Wise Society : Come prepararsi alle catastrofi naturali
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Come prepararsi alle catastrofi naturali

Lo insegna la Croce Rossa attraverso un progetto denominato Disaster Resilience Journal

Michele Novaga
19 settembre 2014

Terremoto Emilia 2012, foto di Michele NovagaNegli ultimi anni l’impatto dei disastri ambientali sul nostro pianeta è stato devastante. Secondo alcune stime sarebbero 1,3 milioni i morti e le persone coinvolte circa 4,4 miliardi. Tutte cifre, queste, destinate a crescere giorno dopo giorno. Disastri per i quali risulta complicato fare una stima dei danni economici e a cui seguono difficili ricostruzioni che spesso, se e quando avvengono, si protraggono per decenni

Per cercare di porre un freno a questa situazione, la Croce Rossa da sempre attiva nell’ambito dell’assistenza di protezione civile alle popolazioni, ha avviato una campagna volta a preparare e informare le comunità riguardo la prevenzione e la preparazione alle calamità naturali in tutto il territorio europeo. Con il progetto denominato Disaster Resilience Journal e con il motto “Sii informato, sii preparato ai disastri naturali e diventa resiliente attraverso il ‘Disaster Resilience Journal” l’organizzazione umanitaria più grande e antica del mondo fondata 150 anni fa da Henry Dunant, a partire dal 22 settembre, mostrerà come individui, comunità e Paesi da tutto il mondo stanno aumentato la loro capacità di resilienza (termine che originariamente indica la capacità dei metalli di piegarsi senza spezzarsi) in un panorama di cambiamenti climatici, sociali economici e culturali. E lo fa attraverso un vero e proprio giornale on line (www.disaster-resilience.com) che è anche un vademecum di grande aiuto composto da 42 brevi articoli, pubblicati e diffusi quotidianamente attraverso i social media, blog dedicati e il passaparola.Alluvione novembre 1966, Firenze, Italy - Image by © Vittoriano Rastelli/CORBIS

Ogni articolo è collegato ad un tema generale: quali sono i problemi da fronteggiare per i territori a rischio? In che modo una comunità può prepararsi a tali catastrofi? Cosa significa davvero diventare resilienti? Gli articoli così come le foto, i video, i brevi saggi, le interviste, i giochi e anche i quiz, hanno lo scopo di educare l’audience riguardo alla resilienza attraverso esempi e illustrazioni, con gli utenti che verranno chiamati a contribuire raccontando le loro storie di resilienza.

Un progetto nato da una collaborazione tra Mike Robbins, il vincitore del “Premio Peabody 2014” e il regista di documentari Elaine Sheldon, con il supporto di 12 Societa’ Nazionali di Croce Rossa, la Federazione internazionale di Croce Rossa e MezzaLuna Rossa (IFRC) ed il dipartimento di Soccorso Umanitario e di Protezione Civile della Commissione Europea (ECHO). Il Disaster Resilience Journal sara’ disponibile in 11 lingue e per un periodo di sei settimane (22 settembre – 2 novembre) con il fine di aumentare la conoscenza della popolazione europea riguardo all’importanza della capacità di Resilienza in un contesto come quello contemporaneo, fatto di repentini cambiamenti climatici e un’aumentata vulnerabilità nei confronti delle calamità naturali. Ma non solo: il DRJ racconterà i momenti più importanti delle comunità più “resilienti” di 25 Paesi di tutto il mondo. Esempi di attività che possano aiutare a prepararsi a disastri come la costruzione di rifugi sicuri ad Haiti e nelle Filippine, ricoltivando il terreno per prevenire l’erosione del suolo e le frane in Rwanda o il potenziamento delle esercitazioni di evacuazione in Bangladesh e Paraguay, verranno mostrate dal “DRJ” attraverso i social media.

30 Oct 2011, Vernazza, Cinque Terre - Image by © Federico Scoppa / Demotix/Demotix/Demotix/CorbisL’iniziativa è aperta a tutti coloro che vogliono partecipare semplicemente ripubblicando sul proprio sito internet il link del progetto e spingendo la propria audience a condividere la propria storia di resilienza sulla piattaforma Tumblr dedicata (www.disasterjournal.tumblr.com).

 

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