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Valrhona, il mondo del cioccolato certificato B-Corp

Mariella Caruso
6 Novembre 2021

Dici comfort food e pensi cioccolato. Affondare i denti in una tavoletta di cioccolato, sciogliere in bocca un cioccolatino, spalmare una crema al cioccolato su una fetta di pane o, semplicemente, tirar su una cucchiaiata della stessa crema è un toccasana per l’anima. Tutto merito del triptofano, un aminoacido essenziale (ovvero non sintetizzato dal corpo umano) precursore della serotonina, e della teobromina, un alcaloide naturale presente nelle piante di cacao e nei suoi derivati, che fanno del cioccolato un antidepressivo naturale. E infatti è considerato il mood food per eccellenza. Non è un caso che, nei primi mesi del 2020, il consumo di cioccolato in Italia è cresciuto del 18,5% (dati Nielsen) con una produzione di prodotti a base di cioccolato per il consumo finale di circa 344.000 tonnellate di prodotti, un consumo pro-capite di circa 2 kg e oltre 340.000 tonnellate di prodotto esportate (dati Unione Italiana Food).

Crema di Cioccolato Valrhona

Foto Valrhona

La produzione del cacao non è sempre etica

La produzione del cacao è concentrata nelle zone tropicali umide del mondo e va dall’Africa, dove la coltivazione è concentrata nella costa Ovest tra Costa d’Avorio, Ghana dove per far posto alle piantagioni di cacao sono state disboscate ampie porzioni di foresta, Nigeria e Camerun, all’America del Sud tra Brasile ed Ecuador. Si tratta di paesi in cui esiste la piaga del lavoro minorile e quella della giusta remunerazione all’agricoltore. Per questo quando acquistiamo del cioccolato bisogna fermarsi a pensare per fare una scelta giusta.

Cioccolato Valrhona: sostenibilità certificata B-Corp

Sono tante le aziende produttrici di cioccolato che hanno deciso di seguire la strada della sostenibilità. Tra queste c’è la francese Valrhona, che fa capo alla famiglia Bongrain, che ha intrapreso un percorso che l’ha portata all’ottenimento nel 2020 della certificazione B Corp® che misura le performance ambientali e sociali secondo il protocollo B Impact Assessment, standard internazionale per la misura d’impatto più diffuso al mondo, con un punteggio di 88,3.

«Si tratta di una certificazione che traccia la strada per il domani», spiega Igor Maiellano, Business Unit Manager di Valrhona Italia. La strada passa dalla lotta contro il cambiamento climatico con l’obiettivo di arrivare alle emissioni zero entro il 2025, dal ripensamento dei flussi che attualmente prevedono la lavorazione in Francia del cacao prodotto in tutto il mondo.

Piantagione di cacao Valrhona

Foto Valrhona

Il legame coi produttori

«L’impresa del futuro avrà successo solamente se metterà il suo impatto sociale e ambientale al centro della sua strategia. Il nostro è un cioccolato sostenibile, 100% tracciabile e raccolto direttamente da 18.024 produttori che sosteniamo nelle buone pratiche sociali e ambientali», spiega Clémentine Alziali, direttrice generale Valrhona. «Grazie alle nostre partnership a lungo termine, alla nostra conoscenza e vicinanza con i produttori di cacao, alle nostre relazioni dirette con le comunità in 15 paesi, ci impegniamo particolarmente a favore del giusto reddito, della lotta contro il lavoro minorile, della protezione delle foreste e della neutralità carbonica», spiega l’azienda del rapporto Sviluppo Sostenibile 2020 Live Long che consta di 4 distinti progetti.

Live long Cacao

Si tratta di un programma che si propone il miglioramento delle condizioni di vita degli agricoltori, la protezione dell’ambiente la salvaguardia dei terreni e dei sapori. Il programma si sviluppa attraverso la promozione dell’agroforesteria a favore di una cacaocoltura più equa e il miglioramento delle condizioni di vita e lavorative dei produttori e delle loro famiglie attraverso partnership di lunga durata. «Ad oggi il 98% dei nostri acquisti derivano da una collaborazione a lungo termine la cui durata media è di 7 anni», spiegano da Valrhona. «Durante questo periodo gli agricoltori vengono accompagnati verso pratiche agroforestali sostenibili».

Live long Ambiente

Neutralità carbonica, riduzione dei consumi energetici e idrici, una politica dei trasporti e di gestione dei rifiuti responsabile e uno studio attento sull’ecodesign dei prodotti.

Live long Gastronomia

Non c’è soltanto la responsabilità ambientale ma anche quella sociale. Trasmettere il sapere agli artigiani del futuro è parte del programma di sostenibilità sociale di “Live long gastronomia”. Oltre a “L’Ècole Valrhona”, scuola di alta formazione adiacente alla sede aziendale di Tain-l’Hermitage, Valrhona finanzia “Graines de pâtissier”, un programma che permette ai giovani tra i 18 e i 25 anni di intraprendere un percorso di 4 mesi durante il quale possono valutare il loro interesse per i mestieri di pasticciere, panificatore e cioccolatiere. Avviato nel 2017 dalla Fondazione Valrhona, oggi finanziato in parte dallo Stato è attivo in tutta la Francia e nell’arcipelago della Guadalupa.

Live long Insieme

Insieme è la parola magica di Valrhona, cosciente che da soli non si va da nessuna parte. Un’azienda è nulla senza i propri clienti, i dipendenti e i fornitori che devono sostenersi a vicenda.

Valrhona e il cioccolato vegano e biologico

Sostenere i propri clienti significa anche pensare ai desideri di tutti. Per questo Valrhona ha sviluppato Amatika 46%, un grand cru (cioccolato da fave di cacao dello stesso territorio) vegano puro del Madagascar adatto alla pasticceria vegetale contemporanea. A questo si affianca Millot 74%, grand cru biologico puro con fave di cacao tutte provenienti dalla piantagione Millot in Madagascar.

Mariella Caruso

© Riproduzione riservata
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