Wise Society : «E!State Liberi!»: il campo di formazione estiva sui beni confiscati
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«E!State Liberi!»: il campo di formazione estiva sui beni confiscati

Il progetto di Libera è finalizzato alla valorizzazione e alla promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, nonché alla formazione sui temi dell'antimafia sociale

Fabio Di Todaro
19 giugno 2019

Educazione antimafia a scuola, ma non soltanto. Pure il periodo estivo può rappresentare l’occasione per far crescere gli adolescenti nel segno della legalità.

È quello che fa Libera con l’iniziativa «E!State Liberi!»: campi di formazione sui beni confiscati, al fine di incentivare il riutilizzo sociale e la formazione dei partecipanti sui temi dell’antimafia. Fino al 23 giugno, a Roma, si terrà il primo in un luogo divenuto un simbolo del potere mafiosa all’ombra della Capitale. Lo scenario sarà quello della Romanina, la casa di questi ragazzi una delle ville confiscate alla famiglia Casamonica. «Un simbolo della prepotenza mafiosa si accinge a diventare un luogo di riscatto, di incontro e socialità per un quadrante di città che anela investimenti in chiave sociale», spiega Claudio Siciliano, responsabile dei campi estivi di Libera (informazioni allo 06-6970342/45/47 o al 380-9035998). I partecipanti avranno occasione di entrare in contatto con testimoni e storie in grado di far comprendere il peso del potere mafioso e l’importanza della cittadinanza per contrastarlo. Il campo darà modo di conoscere le storie di resistenza, come quelle legate al contrasto al fenomeno del caporalato. L’impegno degli adolescenti si tradurrà anche in azioni concrete per gli interni e il giardino della villa, renderla più accogliente e funzionale per la cittadinanza e per l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici del Lazio (Angsa) che si è fatta promotrice del riutilizzo.

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Nelle circa 50 località coinvolte, divise tra 13 diverse regioni, il progetto «E!State Liberi!»impatta ogni anno positivamente sui territori coinvolti, portando presenza e partecipazione attiva in contesti in cui si promuove un cambiamento culturale, Foto: pagina facebook di Libera contro le mafie

GIOVANI E ADULTI INSIEME PER IL BENE DELLA LEGALITÀ – «E!State Liberi!» è un progetto finalizzato alla valorizzazione e alla promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie, nonché alla formazione dei partecipanti sui temi dell’antimafia sociale e alla conoscenza dei territori coinvolti. Il tutto attraverso una settimana di vita di campo, immersi in esperienze di impegno sociale e approfondimento. Se da un lato il progetto si delinea come di fondamentale importanza per le realtà che gestiscono beni confiscati e sequestrati, dall’altro i veri protagonisti sono le migliaia di giovani e adulti che ogni estate decidono di dedicare una settimana delle proprie vacanze ad accompagnare il quotidiano impegno di cooperative sociali e associazioni nelle reti territoriali dell’antimafia sociale. Nelle circa 50 località coinvolte, divise tra 13 diverse regioni, il progetto impatta ogni anno positivamente sui territori coinvolti, portando presenza e partecipazione attiva in contesti in cui si promuove un cambiamento culturale.

CAMPI PER TUTTI – Diverse le tipologie dei campi: per singoli, per gruppi, per minorenni, per famiglie, tematici e aziendali. In particolare, negli ultimi anni, sono state consolidate le esperienze dei campi tematici, in cui la settimana è dedicata a formazione e azioni legate a campagne ed ambiti di intervento specifici dell’associazione. Sono numerose le esperienze in cui i partecipanti, al primo contatto con Libera, di ritorno dai campi cominciano ad impegnarsi quotidianamente nell’associazione, nel proprio territorio di provenienza. Molto importante è l’offerta dei campi per i giovanissimi dai 14 ai 17 anni, con centinaia di posti offerti. Sempre nell’ambito minorile è stato confermato l’impegno dell’associazione nel coinvolgimento sui campi «E!State Liberi!» dei ragazzi «messi alla prova» (fin dalla fase processuale, si può concordare un impegno in attività di pubblica utilità per estinguere un reato). «Queste esperienze costituiscono un’occasione di arricchimento e di riscatto dagli errori commessi», conclude Siciliano.

Twitter @fabioditodaro

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