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EasyReading™, il carattere che aiuta i dislessici a leggere meglio

Elaborato a Torino dai fondatori di una piccola casa editrice, è l'unico a essere stato validato scientificamente ed è riconosciuto a livello internazionale

Mariella Caruso
20 Giugno 2014

Image by © Jutta Klee/CorbisNella maggior parte dei casi sono vivaci e creativi oltre che normalmente intelligenti, ma quando gli si mette davanti un testo da leggere tutto per loro diventa molto difficile. Sono i bambini dislessici, quelli che poi diventano adulti dislessici. La dislessia, infatti, non è una malattia che guarisce, ma un disturbo specifico dell’apprendimento che, nel gergo tecnico della scuola insieme a disortografia, disgrafia e discalculia, viene classificato come Dsa. Per aiutare nell’apprendimento scolastico i bambini dislessici si utilizzano i cosiddetti strumenti compensativi che sono alternativi alla pura lettura e prevedono l’utilizzo di cd, video e computer.

Ma a dare una mano ai dislessici, siano essi adulti e bambini, può essere anche un carattere di stampa che migliori la leggibilità dei testi. In genere, come consigliano gli esperti sono da preferire i font a bastoncino rispetto a quelli con uncini e code anche se poco o nulla si può fare per l’effetto affollamento sulla riga.

A lanciare un’ancora ai dislessici, però, sono arrivati un professore di Torino e un informatico siciliano, Federico Alfonzetti e Nino Truglio, che hanno sviluppato un font tipografico ad alta leggibilità, eccellente per i dislessici, ottimo per tutti. Si chiama EasyReading™, ha come logo una talpa, ed è già stato adottato per le pubblicazioni specifiche di alcuni editori scolastici (tra gli altri DeA Scuola, Rcs Education, Fabbri Editore), per gli atti di alcuni convegni, per i siti di alcuni enti pubblici tra i quali spiccano il Comune di Genova e quello di Pordenone. Recentemente è stato il carattere scelto da Slow Food per la comunicazione del Salone del Gusto 2014.

«A fare la differenza tra EasyReading™ e altri font utilizzati per i dislessici è la sua validazione attraverso una ricerca clinica effettuata dalla psicologa e psicoterapeutica Christina Bachmann di Prato che ha parlato di “risultati significativi da un punto di vista sia statistico sia clinico” indicandolo come uno strumento compensativo valido per la scuola primaria e secondaria», spiegano i due ideatori che hanno ricevuto dall’Associazione Italiana Dislessia, parere positivo per le sue specifiche caratteristiche grafiche del font ritenute “utili ad agevolare la lettura a chi presenta problematiche di dislessia”.

La storia di EasyReading™ comincia quando la piccola casa editrice torinese fondata da Alfonzetti e Truglio, la Edizioni Angolo Manzoni, pubblica “Storia di normale dislessia – 15 dislessici famosi raccontati ai ragazzi”. «Un libro che i ragazzi dislessici e le loro famiglie dovrebbero leggere – spiegano – perché sapere che molti grandi come Einstein o Leonardo da Vinci erano dislessici aiuta i ragazzi ad accrescere la loro autostima. Detto questo, durante il lavoro per la pubblicazione abbiamo cominciato a domandarci che tipo di carattere tipografico utilizzare. Ognuno presentava un problema, così abbiamo cominciato a studiare la questione».

Il lavoro per arrivare alla versione odierna EasyReading™ non è stato veloce. «Sono serviti sei anni per il completamento e la verifica, ma siamo molto soddisfatti del nostro lavoro perché il font non soltanto è stato riconosciuto a livello internazionale, ma è “design for all”, quindi ottimo per tutti», spiegano. EasyReading™ è ottimizzato anche per tutti i maggiori programmi di videoscrittura e adattato per i diversi sistemi operativi e ha ottenuto parere positivo alla concessione di incentivi per il suo design innovativo, dal ministero dello Sviluppo Economico, attraverso la Fondazione Valore Italia Esposizione permanente del Made in Italy e del design italiano. «Tecnicamente è composto da 808 glifi (lettere, numeri, accenti, simboli, punteggiatura), copre l’alfabeto di tutte le lingue neolatine, comprende sei stili ed è in vendita sul nostro sito a 19 euro –concludono -, un costo sostenibile perché vogliamo renderlo accessibile a tutti e vogliamo anche continuare a svilupparlo e, per questo, ci servono fondi».

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