Wise Society : Economia circolare e sostenibilità: così persone e oggetti rinascono a seconda vita

Economia circolare e sostenibilità: così persone e oggetti rinascono a seconda vita

di Andrea Ballocchi
25 Febbraio 2022

Economia circolare e sostenibilità non fanno bene solo all’ambiente, ma anche alle persone. C’è un legame che passa dalla “seconda vita” delle materie prime e non solo. Si moltiplicano, infatti, le iniziative che coinvolgono ex detenuti e altre persone con un percorso di vita difficile e che trovano una seconda possibilità tramite cooperative che offrono loro la possibilità di essere impegnati e formati svolgendo lavori non solo socialmente utili, ma anche circolari e sostenibili. In Italia, Paese al vertice europeo e mondiale per circular economy e virtuosa anche in green economy, di esempi ce ne sono molti. Ecco alcune delle storie più significative, che parlano di riciclo, ma anche di sostenibilità ambientale e sociale.

Economia circolare e sociale

Immagine Shutterstock

Dal PVC ai tessuti riciclati: l’economia circolare va di moda

Offrire una seconda opportunità è l’obiettivo della Cooperativa sociale Rio Terà dei Pensieri, nata per promuovere attività di formazione e lavoro all’interno delle carceri veneziane. Una delle attività avviate sin dal 2009 è il laboratorio di PVC riciclato, che utilizza materiale di scarto recuperato dai banner pubblicitari dismessi per destinarlo alla creazione di manufatti ecosostenibili. Nel laboratorio si realizzano borse e accessori il cui brand è “Malefatte”, un’allusione ironica – specifica la stessa cooperativa – al lavoro fatto dai carcerati e ai materiali utilizzati nella produzione. La stessa ha anche attivato, in tema sostenibile, un lab di prodotti cosmetici, proponendo una linea naturale e una linea biologica certificata. Produce anch’essa manufatti artigianali, partendo da tessuti riciclati, l’iniziativa nata a Lecce a marchio Made in Carcere, grazie a Luciana Delle Donne, fondatrice di Officina Creativa, una cooperativa sociale non a scopo di lucro.

Malefatte: made in prison

Foto Malefettevenezia.it

Il rifiuto non va sprecato grazie al cassonetto intelligente

A Milano, presso il carcere di Bollate, si è sviluppata l’idea di Riselda un cassonetto innovativo che può registrare, etichettare, pesare e tracciare i rifiuti, migliorando il servizio di raccolta, trasformando il rifiuto in risorsa. Oggi l’idea e la sfida è portare in città un percorso di riciclo ed economia circolare basato sulla comunità e sulla partecipazione delle cittadine e dei cittadini, in cui Riselda è il cuore. Oggi il team Riselda e Zone onlus hanno lanciato un progetto di raccolta fondi per finanziare l’idea. Non solo: grazie all’evoluzione in “Riselda partecipa“, si è voluto avviare un percorso di coinvolgimento dell’intera comunità: “l’app collegata al cassonetto permette la reale condivisione di messaggi e informazioni tra gli abitanti del quartiere, i quali possono proporre e stimolare nuove idee e servizi”, spiega il Comune di Milano, coinvolto e promotore a livello cittadino dell’iniziativa.

Questo progetto è parte delle iniziative del gruppokeep the planet clean”, nato nello stesso penitenziario di Bollate dove è stata avviata la raccolta differenziata, coinvolgendo gli stessi detenuti nell’attività di riciclo. Lo scopo è educarli “a migliorare le proprie condizioni di vita e diventare promotori di uno stile diverso di gestione dei rifiuti”. Così si portano avanti i valori di economia circolare e sostenibilità.

Dall’enogastronomia al riuso: la creatività solidale si fa spazio

In Italia, patria dell’enogastronomia, non mancano iniziative legate al food, ma sempre in tema di economia circolare e sostenibilità. Una delle più rappresentative è “Fuga di Sapori”, la prima Bottega Solidale in un carcere italiano che espone e vende produzioni di economia carceraria.

Birre, conserve, dolci e marmellate, ma anche prodotti per la casa trovano spazio per la vendita online e per pochi mesi anche come temporary store presso l’outlet di Serravalle Scrivia. Oltre al progetto enogastronomico è stato avviato dalla stessa cooperativa sociale Idee in fuga, attivo nell’Istituto Penitenziario “Cantiello e Gaeta” di Alessandria: si tratta di un progetto di Social Wood e di un laboratorio di falegnameria che, partendo da materiali di scarto, produce manufatti di qualità in linea con i principi di recupero, riuso e riutilizzo.

Sempre legato a economia circolare e sostenibilità è il progetto “C’ero due volte” ideato e condotto dalla cooperativa sociale “Des Tacum” il cui obiettivo è promuovere la cultura del riuso. Un progetto che si è aggiudicato il bando AmbientAzioni 2021 (e un contributo di 30mila euro) messo in campo dal Comitato Territoriale Iren di Piacenza: si intende partire dallo sgombero di locali in disuso per recuperare oggetti in buono stato così da riutilizzarli. Il progetto coinvolge persone svantaggiate, come ex detenuti, disoccupati, immigrati: saranno loro, dopo un periodo di formazione, a essere messi nelle condizioni di ridar vita agli scarti, riducendo così la quantità di rifiuti prodotti attraverso la prevenzione e il riuso. Nel progetto saranno anche sensibilizzate e coinvolte le scuole locali.

Andrea Ballocchi

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