Wise Society : CivicoZero, una casa per i ragazzi di strada
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CivicoZero, una casa per i ragazzi di strada

Accogliere, proteggere e sostenere bambini e giovani migranti in situazioni di marginalità sociale e sfruttamento. Sono gli obiettivi di un recente progetto di Save the Children realizzato a Roma, nel quartiere San Lorenzo. Per offrire una chance a chi arriva da Paesi lontani, ma anche a chi vive nei campi rom

di Francesca Tozzi
9 Novembre 2010

Centro diurno CivicoZero RomaSono passati ormai quasi due anni da quando a Roma, nel quartiere San Lorenzo, è stato aperto il centro diurno CivicoZero, progetto pilota di Save the Children Italia, Onlus internazionale indipendente che lavora per migliorare la vita dei bambini in tutto il mondo. L’intento è quello di offrire supporto ai ragazzi migranti di tutte le etnie, provenienti da Afghanistan, Romania, Egitto, Marocco: minori a rischio di devianza e sfruttamento o che vivono in una situazione di marginalità sociale. Ci lavora un’equipe formata da diversi professionisti, tutti con grande esperienza sul campo nonostante i differenti percorsi formativi, fra cui uno psicologo, specialisti in dinamiche di mediazione sociale e mediatori culturali. È uno spazio aperto a tutti dove svolgere attività e ricevere assistenza ma è anche, e sempre di più, un punto di riferimento per le comunità del territorio e per i ragazzi che vi accedono, in modo saltuario o continuativo. Tra dicembre e marzo 2010 ha accolto 346 nuovi ospiti per un totale di oltre mille e quattrocento.

 

Un centro di incontro e consulenza aperto a tutti

 

«Che vengano dalla strada o da una comunità, che abbiano o meno i documenti, ospitiamo più giovani possibili, dando loro la possibilità di farsi una doccia o il bucato, ma anche di frequentare la palestra, partecipare ai nostri giochi e laboratori, usufruire dell’assistenza di un medico o della consulenza di un avvocato», spiega l’educatore professionale Marco Cappuccino, responsabile del progetto, uno dei pochi a livello nazionale che si occupa di ragazzi di strada e a rischio di abuso. Il centro è aperto tutti i pomeriggi e due mattine e ad oggi abbiamo una media di 60 presenze al giorno. La risposta più importante ci viene dai minori stranieri, la maggior parte dei quali non accompagnati e quindi senza adulti-guida e in generale senza alcun punto di riferimento. Questo li rende particolarmente vulnerabili. Le situazioni sono però diversificate per cui ci sono i migranti afgani della stazione Ostiense, solo in transito e destinati a continuare il loro viaggio, ma anche ragazzi stabili che arrivano dai campi rom di etnia bosniaca e rumena». Sfruttamento lavorativo, prostituzione, spaccio: per molti giovani la strada è l’unica soluzione. Altri ci arrivano dopo essere scappati dalle comunità. Per offrire loro un primo soccorso e avvicinarli al Centro vengono utilizzate le “Unità di strada”, che fanno parte integrante del progetto: un gruppo di esperti e mediatori raggiunge le zone dove c’è qualche problema o sono segnalati minori in difficoltà, cercando di stabilire un contatto con i minori in difficoltà. L’obiettivo è sempre quello di informarli sulla possibilità di ricevere assistenza, mai costringerli. Ed è un metodo che funziona.

 

Centro diurno CivicoZero RomaRisolvere situazioni delicate

 

CivicoZero oggi ha i numeri per poter pensare di essere replicato in altri contesti visto che, oltre a un’efficace struttura, quello che è riuscito a sviluppare con successo è una metodologia che consente agli operatori di dare un servizio al territorio, creando sinergie fra le comunità, le associazioni, i centri di accoglienza e le istituzioni pubbliche. Basti pensare che il centro romano ha stabilito un’intesa con il CGM (Centro di Giustizia Minorile) per gestire tutte quelle situazioni in bilico tra regolare e irregolare. «Veniamo spesso a conoscenza di situazioni delicate dove minori rom vengono impiegati nell’accattonaggio o frequentano assiduamente la metropolitana per mettere a punto furti e borseggi», continua Marco, «in questi casi il lavoro dei nostri mediatori linguistici e culturali, che fanno parte di quelle comunità e vivono nei campi nomadi, è fondamentale: sono loro, infatti, che contattano i capifamiglia per cercare un punto di incontro tra le nostre leggi e i loro costumi. Nell’80 percento dei casi si trova una soluzione. La mediazione è fondamentale anche perché le famiglie rom dei minori coinvolti non si presentano alle udienze e per il CGM è difficile in questi casi offrire misure alternative al carcere fra cui, per esempio, la “messa alla prova” nel nostro centro, con l’obbligo del minore di frequentarlo tutti i pomeriggi partecipando ai laboratori e alla gestione delle incombenze quotidiane».

 

Un’attività preventiva per arginare il disagio

 

Il lavoro di CivicoZero è importante anche per monitorare i fenomeni di disagio prima che esplodano o si cronicizzino, segnalando i problemi per tempo e mettendo le istituzioni sulla giusta strada. È il caso dell’immigrazione economica che si trasforma in sessuale, e non è sempre e solo sfruttamento della prostituzione: «non tutti sanno che molti ragazzi arrivano da Paesi in difficoltà contraendo un debito o portandosi dietro la responsabilità di inviare soldi alla famiglia d’origine»,  spiega ancora Marco Cappuccino, «ma qui in Italia la situazione che accoglie i ragazzi migranti è spesso più difficile del previsto dal punto di vista del lavoro e della burocrazia. La famiglia d’origine o il creditore che si trovano all’estero non sono consapevoli dei tempi necessari a ottenere i documenti o a stabilizzare la propria posizione e quindi fa pressioni sul giovane. Per questo è importante usare la mediazione e spiegare loro che devono avere pazienza: il peso del debito, infatti, può spingere il minore a vendere il proprio corpo o a spacciare droga. È un problema che segnaliamo, offrendo loro nel nostro centro l’assistenza di un legale esperto in questioni di immigrazione».

Centro diurno CivicoZero Roma

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