Posti speciali nella natura che invitano a riflettere e a rinnovarsi. Ecco le destinazioni più belle da scoprire per mettersi in contatto con la propria interiorità
Ci sono momenti in cui sentiamo il bisogno di allontanarci dal rumore, dalle aspettative degli altri, perfino dalle versioni “smart” di noi stessi che mostriamo di solito. È proprio allora che nasce la domanda più semplice e più difficile insieme: dove andare per ritrovare se stessi in Italia? Il nostro Paese, con la sua incredibile varietà di paesaggi, climi e ritmi, offre moltissimi posti per rigenerarsi a fondo. Si tratta di destinazioni speciali dove ci si può concedere un’esperienza totalizzante, una full immersion nella natura e in noi stessi, riscoprendo risorse dimenticate e dimenticandoci, anche solo per pochi giorni, delle preoccupazioni e dello stress. Scopriamo insieme quali sono i posti per riposare la mente, ritrovare se stessi e riflettere, da Nord a Sud lungo la Penisola. Vi proponiamo mete raggiungibili e poco inflazionate, con panorami spettacolari. Perfette per un soggiorno essenziale e senza distrazioni, magari anche all’insegna del digital detox, da cui tornare arricchiti da un’energia diversa e più consapevole.

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I luoghi per ritrovare se stessi in Italia
Dall’Alto Adige, alla Toscana, alla Sicilia, alla Sardegna ecco i posti più belli dove andare in vacanza per ritrovare se stessi in Italia. Possiamo perderci piacevolmente fra montagne imponenti e pure, isole esotiche dove il vento spazza via i pensieri superflui, boschi verdissimi che nascondono eremi incantati. Destinazioni ideali per andare da soli ma che si possono anche condividere piacevolmente con chi vuole “staccare” come noi dalla routine quotidiana.
Valle di Funes – Alto Adige
La Valle di Funes si trova nel cuore dell’Alto Adige, un po’ appartata rispetto alle rotte più battute delle Dolomiti. È una valle chiusa, raccolta, protetta a nord dal gruppo delle Odle, montagne che sembrano disegnate apposta per delimitare uno spazio separato dal resto del mondo. Un luogo dove l’armonia è di casa, fatto di prati curati, boschi ordinati, piccoli paesi. Le case sono poche, integrate nel paesaggio, e l’agricoltura segue ancora ritmi “slow”. Il traffico è minimo, i suoni artificiali quasi assenti. Quanto ai luoghi in cui dormire, si può optare per il Maso Proihof, perfetto per chi cerca una casa vacanze immersa nella natura, o per il Tyrol Hotel, una struttura alberghiera nel tipico stile montano
- Per chi è ideale
La Val di Funes è la meta perfetta per chi è stanco del rumore mentale e del caos delle città, per chi ha bisogno di ordine interiore, per chi cerca dove andare da solo per ritrovare se stesso senza però sentirsi isolato.
- La leggenda
Gli abitanti della valle raccontano da sempre che le Odle “chiudono” la Valle di Funes nei giorni di nebbia per proteggerla dal mondo esterno. La nebbia non sarebbe un fenomeno casuale, ma una sorta di velo che isola e difende chi si trova nella valle. Fra queste montagne le leggende locali raccontano che si nascondessero draghi, orchi e giganti.
- L’esperienza da fare: camminare all’alba senza meta tra i prati
Nella Valle di Funes l’esperienza più potente è alzarsi molto presto, quando il paese dorme ancora, e uscire a camminare lungo i sentieri ma senza un percorso preciso. All’alba il silenzio è così profondo da sembrare irreale: si sentono solo i passi sull’erba umida e, a volte, il suono lontano delle campane.
- Il panorama da non perdere
Sono bellissime e mozzafiato le Odle viste dalla chiesetta di San Giovanni all’alba, quando il sole colora la roccia e la valle è ancora immersa nel silenzio.
- Cose da sapere per chi viaggia
I paesi della Val di Funes si svuotano presto la sera: dopo le 21 il silenzio è totale. E se fosse lo spunto per dormire meglio e seguire i ritmi naturali che abbiamo dimenticato? Sfruttando magari le qualità rilassanti del cirmolo, da diffondere come olio essenziale nella stanza. I rifugi sono molto belli e offrono panorami mozzafiato: il percorso ad anello consente di fermarsi in più di uno.

