Wise Society : Cammino del salento: un meraviglioso trekking lungo la via del mare

Cammino del salento: un meraviglioso trekking lungo la via del mare

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14 Aprile 2026

Un trekking mozzafiato lungo la celebre Via del Mare del Cammino del Salento: dalle tappe ai consigli per dormire, ecco cosa sapere su questo meraviglioso trekking in Puglia

Un trekking diverso, perfetto per la primavera, tutto da vivere fra vento, sole e panorami marini spettacolari? Esiste e si chiama Cammino del Salento: si tratta di uno dei percorsi ufficiali riconosciuti tra i cammini italiani. La sua variante più scenografica, la Via del Mare, segue il versante adriatico da Lecce fino a Santa Maria di Leuca per circa 115 chilometri distribuiti in cinque tappe. Non è un itinerario di montagna, né il classico percorso “tecnico” per allenarsi. È un cammino mediterraneo emozionale, fatto di luce intensa, brezza, mare che compare e scompare dietro le curve, torri costiere che punteggiano l’orizzonte. E allora, perché non partire subito approfittando delle prime belle giornate per scoprire una Puglia diversa e meno turistica? Cominciamo a percorrerlo almeno sulla carta, scoprendo una a una le tappe del cammino del Salento, con qualche consiglio su dove dormire per non spendere troppo e sull’attrezzatura “basic” per godersi il percorso in sicurezza.

Cammino del Salento: Torre dell'Orso

Le due Sorelle a Torre dell’Orso – Foto Shutterstock

Le tappe del cammino del Salento: la via del mare

Come anticipato, il cammino del Salento  e della Via del Mare si dipana su cinque tappe che si estendono su 115 km, partendo da Lecce e arrivando a Santa Maria di Leuca (o viceversa): chilometro più chilometro meno, chi volesse cimentarsi nell’impresa dovrà percorrere una media di 30 km al giorno, senza però dover patire troppi dislivelli (per fortuna!). Fra i trekking in Salento è sicuramente uno dei più noti ed emozionanti e vale la pena percorrerlo per una vacanza a piedi diversa dal solito.

Prima di partire con l’elenco delle tappe del Cammino del Salento ci teniamo però a fare una premessa: questo cammino si dipana in due vie diverse: in questo articolo descriveremo la Via del Mare, ma sappiate che esiste anche un’altra via, denominata Via dei Borghi, che attraversa l’entroterra toccando Martano, Specchia e Presicce. Questa seconda via è perfetta per chi cerca un cammino che, tralasciando la vista del mare, si concentri di più sulla bellezza dei borghi storici. Ma non perdiamo altro tempo e andiamo subito ad elencare le tappe della Via del Mare del Cammino del Salento.

Prima tappa: da Lecce a San Foca

  • Durata della prima tappa: 25 km – circa 6 ore di cammino

Il cammino inizia a Lecce, città barocca che sembra costruita per riflettere la luce. Le facciate scolpite, la pietra chiara, le piazze ampie: partire da qui significa immergersi subito in una dimensione estetica forte. Cosa vi colpirà? Il colore giallo-oro della pietra locale che sembra risplendere e i meravigliosi rosoni delle chiese. Per ammirarne la bellezza fermatevi in un bar del centro prima di partire e gustate un buonissimo caffè “alla leccese” con latte di mandorla e ghiaccio.

Uscendo dalla città, il paesaggio cambia lentamente. I palazzi lasciano spazio a strade secondarie, poi alla campagna salentina, punteggiata da ulivi antichi, muretti a secco e masserie. Il terreno è prevalentemente pianeggiante e permette di prendere confidenza con il ritmo del cammino.

Avvicinandosi alla costa si percepisce il cambiamento dell’aria. L’arrivo a San Foca è il primo incontro vero con l’Adriatico: un piccolo porto, con ‘acqua trasparente. Il primo contatto con il mare che d’ora in poi vi farà compagnia.

La prima tappa del cammino del Salento è terminata, tempo di riposare il corpo. Vi suggeriamo un paio di strutture:

  • Lo Scoglio Rooms & Relax
    Struttura a pochi metri dal mare, con camere moderne e ambiente rilassato.
  • Blu Mare B&B
    A gestione familiare, con atmosfera accogliente e posizione comoda per chi arriva a piedi.
Cammino del Salento: San Foca

San Foca – Foto Shutterstock

Seconda tappa: da San Foca a Otranto

  • Durata della seconda tappa: 24,6 km – circa 6,5 ore di cammino

Qui vedrete i luoghi più iconici del Cammino del Salento. Il percorso costiero alterna spiagge, tratti rocciosi e pinete. Straordinaria (e famosissima!) la Grotta della Poesia: non soltanto il posto per un selfie spettacolare, ma un’insenatura naturale di straordinaria bellezza, a cui avvicinarsi con rispetto, oggi regolamentata per preservarne l’equilibrio ambientale.

