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Eni inaugura il più grande nido aziendale in Italia

Cucina, musica, natura e insegnanti di inglese per 160 bambini, un modello di eccellenza pedagogica gestito dalla società Reggio Children

da Il Sole 24 Ore
21 settembre 2010

Nido Scuola Eni, foto di ENI

L‘Eni ha inaugurato un nido aziendale per 160 bambini nel proprio quartier generale a San Donato Milanese (Milano). Con 2.800 metri quadrati di superficie è il più grande d’Italia, primato finora detenuto da Banca Mediolanum (126 posti, mille mq di superficie). Il nido è certificato in classe energetica A.

La struttura viene definita come un modello di eccellenza pedagogica e architettonica e rientra nel progetto welfare avviato dal gruppo nel 2007 per la realizzazione di iniziative volte al benessere dei propri dipendenti. Alcuni posti saranno riservati a famiglie del territorio.

Il nido è stato realizzato al termine di un confronto con esperienze d’avanguardia a livello nazionale e internazionale che ha visto Reggio Children prevalere come partner. La notorietà della società emiliana, a capitale pubblico-privato, esplose nel 1991 quando una giuria di esperti internazionali, attraverso la rivista Usa Newsweek, identificò nella scuola comunale dell’infanzia Diana, in rappresentanza della rete di scuole e nidi reggiani, l’istituzione all’avanguardia nel mondo rispetto all’educazione dei bambini.

Al centro della filosofia di Reggio Children ci sono gli atelier, spazi dedicati in cui i bambini provano lo stupore del conoscere. A partire dalla cucina, considerata fondamentale e posta al centro della struttura, visibile dai bimbi grazie a vetrate trasparenti e dove gli stessi possono accedere per ideare una torta di compleanno o anche tagliare carote e scoprire l’importanza degli ingredienti genuini, ovviamente in totale sicurezza.

Altri atelier, testati a Reggio Emilia e poi esportati in numerosi paesi esteri, riguardano la luce, l’acqua e il suono (in arrivo). Sono pensati per accogliere in forma permanente la creatività nel pensare e agire insieme dei bambini, sotto forma di conoscenza della natura e in altri casi di pittura, movimento, musica e teatralità. Nell’asilo sono presenti insegnanti madrelingua inglese e spazi comuni, le piazze, per creare relazioni tra i soggetti che compongono il sistema scuola. Un giardino di 3mila metri quadrati, in parte pensile, accoglie installazioni pensate per accogliere e giocare con il vento, la pioggia, il suono. La presenza di ampie vetrate e grandi lucernari all’interno delle aule consente ai bambini di vedere costantemente il cielo, anche da sdraiati.

Il progetto ha visto il coinvolgimento della facoltà di Scienze della formazione dell’Università Milano Bicocca.

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