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Eremo di Camaldoli e Foreste Casentinesi – Toscana
L’Eremo di Camaldoli si trova nel cuore della Toscana più profonda, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, una delle aree boschive più estese e meglio conservate d’Italia. Qui l’Appennino si fa fitto e ombroso: i boschi, ricchi di alberi rari fra cui grandi castagni, trasportano in una dimensione da fiaba. Si tratta del luogo perfetto per chi cerca se stesso in Italia e per tutti coloro che vogliano provare l’esperienza di dormire in un eremo: la foresteria dell’eremo di Camaldoli è aperta a uomini, donne, singoli e famiglie, nel segno dell’ospitalità benedettina. Qui vengono serviti pasti semplici, quasi monastici: un’occasione per riscoprire sapori più veri. Altrimenti, per una sistemazione più “tradizionale” il Borgo Tre Baroni è davvero meraviglioso: ci si troverà immersi nella natura senza rinunciare a nessun comfort.
- Per chi è ideale
Camaldoli e le Foreste Casentinesi sono perfetti per chi cerca il contatto con l’ambiente, non solo fisico ma anche mentale. La foresta obbliga a rallentare, a camminare piano, ad ascoltare. L’assenza di rumori favorisce la riflessione profonda. È il luogo ideale per chi sente il bisogno di fermarsi, di fare chiarezza, di ritrovare se stesso senza distrazioni né sovrastrutture.
- La leggenda
Si dice che San Romualdo abbia scelto proprio questo luogo perché un angelo gli aveva indicato il punto esatto dove costruire la prima cella dell’eremo.
- L’esperienza da fare: scrivere per noi stessi
A Camaldoli, quasi senza volerlo, nasce il desiderio di scrivere. Non un diario vero e proprio ma pensieri liberi, domande, frasi sparse. Basta sedersi in silenzio, in una stanza dell’eremo, e lasciare che le parole arrivino da sole. Non è necessario essere credenti o spirituali: si crea uno spazio interiore, in cui i pensieri si chiariscono naturalmente
- Il panorama da non perdere
La foresta vista dall’alto dell’Eremo al mattino presto, con la nebbia che sale pian piano tra gli alberi.

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Altopiano della Sila – Calabria
L’Altopiano della Sila si estende nel cuore della Calabria, a un’altitudine che sorprende chi pensa solo al (bellissimo!) mare di questa regione. È un territorio vasto, verde, fatto di boschi, fiumi e laghi e offre un’incredibile atmosfera nordica racchiusa nel cuore del Sud d’Italia.
Non dimentichiamo poi che si tratta di una riserva unica per flora e fauna, nonché un luogo che ospita un’aria fra le più pulite del nostro Paese: poco inquinamento e scarsa urbanizzazione fanno davvero la differenza. Insomma, è il luogo perfetto per chi vuole ritrovare se stesso. Ricorda però che qui il clima può cambiare rapidamente: è quindi necessario portarsi dietro anche abiti caldi, e vestirsi a strati una volta in loco. Per chi stesse cercando una sistemazione da queste parti, può dare una chance a San Lorenzo si alberga, un grazioso boutique hotel, o al B&B il semaforo, perfetto per chi vuole una vacanza a contatto con la natura che tenga in considerazione anche l’aspetto più gastronomico.
- Per chi è ideale
Il Parco Nazionale della Sila è una destinazione perfetta per chi ha bisogno di spazio mentale e fisico e di ritmi davvero slow. È il luogo ideale per chi arriva da un periodo emotivamente denso, per chi ha bisogno di allargare i confini interiori e ritrovare se stesso senza pressioni.
- La leggenda
Le antiche leggende danno un tono dark a uno dei punti più spettacolari, unico dal punto di vista naturalistico, la Riserva dei Giganti della Sila. Secondo le antiche tradizioni popolare proprio lì si riunivano le streghe, le magare, per raccogliere la preziosa resina dei Pini Larice, alberi altissimi e maestosi, veri monumenti viventi.
- L’esperienza da fare: foraging con un esperto
Nel Parco Nazionale della Sila il sottobosco è generoso di erbe, fiori, funghi. E allora cosa di meglio che fare foraging con la guida di un esperto che spieghi le caratteristiche delle piante e come utilizzarle a tavola, dopo averle raccolte con rispetto e attenzione? Molti alberghi e associazioni promuovono giornate a tema con cena finale.
- Il panorama da non perdere: il lago alla sera
Il Lago Cecita al tramonto, quando il cielo si riflette sull’acqua e tutto sembra fermarsi.