Si prosegue verso Torre dell’Orso, con i celebri faraglioni delle Due Sorelle, e poi lungo scogliere modellate dal vento. Il paesaggio è continuo, aperto, spesso privo di ombra. Nelle stagioni più calde può essere molto assolato: va previsto un copricapo e non deve mancare l’acqua.

L’ingresso a Otranto vale davvero la fatica: è emozionante. Le mura medievali e soprattutto la cattedrale raccontano una storia di lotte, contese fra popolazioni, incontro-scontro fra culture e religioni diverse. L’Albero della Vita, nel grande mosaico sul pavimento della Cattedrale vi lascerà senza fiato. Otranto è anche un posticino elegante per aperitivi: dopo una doccia tonificante, un giro in centro e una passeggiata sulle mura monumentali del Castello vi farà vivere una serata dal sapore mediterraneo, in un’atmosfera da ricordare. Qui sotto qualche consiglio per il pernottamento:

  • Hotel Miramare Otranto
    E’ un tre stelle centrale, con buon rapporto qualità-prezzo e molto comodo per chi cammina
  • B&B Villa Ginevra
    E’ una struttura familiare in zona tranquilla, camere curate e atmosfera semplice.
Cammino del Salento: Otranto

Otranto – Foto Shutterstock

Terza tappa: da Otranto a Santa Cesarea Terme

  • Durata della terza tappa: 22,6 km – circa 6 ore di cammino

Lasciando Otranto si entra in una delle parti più suggestive della Via del Mare del Cammino del Salento. La costa si fa più selvaggia, meno urbanizzata: ci sono viottoli di campagna e brevi saliscendi. Il sentiero conduce verso il Faro di Punta Palascìa, il punto più orientale d’Italia, dove la percezione dell’orizzonte è totale.

Porto Badisco offre invece una baia raccolta, legata alla tradizione che vuole qui lo sbarco di Enea, l’eroe di Troia. È uno dei punti in cui molti camminatori scelgono di fermarsi per una pausa più lunga.

L’arrivo a Santa Cesarea Terme introduce un’atmosfera diversa: architetture liberty, affacci panoramici, tradizione termale. Insomma un Salento di gran classe, dove si vive il ricordo dei soggiorni “chic” delle dame di un tempo: interessante per chi ama l’arte. Una volta arrivati, ecco qualche consiglio su dove dormire alla fine della terza tappa.

  • Hotel Aurora del Benessere
    Per coccolarsi dopo tanto peregrinare: si tratta di un quattro stelle (certamente non a buon mercato) che però offre anche un centro benessere di cui potrete approfittare (soprattutto se avete dolori muscolari per il tanto camminare!)
  • Villa Raffaella
    Qui a essere coccolata è la vista, perché si tratta di una dimora storica di fine ottocento riconvertita in un hotel. La terrazza vista mare fa il resto. 
Santa Cesare Terme

Santa Cesarea Terme – Foto Shutterstock

Quarta tappa: da Santa Cesarea a Marina Serra

  • Durata della quarta tappa: 24 km – circa 6 ore di cammino

Siamo quasi alla fine: la penultima tappa della Via del Mare del Cammino del Salento è senza dubbio meno turistica e per questo motivo visivamente più “aspra” delle precedenti. Durante il cammino la costa si frastaglia in insenature profonde. Porto Miggiano e Castro Marina segnano punti di sosta naturali in cui consigliamo di fare una pausa: il percorso, nella sua interezza, è infatti più impegnativo ed è necessario dosare bene le energie. 

Bellissima è invece Castro, con la Grotta Zinzulusa, che rappresenta uno dei luoghi geologicamente più importanti del versante adriatico salentino. Fra pipistrelli (placidamente addormentati a testa in giù) e sculture naturali in pietra rimarrete affascinati e sorpresi. Mettete un giubbotto perché la temperatura in grotta si abbassa.
Il percorso verso Marina Serra è silenzioso, spesso lontano dai centri abitati. Qui il mare appare più profondo, il colore più intenso. Arrivati a destinazione, ecco qualche consiglio sul pernottamento che, lo anticipiamo, si trovano in località Tricase, a un paio di km da Marina Serra.

