locali.

La tecnologia e le scelte guidate dai dati avranno un ruolo sempre più importante. I dati aiuteranno viaggiatori e operatori a prendere decisioni più consapevoli, ad esempio su quali destinazioni privilegiare, quando partire e come ridurre l’impatto del viaggio. L’intelligenza artificiale avrà un ruolo significativo nella fase di ispirazione e pianificazione, ma l’esperienza sul posto rimarrà profondamente umana.

Infine, la rigenerazione e l’equità diventeranno obiettivi centrali: non solo “non fare danni”, ma contribuire attivamente alla rigenerazione ambientale e sociale dei luoghi e garantire che le comunità beneficino realmente del turismo. In Evaneos ci stiamo già muovendo in questa direzione, progettando viaggi con trasporti a minore impatto, soggiorni più lunghi e collaborando con i partner locali per migliorare le loro pratiche di sostenibilità. Il futuro sarà far crescere e diffondere queste modalità.

mappa viaggi

Foto: courtesy Evaneos

Siete un’azienda B Corp: quali sono i risultati concreti di questo modello?

LAURENT DE CHORIVIT: Sì, Evaneos è orgogliosa di essere certificata B Corp. Nel nostro ultimo processo di certificazione abbiamo ottenuto un punteggio complessivo di 124,3 punti nel B Impact Assessment, ben al di sopra della soglia minima di 80 punti. Questo risultato riflette miglioramenti e impegni reali in ambiti come governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti. Abbiamo, ad esempio, integrato indicatori di impatto nella remunerazione del management e pubblichiamo risultati e metriche con la massima trasparenza.

Dal punto di vista del modello economico, la nostra piattaforma fa sì che una parte significativa della spesa del viaggio rimanga nelle economie locali. Secondo le nostre analisi, circa l’85% del valore di un viaggio resta agli attori in destinazione, come le agenzie locali, invece di disperdersi tra intermediari. Abbiamo inoltre creato il Better Trips Fund, attraverso il quale una parte di ogni prenotazione viene destinata a progetti che riducono gli impatti negativi del turismo e promuovono un cambiamento positivo. Finora sono stati allocati oltre 2 milioni di euro per queste iniziative.

Monitoriamo anche le certificazioni dei partner locali: circa il 78% delle nostre agenzie partner possiede oggi certificazioni riconosciute in ambito sostenibilità, come Travelife. Questi numeri dimostrano che per noi lo scopo non è un accessorio, ma un elemento strutturale del nostro modello di business.

Su quali aree ESG investite maggiormente?

AURÉLIE SANDLER: I nostri principali ambiti di investimento sono tre. Il primo riguarda il clima e l’ambiente. Stiamo lavorando a una roadmap di decarbonizzazione che include sia le nostre operazioni sia le attività in destinazione. Promuoviamo, quando possibile, l’uso del treno, i soggiorni più lunghi e una riduzione dei voli, sostenendo al contempo progetti di tutela dei territori e turismo comunitario attraverso il Better Trips Fund. In collaborazione con Roland Berger abbiamo inoltre sviluppato il primo Indice di Overtourism, per misurare e gestire la pressione turistica sulle destinazioni.

Il secondo ambito è l’impatto sociale e comunitario. Poiché il nostro modello si basa su un marketplace di agenzie locali, investiamo per garantire che questi attori siano valorizzati, ascoltati e supportati nel rafforzamento delle loro competenze, ad esempio attraverso formazione, supporto alla certificazione e collaborazioni con organizzazioni come Planeterra.

Il terzo ambito è la governance e la trasparenza. Crediamo che la sostenibilità richieda meccanismi solidi di responsabilità, coinvolgimento degli stakeholder, trasparenza nell’allocazione dei fondi e misurazione dei risultati. Un esempio concreto è il legame tra la retribuzione dei dirigenti e gli obiettivi di impatto. In sintesi, investiamo dove l’intersezione tra operazioni commerciali, comportamento dei viaggiatori e impatto sulle destinazioni è più significativa.

persone delle comunità locali

Foto: courtesy Evaneos

Qual è l’elemento distintivo delle esperienze di viaggio Evaneos?

LAURENT DE CHORIVIT: Ciò che distingue Evaneos è la combinazione di tre elementi. Il primo è una rete selezionata di agenzie locali che conoscono profondamente le loro destinazioni, vivono nei territori e progettano i viaggi a partire dal contesto locale. Il secondo è un modello marketplace che consente a una quota maggiore della spesa del viaggio di restare nelle economie locali, garantendo al tempo stesso sicurezza, affidabilità e supporto al viaggiatore. Il terzo è una prospettiva di sostenibilità integrata nella progettazione del viaggio: soggiorni più lunghi, mezzi di trasporto a minore impatto, itinerari alternativi lontani dalle aree sovraffollate e coinvolgimento continuo dei partner locali nel miglioramento delle pratiche. Questa combinazione permette esperienze profonde e autentiche per chi viaggia, e benefici reali e rispetto per i luoghi che accolgono.

viaggiatrice in treno

Foto: courtesy Evaneos

Il problema dell’overtourism è sempre più urgente. Come affrontarlo e perché è necessario intervenire?