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Pantelleria – Sicilia
Pantelleria si trova nel cuore del Mediterraneo, più vicina all’Africa che alla Sicilia, ed è un’isola vulcanica, aspra, essenziale. Un posto unico dall’atmosfera esotica, segnato dal vento, dalla roccia nera, da un mare profondo. Non ci sono spiagge tradizionali e non vi aspettate paesaggi “dolci”: tutto è netto, forte. L’isola è inoltre poco urbanizzata: le sue case tipiche, i dammusi, sono perfettamente integrate nella natura. Le distanze sono brevi, ma il tempo sembra dilatarsi in un paesaggio infinito.
Se vuoi visitare Pantelleria in estate, ricorda che le immersioni sono per esperti, non ci sono spiagge con mare basso e digradante, e l’acqua è subito profonda. Per quanto riguarda, invece, i luoghi in cui dormire, puoi provare la bellezza rustica del Resort Zubebi, perfetto per riposare l’anima.
- Per chi è ideale
Pantelleria è adatta a chi vuole stare con se stesso in un posto che può sembrare difficile ma che invece apre il cuore con la sua luce e il suo vento. Costringe a fare i conti con i propri pensieri, a semplificare. È ideale per chi sente il bisogno di chiudere un periodo e dare il via a un ciclo nuovo, con meno sovrastrutture.
- La leggenda
Pantelleria è la mitica isola in cui la ninfa Calipso trattenne per sette lunghi anni di amori e magie Ulisse, l’eroe omerico. Non è difficile immaginarli in questi luoghi, coppia di bellissimi che arriva dal passato più lontano.
- L’esperienza da fare: il bagno all’alba
Unirsi a una escursione in barca a vela per ammirare le grotte dell’isola e le sue coste dal mare.
- Il panorama da non perdere
L’Arco dell’Elefante visto dal mare, simbolo della forza primordiale dell’isola.

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Isola di San Pietro – Sardegna
L’Isola di San Pietro si trova nel sud-ovest della Sardegna ed è separata dalla terraferma da pochi chilometri di mare. È un’isola discreta, poco turistica, molto differente dall’immagine patinata che abbiamo della Sardegna, con un solo centro abitato principale, Carloforte, e un territorio fatto di scogliere e mare aperto. La natura qui è protagonista senza essere ostile. Il paesaggio è aperto, luminoso, attraversato da sentieri costieri e zone poco frequentate: niente “vip”, feste e “vita smeralda”. La presenza umana è misurata, mai invadente. Qui il vento fa letteralmente parte del paesaggio: è perfetto per far scivolare i pensieri e farli volare via.
- Per chi è ideale
È una destinazione ideale per ritrovarsi perché permette di isolarsi senza sentirsi soli. Qui si può camminare a lungo, guardare il mare per ore, lasciar scorrere i pensieri senza forzarli. È perfetta per chi vuole riposare la mente, ritrovare un equilibrio interiore e tornare a un contatto autentico con sé stesso e con l’ambiente.
- La leggenda
L’Isola di San Pietro prende il nome dall’apostolo stesso: secondo una tradizione locale, San Pietro approdò per caso sull’isola nel I secolo d.C., costretto da una tempesta durante il suo viaggio verso Roma. I pescatori locali videro in questo evento un segno di protezione divina per chi vive di mare; per questo San Pietro è venerato come patrono dei marinai ogni 29 giugno con la festa popolare “de San Pe”.
- L’esperienza da fare: trekking nei Geositi
Da provare il trekking fra nuraghi e Geositi, luoghi che testimoniano la storia geologica del luogo, mappati, e che si possono raggiungere con un vero itinerario: un viaggio in un passato primordiale.
- Il panorama da non perdere
Il tramonto a Capo Sandalo, dove il sole scompare nel mare aperto e il tempo sembra dilatarsi.

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Digital detox per ritrovare se stessi
Se stai cercando un luogo per ritrovare te stesso, potresti approfittarne anche per sperimentare un soggiorno digital detox: disconnettersi dalla rete, lasciar perdere email e notifiche ti permetterà infatti di riconnetterti in modo autentico con la tua interiorità. I benefici sono tanti: il digital detox fa bene alla vista, alla mente e all’anima: ci “depura” dalle scorie delle cattive notizie e del doom scrolling. Senza contare che in questi luoghi isolati il segnale è spesso debole e anche per questo lasciar da parte lo smartphone diventa via via più naturale.
Lucia Fino