  • Masseria Uccio
    Bellissima location in mezzo alla campagna, è perfetta per chi desidera una sistemazione rustica ma di charme
  • Casa Ventuno
    La formula del B&B di Charme nel cuore della campagna salentina.
Piscina naturale di Marina Serra

Piscina naturale di Marina Serra – Foto Shutterstock

Quinta tappa: da Marina Serra a Santa Maria di Leuca

  • Durata della quinta tappa: 22,3 km – circa 5,5 ore di cammino

L’ultima tappa della Via del Mare del Cammino del Salento è scenografica e simbolica. Il Sentiero delle Cipolliane offre scorci tra i più celebri del Salento. Il Ponte del Ciolo attraversa un’insenatura profonda, tra roccia e mare.

L’arrivo a Santa Maria di Leuca segna la conclusione del cammino. Il Santuario di Finibus Terrae domina l’orizzonte, mentre il faro osserva l’incontro tra Adriatico e Ionio. Qui si rimane senza fiato: avrete davvero l’impressione di essere arrivati a una meta, esotica, lontanissima, con la sensazione di aver attraversato un mondo intero e non solo il “Tacco d’Italia”. Godetevi il tramonto, gustate le prelibatezze locali e concedetevi una notte ristoratrice in una delle strutture della città. Per dormire vi consigliamo:

  • B&B Santa Maria di Leuca
    Una struttura semplice e curata fronte mare, situata proprio sul lungo mare del centro di Leuca.
  • Hotel Magna Grecia
    Per chi cerca una soluzione direttamente sul mare, questa soluzione è perfetta: l’hotel si trova infatti a soli 15 metri dalla spiaggia e offre anche un giardino e un terrazzo.
Faro di Santa Maria di Leuca

Faro di Santa Maria di Leuca – Foto Shutterstock

Cosa fare lungo la Via del Mare del Cammino del Salento

La Via del Mare del Cammino del Salento può essere affrontata in diversi modi: in 5/6 giorni, per chi ha meno tempo a disposizione, o in una modalità più rilassata, magari fermandosi più giorni lungo le tappe per raddoppiare la durata della vacanza e godere delle bellezze che offre la costa salentina. Lungo l’interno percorso infatti sono tante le cose da fare e le attrazioni da vedere per rendere l’esperienza davvero indimenticabile. Qui sotto qualche suggerimento che, per amor di sintesi, non abbiamo incluso nella descrizione delle cinque tappe.

  • Il faro di Palascià all’alba: se potete fermarvi nei pressi di Otranto e anticipare leggermente la partenza, raggiungere il Faro di Palascìa all’alba è un’esperienza unica. È il punto più orientale d’Italia: qui il sole sorge prima che nel resto del Paese. Il silenzio, il vento leggero e l’orizzonte aperto rendono il momento quasi solenne.
  • Un bagno a Porto Badisco: dopo ore di cammino, in estate, immergersi nella baia di Porto Badisco è una rigenerazione totale. L’acqua è profonda e limpida, la baia raccolta, la sensazione di protezione naturale.
  • Il Sentiero delle Cipolliane: tra Marina Serra e Leuca, questo tratto è tra i più spettacolari. Camminare sospesi tra roccia e mare regala scorci ampi e luminosi. È uno dei momenti in cui si percepisce davvero la potenza del paesaggio salentino, lontanissimo dagli stereotipi della “spiaggia da tintarella” con mare basso e ombrelloni.
  • L’ingresso a Otranto al tramonto: arrivare a Otranto dopo una giornata di cammino e percorrere le mura mentre la luce si abbassa è una delle esperienze più intense. Il contrasto tra la fatica del giorno e la bellezza quasi ipnotica del centro storico crea un ricordo indimenticabile.
  • La salita al Santuario de Finibus Terrae: gli ultimi gradini a Santa Maria di Leuca hanno un valore simbolico. Non è solo un punto geografico, ma una soglia mentale. Fermarsi qualche minuto in silenzio, osservare il mare, chiudere il percorso con lentezza: è parte dell’esperienza.
Santuario de Finibus Terrae

Santuario de Finibus Terrae – Foto Shutterstock

Abbigliamento consigliato per affrontare il Cammino del Salento

Un cammino costiero come il Cammino del Salento richiede un’attenzione diversa rispetto a un trekking montano. Il sole, il vento e la lunghezza delle tappe sono infatti elementi da considerare quanto si fa la valigia (o meglio lo zaino) in base alla stagione prescelta per affrontare il percorso. 