AURÉLIE SANDLER: L’overtourism si verifica quando il numero di visitatori e l’attività turistica superano la capacità ambientale, sociale o infrastrutturale di una destinazione. In questi casi viene compromesso ciò che il turismo dovrebbe generare: scambio positivo, rispetto culturale ed economie locali sane. Senza interventi, gli effetti sono evidenti: ecosistemi danneggiati, malcontento dei residenti, perdita di autenticità, aumento dei prezzi e peggioramento della qualità dell’esperienza. Per Evaneos intervenire non è opzionale, ma fondamentale per la durata e la legittimità stessa del turismo.

Agiamo attraverso la misurazione, con l’Overtourism Index sviluppato con Roland Berger su 70 destinazioni, e attraverso decisioni concrete. Nelle destinazioni identificate come ad alto rischio, limitiamo o sospendiamo le vendite nelle stagioni più critiche. Quest’anno, ad esempio, abbiamo interrotto la vendita di viaggi estivi a Mykonos e Santorini. Offriamo inoltre itinerari alternativi, viaggi in bassa stagione, destinazioni meno note e soggiorni più lunghi. Questo approccio consente di salvaguardare la natura e l’autenticità dei luoghi, migliorare l’esperienza dei viaggiatori e sostenere le comunità locali.

Qualche consiglio per viaggiare in modo più sostenibile?

LAURENT DE CHORIVIT: Scegliere soggiorni più lunghi e un ritmo più lento, anziché cercare di visitare molti luoghi in poco tempo. Viaggiare più vicino o optare, quando possibile, per mezzi di trasporto a minore impatto come treni o autobus. Visitare destinazioni meno note o partire in bassa stagione, riducendo la pressione sui luoghi più frequentati e vivendo esperienze spesso più autentiche. Privilegiare operatori e servizi gestiti localmente, affinché la spesa contribuisca direttamente all’economia del territorio. Chiedere trasparenza sulle scelte di viaggio, comprese quelle legate all’impatto. In Evaneos incoraggiamo i viaggiatori a considerarsi ospiti temporanei, non consumatori di luoghi, e a scegliere viaggi con meno tappe ma di maggiore qualità.

treno

Foto: courtesy Evaneos

Progetti futuri? Cosa bolle in pentola?

AURÉLIE SANDLER: Stiamo portando avanti diverse iniziative che mostrano l’evoluzione di Evaneos da marketplace di viaggio a piattaforma orientata all’impatto. Stiamo rafforzando gli impegni sulle destinazioni, a partire dall’Indonesia come paese pilota, per fare del turismo uno strumento di protezione ambientale e benessere comunitario. Stiamo inoltre lavorando su strumenti basati sull’intelligenza artificiale per aiutare i viaggiatori a trovare ispirazione per viaggi più sostenibili e coerenti con i loro valori, suggerendo destinazioni meno note o modalità di viaggio a minore impatto. Continuiamo infine a sostenere i nostri partner locali attraverso programmi di formazione e strumenti concreti per rafforzare le loro pratiche sostenibili.

Cosa significa essere un’azienda “wise”?

LAURENT DE CHORIVIT: Per noi essere un’azienda “saggia” significa molto più che efficienza operativa o profitto a breve termine. Significa essere guidati da uno scopo chiaro, sapere per chi si opera e quale impatto si vuole generare. Significa pensare in un’ottica di lungo periodo e considerare l’impatto intergenerazionale sulle persone, sul pianeta, sulle culture e sull’economia. E, ancora, valorizzare e ascoltare davvero tutti gli stakeholder — viaggiatori, partner locali, comunità ospitanti, collaboratori e ambiente — e non solo gli azionisti. Significa agire con trasparenza e responsabilità, misurare ciò che si fa, riconoscere dove si può migliorare e imparare continuamente, integrando l’etica nelle decisioni quotidiane. Nel turismo, tutto questo significa riconoscere che il viaggio non è consumo di luoghi, ma relazione tra persone e territori. Evaneos lavora per progettare viaggi che rispettino questa relazione, ne misurino l’impatto, intervengano quando necessario e continuino a evolvere per il bene comune.

Vincenzo Petraglia

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