Abbigliamento consigliato in primavera

In Salento in primavera il clima è variabile: sono possibili giornate miti ma molto ventose, soprattutto sui tratti esposti. Bisognerebbe quindi munirsi di:

  1. Magliette tecniche traspiranti
  2. Strato leggero antivento
  3. Felpa o mid-layer per il mattino
  4. Pantaloni tecnici leggeri o convertibili
  5. Cappello con visiera
  6. Occhiali da sole con filtro UV
  7. Scarpe da trekking: le scarpe devono essere già rodate ed è meglio optare per modelli da trekking leggeri o trail con una buona aderenza su roccia.
  8. Crema solare

Abbigliamento consigliato in estate

In estate la criticità principale è il caldo che in Salento, nonostante “u ventu” sempre presente, si fa sentire. Bisogna quindi portare

  1. Maglie tecniche molto leggere
  2. Pantaloncini o pantaloni ultra-leggeri
  3. Cappello a tesa larga
  4. Crema solare alta protezione
  5. Bandana
  6. Costume da bagno
  7. Piccolo telo in microfibra per eventuali bagni rigeneranti

Mappe e zaino per il Cammino del Salento

Quando si fa un viaggio a piedi non bisogna assolutamente sottovalutare il peso del bagaglio che, se troppo pesante, può diventare una zavorra molto difficile da trasciarsi per oltre cento chilometri. In generale, il peso ideale dello zaino per un cammino di 5 giorni senza tenda è tra i 6 e gli 8 kg massimo. Al suo interno, oltre ai vestiti, non devono assolutamente mancare:

  1. Kit vesciche e primo soccorso base
  2. Power bank per i device elettronici
  3. Documenti, carte e contanti
  4. Piccolo coltellino multiuso
  5. Sacchetto per rifiuti personali
  6. Documento del Cammino (Passaporto del Pellegrino, se richiesto)

Quanto alla mappa del Cammino del Salento, cominciamo col dire che il percorso è segnalato, benché la segnaletica sia volutamente discreta per rispetto del paesaggio incontaminato. Quindi prima di partire è fondamentale scaricare:

Consigliamo di tenere sempre d’occhio gli aggiornamenti del sito per eventuali varianti o deviazioni e, per maggior sicurezza, di scaricare percorsi e tappe così da avere le mappe sempre a disposizione anche in modalità offline.

Segnaletica del Cammino del Salento

Foto Shutterstock

Qualche consiglio in più (di buon senso)

Affrontare un cammino come quello del Salento richiede un po’ di preparazione fisica, ma sicuramente anche di buon senso. Ecco le cose da tenere a mente per evitare problemi lungo la strada:

  • Quando non è necessario, tieni il telefono in modalità aereo per risparmiare batteria
  • Ricorda di riempire la borraccia prima di partire: lungo il percorso non sempre si incontrano fontane funzionanti. Meglio fare una buona scorta, in particolare d’estate.
  • Rifornirsi nei centri abitati: non sottovalutare le tappe esposte e poco urbanizzate, senza punti ristoro

Il cammino del Salento è difficile?

Arrivati a questo punto forse vi state chiedendo se il Cammino del Salento sia adatto a tutti, anche a camminatori poco esperti. In realtà il livello di difficoltà è medio. Non sono presenti grandi dislivelli, ma ci sono comunque distanze quotidiane di un certo impegno che richiedono un allenamento minimo. Piccoli dislivelli, punti più isolati e impervi vanno comunque considerati. Il Cammino del Salento quindi è sicuro, ma il buon senso rimane fondamentale:

  • Evitare i tratti rocciosi con pioggia intensa
    Partire presto al mattino
  • Controllare le previsioni meteo
  • Informare la struttura ricettiva in caso di ritardo
  • Non improvvisare varianti fuori traccia

In conclusione, dopo tutti questi consigli, ribadiamo che il Cammino del Salento, sia nella Via del Mare che nella Via dei Borghi, è una vacanza a piedi bellissima che – se preparata con tempo e se fatta magari al di fuori dell’alta stagione – non richiede budget elevati. Insomma, è un trekking consigliatissimo! 

Lucia Fino

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